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COMPLICI e NEMICI. La strana coppia Berlusconi-Di Maio

COMPLICI e NEMICI. La strana coppia Berlusconi-Di Maio
berlusconi di maio
Salvini s'e' affacciato sul Belpaese ha tirato su di naso ed ha sentito l'odore della vittoria. È da quel momento che ha deciso di far di tutto per andare al voto subito convinto che avrebbe stravinto il centro destra, e lui nel centro destra, assestando anche una botta al M5s e a quel vanesio di Di Maio mal programmato dalla Casaleggio è assai più ingenuo dell'Ingenuo di Voltaire.

Naturalmente c'era una condizione: tenere unito il centro destra e tenersi stretto Berlusconi. Perché il centro destra unito vince, ma senza Berlusconi, sia pure in forte calo, non è detto che ce la faccia e non si fermi magari a qualche millimetro dal traguardo.  L'Italia è piena di collegi del rosatellum che scattano o no per poche centinaia di voti ed è questo l'acciaio fuso che tiene unito il centro destra.

Ma Berlusconi che va giù, pur mantenendo un pacchetto di voti, le elezioni non le vuole. Segnerebbero il suo tramonto vero da leader e crescerebbe a dismisura lo squilibrio di voti e di potere da Salvini togliendogli anche la possibilità di condizionare il governo, che è sempre maglio di niente. Da qui la strategia B di Salvini che pensa non più da capo della Lega ma da nuovo leader del centro destra: andare alle elezioni subito ma facendole decidere agli altri per non assumersi la responsabilità di creare tensioni nella marcia verso il successo. Insomma, deve riuscire a tirare la pietra tenendo nascosta la mano. Se si rileggono i due mesi alle spalle con questo schema svaniscono gli elementi di confusione e irrazionalità e irrompe la chiarezza.

L'intervista al Messaggero del 9 maggio rivela tutto. Salvini tiene fermi i tre punti strategici della sua analisi e delle sue convinzioni. Il Centro destra vincerà le prossime elezioni. Di Maio prenderà una botta ammesso e non concesso che sia ancora presentabile come leader elettorale delle prossime elezioni. Io Salvini con Berlusconi non rompo per nessun motivo al mondo.

Del centro sinistra non se ne occupa neanche. Valuta che resterà dov'è arrivato il 4 marzo. Soprattutto è convinto che il Pd non possa ormai cedere altri voti ai 5* (da qui l'opinione che Di Maio avrà alle elezioni un cattivo risveglio) non potendosi strappare più nulla a chi ha già ceduto ai 5* tutto il possibile. Anzie il Pd potrebbe perfino riprendersi qualcosa indebolendo ancor di più il Movimento, vero sconfitto dei due mesi durante i quali ha cercato di convincere tutti di aver vinto le elezioni e che, costretto ad ammettere la propria impotenza, con voto si avvia verso una tempesta di tensioni al proprio interno.

Si colloca qui l'imprevisto delle ultime ore concesse da Mattarella per formare il governo. Non si sa ancora cos'è veramente successo. Ma l'accordo al contrario dell'apparenza non sarebbe un cedimento di Berlusconi al M5s ma un fermo immagine, a pochi passi dal successo di Salvini e un salvagente importante per Di Maio paradossalmente lanciatogli da Berlusconi il suo più accanito avversario Nei cui confronto, intanto, Di Maio ha cancellato in fretta qualsiasi veto.
In ogni caso bisognerà aspettare per capire se Di Maio e Berlusconi riusciranno a sostenersi a vicenda.