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L'INTERVENTO. Se il bilancio di Oliverio dà scacco alla propaganda

L'INTERVENTO. Se il bilancio di Oliverio dà scacco alla propaganda
Oliverio mario


La ZES è diventata operativa con la firma di Paolo Gentiloni. E’ una realtà. Nei giorni scorsi l’Anas ha varato le attività per realizzare il macrolotto Sibari-Roseto Capo Spulico della 106. Nei mesi scorsi sono stati consegnati i lavori della Nuova Ferrovia Ionica: un investimento mai concepito in precedenza dai tempi di Camillo Benso Conte di Cavour. Tre fatti che da soli dovrebbero stroncare le polemiche sulla produttività e l’azione di governo della Giunta regionale.

Proviamo a mettere in fila alcune valutazioni, rimandando ad altra occasione la discussione sugli effetti di tutto questo sull’economia e sull’occupazione in Calabria.

Uno. La realizzazione della ZES è frutto di un grande lavoro collettivo del Consiglio regionale e delle forze sociali della Calabria. Ma è soprattutto il risultato della credibilità e del prestigio conquistati, in particolare da Mario Oliverio, nel rapporto con il governo nazionale e della professionalità e competenza tecnica di Francesco Russo. La Calabria non ha rivendicato. Questa volta ha tracciato il percorso proponendo un modello organizzativo della ZES ed elaborando a tamburo battente (con risorse interne e a costo zero) un Piano di Sviluppo Strategico apprezzato ed approvato senza esitazione da ben cinque Ministeri.
Forse dispiacerà a qualcuno ma non siamo stati la vecchia Calabria con il cappello in mano. Proposta rigorosa, programmazione delle risorse, gestione corretta.

Due. Il progetto del Macrolotto sulla 106 era stato sottoscritto con regolare e formale contratto tra Anas e Contraente Generale dieci anni fa. Esattamente due anni fa era sparito dall’agenda del Governo. Anche in questo caso tenacia perseveranza credibilità, e soprattutto il solido rapporto di Mario Oliverio coi sindaci della zona, insieme alla competenza tecnica di Roberto Musmanno, ne hanno consentito il recupero portando a casa un investimento da 1 miliardo e 330 milioni di euro. È (non sarà, e' uno dei più importanti cantieri italiani. Non si offenda nessuno, ma ci siamo dovuti sorbire a lungo scetticismi diffusi e sorrisini di compatimento. Ci fossimo piegati o intimoriti avremmo rinunciato a una delle più grandi opere mai realizzate nella storia della Calabria italiana.

Tre. L’investimento per la Ferrovia Ionica per oltre 530 milioni di euro (maggiore velocità, acquisto nuovi treni, eliminazione molti passaggi a livello, riqualificazione delle stazioni) è stato centrato perché la Giunta regionale ha saputo trattare. Lo ha fatto forte di una proposta concreta e grazie alla capacità di indicare priorità apertamente riconosciute dall’Amministratore Delegato di RFI, Maurizio Gentile. Insomma, abbiamo operato sulla base dei bisogni veri dei calabresi per superare ritardi da tutti riconosciuti come insopportabili e tali da penalizzare fortemente la Calabria.
Sottolineo un punto: è la prima volta nella storia della nostra regione che gli investimenti ferroviari nella nostra regione sono stati realizzati sulla base delle nostre indicazioni.

Quattro. ZES, Macrolotto e Nuova Ferrovia Ionica sono solo tre dei numerosi pezzi del puzzle dello sviluppo regionale, ai quali si accompagnano altre importanti realizzazioni e procedure in corso che costituiscono gli elementi di un programma presentato in campagna elettorale realizzato in grande parte. E’ un danno, non solo per la maggioranza regionale ma per gli interessi generali della Calabria bloccare il dibattito alle vacuità della “Giunta degli annunci”.
Ovviamente, permangono problemi strutturali, anche gravi. Quelli di una permanete marginalità della nostra regione e di una condizione di permanente sofferenza sociale e giovanile, soprattutto donne e ragazze, nonostante gli sforzi e le risorse messe in campo dalla Giunta regionale.

Cinque. Accanto a questi temi c’è quello, di straordinaria importanza per cui sforzi e risorse non modificano sensibilmente la narrazione della Calabria da parte dei commentatori nazionali e non vengono percepiti adeguatamente e come nuovo possibile trampolino di lancio dal popolo calabrese.
Sulla Calabria sopravvivono gravi pregiudizi, vengono enfatizzati gli aspetti negativi (spesso in modo distorto) e oscurati i fatti positivi di imprenditori ed aziende che onorano il “made in Calabria”. Eppure c’è un ambiante che migliora, un turismo che attraversa un momento favorevole, un PIL che è passato al segno positivo e c’è un’esportazione che cresce.
Ma deve essere chiaro che senza avviare un grande dialogo con la società calabrese, senza l’emergere di un nuovo spirito civico, senza un confronto con intellettuali, forze e strutture della cultura non ce la faremo a spingere con la forza necessaria la Calabria verso la modernità.
Siamo di fronte a un’occasione storica che più che richiedere impone una grande stagione di risveglio culturale e civico.