SCUOLA e SISMA/3. Come abbiamo (già) risolto la questione finanziamenti

SCUOLA e SISMA/3. Come abbiamo (già) risolto la questione finanziamenti

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Caro direttore, proponendole una serie di articoli su scuole e terremoti, cioè sulla necessità di avere in Calabria scuole antisismiche che rispettino le indicazioni tecnico-giuridiche per dare ai nostri ragazzi (insegnanti e intero mondo della scuola) il massimo possibile di sicurezza, le avevo anticipato che avrei usato raramente i verbi al futuro per concentrarmi sulle cose già fatte. Con questo articolo voglio parlare dei finanziamenti e del meccanismo che abbiamo creato per impedire lentezze, ma anche furbizie, spinte poco trasparenti, raccomandazioni, e soprattutto ingiustizie.

Parto da un fatto. Esiste (ed aumenta nel tempo) una gran quantità di fondi, a volte di modesta entità, messi a disposizione dalla macchina pubblica per l’edilizia scolastica: fondi POR, FSC, fondi MIT annuali, fondi MIUR annuali, fondi di bilancio della Regione, etc.

Storicamente in Calabria, a Roma e nelle altre Regioni, per ogni fondo si è predisposto un bando cui hanno potuto partecipare comuni, province, città metropolitane e altri enti titolati. Fatta salva la buona fede di tutti, è evidente che per ogni Regione, e quindi anche per la regione Calabria, ciò significava fare una molteplicità di bandi ogni anno, gestire più commissioni, avere più graduatorie. Per i Comuni e gli altri Enti significa predisporre un progetto per ogni bando, seguire tutti i bandi, verificare se avevano ottenuto il finanziamento o no. Capire, se il finanziamento non era stato concesso, per quale motivo era accaduto, e così via.

Una macchina burocratica pesante, un incubo.

Tutta questa babele di carte, poteva portare per assurdo al fatto che un Comune si sarebbe potuto trovare sempre il primo dei non finanziati in tutte le graduatorie, e quindi destinato a non ricevere neanche un soldo (e a non rafforzare la propria scuola) per l’eternità.

Questo, ci siamo detti, non deve più accadere. I Comuni devono impiegare bene il tempo predisponendo buoni progetti, non inseguendo labirinti burocratici a tutti i livelli. Esisteva quindi, e noi abbiamo affrontato, una precisa questione finanziamenti.

La Regione Calabria ha dato una risposta tecnico-politica assolutamente in controtendenza, insieme a quella sulla questione sismica: ora esiste un solo bando e tutte le risorse che arrivano dai vari fondi, sempre a scorrimento di quell’unico bando, fino alla fine. Anche questa decisione sembra banale: dopo.

Con questa decisione si è azzerata la burocrazia: i Comuni e gli altri Enti si concentrano sulla qualità del progetto e non più sul percorso formale, la firma in più o in meno, la scadenza del nuovo bando, il rifare più volte lo stesso progetto. Tutto azzerato. Non può succedere che ci siano figli e figliastri. Vengono azzerati i tempi tra l’arrivo del fondo e la definizione dei Comuni finanziati.

Il Comune non ha l’ansia da prestazione. Se il suo progetto è ammissibile non è questione di vita o di morte il posto in graduatoria, perché quel Comune sa che può passare qualche mese ma verrà ugualmente finanziato. Vengono azzerati i ricorsi sui formalismi perché tutti sanno che c’è una sola graduatoria degli ammissibili. E questo permette di finanziare tutti quelli che partecipano al bando, perché si esaurisce la graduatoria degli ammissibili. Finita la graduatoria è necessario fare un nuovo bando, perché non ci sarebbe più nulla da finanziare con progetto definitivo. Bando e graduatoria Buona Scuola febbraio 2015, bando e graduatoria POR (I) dicembre 2016, bando e graduatoria POR (II) maggio 2018.

Mettere in pratica questa decisione non è stato a costo zero per i tecnici della Regione. È stata ed è una faticaccia. Lo sforzo porta al risultato utile per tutti di presentare una sola volta il progetto da parte dei Comuni, ed esaminare una sola volta il progetto da parte degli uffici della Regione.

 È stato chiesto a Roma ed a Bruxelles che si arrivi all’unificazione dei documenti, ma sino ad oggi è stato come discutere con un muro di gomma. Altro che semplificazione. Anche questo dovrebbe diventare modello per il Paese. Ogni Regione dovrebbe essere obbligata ad avere una graduatoria unica ad esaurimento. La graduatoria unica elimina di colpo le scorciatoie, gli amici, i protocolli, le nebbie, spalanca le finestre. La giunta regionale ha dato questa sterzata violenta. Adesso si lavora solo sulla qualità.

La Calabria, con le sue scuole, compete con le architetture non solo perché antisismiche ed efficienti energeticamente, ma anche perché innovative e belle.

**UniRc, Vice Presidente della giunta regionale della Calabria