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L’ANALISI. Cara Magistratura Democratica su Riace e Lucano è colpa dei pm, non di Salvini

L’ANALISI. Cara Magistratura Democratica su Riace e Lucano è colpa dei pm, non di Salvini

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Magistratura democratica (la corrente di sinistra della magistratura) ha diffuso un documento nel quale attacca in modo assai aspro le decisioni prese dal ministero dell’Interno contro il Comune di Riace. Dice Magistratura democratica che il ministero dell’interno, guidato da Matteo Salvini, con le sue decisioni viola alcuni dei principi essenziali che sono alla base della nostra carta costituzionale e del convivere civile della nostra comunità: i principi di uguaglianza e di solidarietà. Dice che la decisione da parte del ministro di radere al suolo l’esperienza molto positiva e di grande successo - realizzata dal Comune di Riace e dal suo sindaco - di integrazione tra cittadini calabresi e immigrati, è una decisione che sembra avere dei fondamenti xenofobi.

Nella sostanza condivido il documento di Magistratura democratica. Mi pare che ci sia tutto, tranne una cosa: il senso della realtà.

Perché? Per la semplice ragione che in questi mesi in Italia sono state assunte molte decisioni contro gli immigrati. Che hanno provocato danni umani ingenti. Le due più celebri e incisive sono state il blocco delle navi di soccorso nel Mediterraneo, e la fine dell’esperienza di Riace, provocata dall’arresto del sindaco. Bene: entrambe queste iniziative sono state prese dalla magistratura, non da Salvini. Ripeto: dalla ma- gi- stra- tu- ra. E’ la Procura di Catania ad aver iniziato la caccia alle Ong che prestavano soccorsi nel Mediterraneo, con il risultato della scomparsa dei soccorsi e del raddoppio delle percentuali dei morti affogati.

E’ la Procura di Locri che con un’azione spettacolare (e credo senza precedenti) ha fatto arrestare il sindaco di Riace.

Salvini con queste due iniziative sciagurate c’entra poco o niente. Le sue azioni, per quanto clamorose (il blocco in porto di un paio di navi) hanno provocato danni, ma danni infinitamente inferiori a quelli prodotti dalla magistratura. E’ chiaro che è molto difficile, in questo clima di caccia all’immigrato, distinguere bene tra le responsabilità del potere esecutivo e di quello giudiziario. Ma è altrettanto chiaro che chi guida, al solito, non è la politica ma i Pm.

Il vero pericolo, penso, viene proprio da questa nuova alleanza. Fin qui lo scontro tra magistratura e politica aveva visto quasi sempre (salvo rare occasioni che hanno riguardato esclusivamente la figura di Berlusconi) la magistratura schierata contro il governo e sostenuta dall’opposizione. Ora per la prima volta inizia ad avvenire il contrario. E naturalmente questa è la circostanza più preoccupante, perché una alleanza tra settori del governo e i settori trainanti della magistratura è molto rischioso per la democrazia. Se Magistratura democratica davvero è preoccupata per queste cose, le denunci. Ma deve avere il coraggio, finalmente, di denunciare i settori giustizialisti della magistratura (e della politica), con i quali finora è stata in stretta alleanza. Se non ha il coraggio di fare questo, se resta dentro un recinto corporativo, è meglio che rinunci ad intervenire, perché rischia di perdere molta credibilità.

*direttore del Dubbio