
Lucano pensa che prendersela con Minniti risolva i suoi problemi e quelli della sinistra. Oramai è un mantra stucchevole e fuorviante che non regge più, perché sembra che voglia scaricare su Minniti delle responsabilità che sono sue e soltanto sue, soprattutto per non aver saputo e/o voluto valutare bene il problema riguardo l’impossibilità di una eterna accoglienza basata solo sull’assistenza governativa e non sulla possibilità di una vera integrazione con l’immissione nel mondo del lavoro; ma questo vale per tutti i tipi di accoglienza.
Lucano dice che alcune leggi non andavano bene per il suo modello di accoglienza. Allora, invece di “aggirarle”, poteva benissimo lanciare una petizione per la raccolta firme per proporre al parlamento una legge di iniziativa popolare di modifica. Avrebbe raccolto milioni di firme, non solo le 50.000 necessarie, come stanno facendo a buon fine centinaia di sindaci per introdurre la educazione alla cittadinanza nelle scuole come disciplina indipendente.
Lucano non può accusare continuamente Minniti di errori che sono suoi e soltanto suoi. Un Ministro è obbligato a pensare e agire su esigenze e urgenze nazionali. Dice che il Ministro ha fatto accordi con “bande libiche”, ma era comunque un accordo con una parte del governo libico. Non è certamente facile risolvere il problema libico, ma è da lì che bisogna partire. Ma forse gli scafisti erano meno “bande” di quelle governative?
Non dimentichi Lucano che Minniti ha agito per il timore di una ribellione sociale che poteva delinearsi sulla base delle migliaia di sbarchi che avvenivano ogni giorno e, soprattutto, sul fatto che a pagare le conseguenze peggiori di questi sbarchi indiscriminati erano e sono le classi popolari delle periferie. E queste sue decisioni erano state accettate dalla maggioranza della popolazione italiana.
Del resto ci sono state le manifestazioni per Riace, ma accettiamo senza problemi la vergogna dei migranti di Rosarno e tutte le problematiche dei caporalati che la legge Martina non ha risolto, per la solita mancanza di controlli.
Mi sono già espresso in questo senso in un precedente post, soprattutto riguardo alla reazione dei miei ex studenti-figli della classe operaia e contadina- con gli interrogativi sul loro futuro precarizzato, quando va bene. La loro domanda era sempre la stessa: “perché loro possono essere assistiti e noi no?” Ecco da dove nasce il successo al Sud del reddito di cittadinanza, che è sì una bufala, ma ha decretato il successo elettorale dei grillini.
A Lucano auguriamo il miglior risultato possibile riguardo il suo percorso giudiziario, però ci permettiamo di consigliargli di assumere una collocazione diversa rispetto alla questione migranti. Mettere a disposizione la sua esperienza e il suo carisma per trovare soluzioni più consone a problematiche generali, perché l’esperienza Riace può considerarsi conclusa.
Pensare di poter fare ancora il Sindaco non è più possibile, visto che sta concludendo il terzo mandato. Allora accetti ruoli istituzionali più impegnativi ma più efficaci, per portare avanti una politica dell’accoglienza che superi però l’assistenzialismo tout court, per approdare ad una integrazione che consenta al migrante di diventare cittadino italiano a tutti gli effetti, iniziando con il lottare per l’approvazione dello ius soli, muovendo da quello “temperato”, come avviene in tutti i paesi europei con le varianti nazionali.