CALABRIA. Sanità da 10 anni in mano al Governo di Roma. Creato lo sfascio si fanno la propaganda

CALABRIA. Sanità da 10 anni in mano al Governo di Roma. Creato lo sfascio si fanno la propaganda

oliv

(ReP)
Mi aspettavo che in questo decreto ci fossero provvedimenti, norme, risorse per riqualificazione dei servizi e il potenziamento dei servizi sanitari. Com’è noto abbiamo una situazione che vede tanti calabresi andare fuori dalla Calabria per la tutela e la cura della salute e la Calabria paga 320 milioni di euro alle altre regioni per la mobilità sanitarie e mi aspettavo provvedimenti per rafforzare quei servizi per i quali i calabresi vanno fuori.

Non c’è una norma, non c’è un solo euro in questa direzione. Ci sono risorse che vanno ad aumentare gli stipendi dei commissari, le loro indennità, si aumentano di 50 mila euro per ognuno dei commissari più 20 mila per le missioni. Oltre al danno la beffa, siamo al grottesco. Non si può presentare un decreto straordinario con un Consiglio dei Ministri che per la prima volta nella storia si convoca in Calabria per operazioni di questa natura. Non c’è nessuna forzatura da parte mia in queste valutazioni ma la constatazione di un atteggiamento da parte del Governo propagandistico, demagogico che utilizza la Calabria per fare operazioni di propaganda per rappresentare questa regione all’esterno.

Anche per quanto riguarda il personale sanitario che lavora con tanti sacrifici e dedizione. Non c’è una norma per consentire lo sblocco delle assunzioni: c’è una carenza di personale medico, infermieristico e non è prevista una norma per sbloccare le assunzioni. Il ministro annuncia che su questo valuteranno in seguito… ma di che stiamo parlando? Non possiamo accettare operazioni di questa natura per la Calabria e i calabresi.

Assumeremo tutte le iniziative necessarie perché si rimetta al centro la sanità, con i suoi problemi. Da oltre un anno stiamo chiedendo a questo Governo un tavolo per discutere il merito dei problemi. Non stiamo facendo un problema di potere ma di ‘merito dei problemi’. Noi stessi abbiamo proposto un sostegno, un accompagnamento. Non è stata convocata riunione e l’unica riunione che è stata fatta è stata per il randagismo.

Noi abbiamo fatto già ricorso alla nomina dei commissari fatta il 7 dicembre e l’udienza è fissata è per i primi di luglio. Ci difenderemo, abbiamo presentato una memoria articolata che parte da motivazioni che la Consulta ha già pronunciato in occasione di un altro provvedimento sempre in relazione ad un commissariamento che deve essere datato nel tempo. Qui sono 10 anni e questa linea è anticostituzionale.

*Presidente della Regione Calabria