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STIPENDI. Primi i magistrati, ultimi gli insegnanti (in media 5 volte di meno)

STIPENDI. Primi i magistrati, ultimi gli insegnanti (in media 5 volte di meno)

In Italia, i Paperoni dello Stato in termini di stipendio percepito sono i magistrati. Portano a casa un reddito annuale di 142.653. Le Cenerentole, invece, sono gli insegnanti; i più poveri con 29.468 euro all'anno.

Insomma, un «prof» italiano porta a casa un salario medio di 1300-1500 euro contro i 7-8 mila dei giudici.

I dati emergono dall’annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato e sono stati elaborati dall’agenzi Adnkronos. Il salario medio di uno statale nel 2013 era di 34.505 euro, cresciuto dello 0,6% rispetto al 2012. L'assegno degli insegnanti, quindi, è meno di un quarto, quasi un quinto, rispetto a quello dei magistrati.

Nel 2013 il valore medio nel pubblico impiego risultava inferiore di due anni prima. Ma questo è il valore medio perché nello stesso periodo lo stipendio dei primi, i magistrati, è cresciuto dell'8,6%. Dopo i primi seguono i prefetti con 91.184 euro, seguiti dai diplomatici con 88.492 euro. Rispetto all'anno precedente i prefetti hanno perduto l'1,5%, mentre i diplomatici il 4,4%.

Dall’altro lato, i professori sono in compagnia dei dipendenti delle regioni e autonomie locali (29.626 euro), e dei ministeriali 29.899 euro. Infine, una curiosità: i dipendenti della presidenza del Consiglio (Palazzo Chigi) guadagnano il doppio dello stipendio medio dei dipendenti dei ministeri; mentre quelli delle Regioni a statuto Speciale guadagno un bel po’ in più (35.338 euro) di quelli a statuto ordinario. Nelle università, invece, il reddito medio è di 43.221 euro.

Insomma, i professori che formano tutti gli altri, a cominciare dai magistrati e dai prefetti, sono i peggio pagati.

Che forse qualcosa non funzioni?