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SCILLA. Protestano Falcomatà, Ciccone e gli altri sindaci per la chiusura di oncologia

SCILLA. Protestano Falcomatà, Ciccone e gli altri sindaci per la chiusura di oncologia

Reggio, si incontrano Sindaci dell’area dello Stretto: il 5 ottobre manifestazione contro la chiusura del reparto di oncologia a Scilla

Si sono incontrati stamattina a Palazzo San Giorgio a Reggio Calabria i sindaci dell’area dello Stretto guidati dal Presidente dell’associazione e Sindaco di San Roberto, Roberto Vizzari, ospiti del primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, per affrontare questioni di grande importanza riguardanti il territorio di tutta la provincia, tra cui il salvataggio dell’aeroporto dello Stretto e la costituzione della nuova città metropolitana.

Su proposta del Sindaco di Scilla, Pasqualino Ciccone, i Sindaci hanno affrontato la paventata chiusura del reparto di Oncologia presso il presidio dell'ex Ospedale "Scillesi d'America", oggi Centro di assistenza primaria territoriale.

Una unità, quella di Scilla, dove viene praticata un'oncologia moderna con protocolli attuali, i seguono le linee guida nazionali ed internazionali per il controllo della malattia neoplastica con farmaci di ultima generazione e target terapy.

Gli stessi hanno espresso piena e convinta solidarietà ai pazienti oncologici che nello scorso fine settimana hanno manifestato contro il trasferimento del reparto a Melito Porto Salvo, e hanno deciso di organizzare, per lunedì 5 ottobre alle ore 17.30 una manifestazione di protesta contro la spoliazione del presidio scillese.

“Abbiamo sostenuto sin da subito – ha esordito il Presidente Roberto Vizzari – le ragioni di Ciccone, perché non possiamo accettare lo spostamento di un polo di eccellenza a causa di una visione miope della classe dirigente. Va ricordato inoltre che per la sua posizione geografica è facilmente raggiungibile da tutta l’area dello Stretto, da ogni parte della Piana di Gioia Tauro, da tutti paesi dell'entroterra aspro montano”.

“Siamo vicini – conclude Vizzari – ai pazienti, ai loro familiari e a tutto il personale del presidio e siamo pronti ad affrontare questa battaglia di civiltà in tutte le sedi possibili”.