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Bonafede e D’Uva (M5s). Caro Alfano può un imprenditore indagato per mafia restare ai vertici dell’agenzia dei beni confiscati ai mafiosi?

Bonafede e D’Uva (M5s). Caro Alfano può un imprenditore indagato per mafia restare ai vertici dell’agenzia dei beni confiscati ai mafiosi?

I parlamentari BONAFEDE e D'UVA del M5s hanno presentato al ministro dell’Interno Angelino Alfano un’interrogazione per sapere come giudica la permanenza tra i vertici dell’Agenzia dei beni confiscati di un imprenditore siciliano che è indagato per mafia e se non ritenga con urgenza di sospenderlo da quell’incarico al di là di quelli che saranno gli accertamenti della magistratura.

Questo il testo dell’interrogazione:

“Al Ministro dell'interno. Per sapere, premesso che:

l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è posta sotto la vigilanza del Ministro dell'interno;

il suo scopo istituzionale è quello di provvedere all'amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie, a seguito di confisca definitiva, nonché coadiuvare l'amministratore giudiziario sotto la direzione dell'autorità giudiziaria in fase di sequestro fino alla confisca di primo grado, dopo la quale assume la gestione diretta degli stessi beni;

la collaborazione dell'Agenzia con l'autorità giudiziaria e con le forze dell'ordine rappresenta un dato fondamentale laddove l'Agenzia è chiamata ad operare un costante monitoraggio posto a garanzia dell'effettivo riutilizzo sociale dei patrimoni mafiosi;

gli organi dell'Autorità sono composti da un direttore, nominato su proposta del Ministro dell'interno; un consiglio direttivo presieduto dal direttore delle agenzie delle entrate e composto da un magistrato designato dal Ministro della giustizia, da un magistrato designato dal Procuratore nazionale antimafia e da «due qualificati esperti» in materia di gestioni aziendali e patrimoniali designati di concerto dai Ministri dell'interno e dell'economia e delle finanze; e da un Collegio dei revisori;

il 20 gennaio 2015, in qualità di esperto il Ministro interrogato ha designato il suo conterraneo, il cavaliere Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, in seno al consiglio direttivo dell'Agenzia;

a meno di un mese dalla nomina governativa, è stato reso pubblico che lo stesso Antonello Montante, risulta al momento indagato per reati di mafia alla procura della Repubblica di Caltanissetta;

venuto a conoscenza delle indagini che lo vedono coinvolto, Montante si è autosospeso dalla carica ricoperta presso l'Agenzia, senza presentare tuttavia dimissioni, dimissioni richieste da parte dagli organi di presidenza della Commissione antimafia, nonché da parlamentari regionali e nazionali;

la presenza-assenza di un delegato del Governo, indagato per mafia, nell'organo di gestione dei beni confiscati ai mafiosi rappresenta, di fatto ed al di là delle responsabilità dello stesso, una circostanza che indebolisce gravemente sotto il profilo dell'immagine nonché della funzionalità la stessa Agenzia. Agenzia che peraltro non può provvedere alla sostituzione del proprio membro autosospeso, poiché la facoltà di rimuovere, tramite revoca, il delegato governativo è in capo all'autorità politica che lo ha designato;

Montante è socio fondatore dell'associazione «Tavolo per lo sviluppo del centro Sicilia», associazione che tra le sue finalità statutarie anche quella della gestione dei beni confiscati dallo Stato alla mafia, dando luogo ad un patente conflitto di interessi laddove ricopre contestualmente il ricordato incarico governativo nell'Agenzia che decide proprio a quali soggetti affidare la gestione dei beni confiscati alla mafia –:

se ritenga opportuno che un indagato per reati di mafia faccia parte di un organismo che ha il compito di amministrare e destinare i beni confiscati alla mafia e se, in caso negativo, non ritenga di dover revocare la nomina del dottor Montante indicando, in sostituzione, altra personalità presso il suddetto organismo al fine di garantirne la piena operatività;

se non rilevi profili di incompatibilità tra la figura imprenditoriale di Montante, socio fondatore di un'associazione costituita a Caltanissetta che ha tra i suoi scopi quello di essere assegnataria di beni confiscati e la figura istituzionale di Montante in qualità di soggetto affidante – tramite l'Agenzia – degli stessi beni confiscati. (4-09140)