L'INTERVENTO. Noi, per legittima difesa, contro la truffa dell'Autonomia

L'INTERVENTO. Noi, per legittima difesa, contro la truffa dell'Autonomia

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E’ per legittima difesa che siamo costretti a scrivere contro l’autonomia che la Lega, facendosi forte di due referendum regionali farlocchi svoltisi su spinta della Lega in Lombardia e in Veneto (in Lombardia ha votato un terzo degli aventi diritto) vuole imporre al paese. La gran parte di osservatori e studiosi sono preoccupatissimi.  I più ottimisti immaginano che se la riforma dovesse passare nei termini fin qui proposti, avremo un paese al cui interno verranno sanciti per legge diritti formalmente diversi e diseguali per i cittadini in base al territorio che abitano. Gli altri, i non ottimisti, pensano che alla fine necessariamente, e al di là della volontà degli attori mediocri che al momento occupano la scena, il paese finirà per frantumarsi ed infatti hanno ribattezzato gli attuali tentativi di riforma in “SpaccaItalia”.

Ma, per legittima difesa, procediamo con ordine. Conoscete la differenza tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) e Spesa storica e le conseguenze che derivano secondo che si usino i Lep o la spesa storica?

Non tutti purtroppo hanno chiaro di cosa si tratti e non tutti sanno che usare nella suddivisione delle risorse dello Stato (prima di tutto i quattrini che noi cittadini versiamo allo Stato pagando le tasse) i Lep o la spesa storica significa modificare la qualità della vita quotidiana delle persone, di cambiare in peggio le speranze di milioni di noi.

Ma, per legittima difesa, procediamo con ordine.

La sciagurata riforma del federalismo del 2009 (voluta dal centrosinistra per inseguire i voti della lega di Bossi che, anche con l’aiuto di un giovane Salvini predicava la secessione con intanto la parola d’ordine “Prima il Nord) venne attenuata dal principio che le differenze tra un territorio e l’altro sarebbero state attutite dai Lep (Lep è l’acronimo di: Livelli Essenziali delle Prestazioni). Cioè lo Stato, attraverso le proprie risorse (i quattrini incassati col pagamento delle tasse degli italiani, il gettito fiscale nazionale), avrebbe garantito su tutto il territorio italiano servizi sociali uguali finanziandoli col gettito fiscale). Sarebbe potuto capitare che in alcune regioni alcuni servizi sarebbero stati migliori, ma non sarebbe potuto capitare che vi fossero regioni con servizi al di sotto del livello essenziale, cioè dei Lep.

Ma i dettagli sono sempre nella cosa del diavolo e quando Belzebù la scuote, com’è noto, scoppia un finimondo. Non è infatti facile fissare i Lep perché alla definizione dei Lep oltre allo Stato devono partecipare una caterva di enti che devono tener presenti una gran massa di variabili.

Fatto è che in attesa di fissare i Lep tutto è stato bloccato per impedire furbizie e ingiustizie. Il senatore Calderoli (Lega Nord), l’inventore del Porcellum (autodefinizione delle legge elettorale da lui inventata) riuscì,però, a fare approvare una leggina “provvisoria” grazie alla quale si sarebbe fatto ricorso “momentaneamente” per la divisione delle risorse nazionali anziché i Lep la spesa storica, cioè quel che in quel momento si spendeva nelle regioni per ogni singola spesa sociale.

Dieci anni dopo siamo ancora lì. I Lep non li ha fissati nessuno e intanto, “provvisoriamente” si è andati avanti con la spesa storica.

Riportiamo due soli esempi di spesa storica, quella della sanità e degli asili nido, così si capisce tutto, a partire dalla truffa politica che i Governatori di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna vorrebbero imporre al Paese facendo approvare il criterio della spesa storica per la divisione delle risorse del paese.

SANITÀ. La spesa storica al Nord è di 1961 euro per ogni abitante. Al  Centro è di 1928 euro. Al Sud di 1799 euro. Quindi la differenza tra Nord e Sud è: 160 euro per ognuno dei 25mln di abitanti che fa 4 mld che in 10 anni circa – nella sola sanità- fanno 40 mld. E’ veramente difficile - perché al Nord la sanità è migliore e perciò coi viaggi della speranza dal Sud spostiamo verso il Nord altre cifre da capogiro?  

ASILI NIDO. L’Ue chiede di garantire l’asilo nido almeno al 33% di tutti i bambini da 0 a 3 anni. Nel CN la copertura è al momento del 25%. Al Sud si ferma al 6%. Al Nord per ogni bambino (sempre da 0 a 3 anni) si spendono 3000 euro. Al Centro, 2000. In Calabria 88 euro. Nel comune di Reggio Calabria, 19 euro (e soltanto da poco tempo). Si tenga presente che tutte le analisi hanno stabilito che la popolazione infantile che ha usufruito dell’asilo nido, da adulta, ha una capacità di comprensione, specie in campo scientifico e matematico, nettamente più alta di chi non ha frequentato gli asili nido: insomma un diverso diritto si trasforma in un elemento strutturale di disuguaglianza.

Per legittima difesa, bisogna chiedere a tutti i singoli parlamentari della Calabria se sul problema dell’Autonomia faranno come gli verrà ordinato dai propri partiti (quali che siano) o se si impegnano, uno per uno, a stabilire in modo irremovibile alcuni principi:

  • Battersi contro qualsiasi ipotesi di riforma fin quando non verranno fissati i Lep vincolanti per tutte le regioni italiane.
  • Impegnare il Governo a definire subito, e prima di ogni altra decisione sul tema, i Lep che dovranno essere approvati non dal governo o con voto di fiducia ma dal Parlamento (Camera e Senato).
  • Promuovere intanto un meccanismo che blocchi o almeno livelli la spesa storica
  • Porre il problema della restituzione e di un’equa redistribuzione dei finanziamenti scippati al Centro-Sud attraverso la truffa decennale della “momentanea” spesa storica.

Ci pare il minimo, per legittima difesa.