SCUOLA e SISMA/6. Le ricadute per l'occupazione e il Pil

SCUOLA e SISMA/6. Le ricadute per l'occupazione e il Pil

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Il programma Calabria Scuola Sicura si sta sviluppando a marce forzate: 650 interventi già finanziati, 150 in corso di convenzione o con partite finanziarie programmate. Cioè 800 interventi rispetto a un totale di circa 2000 scuole in tutta la Calabria. Se ne possono stimare altri 200 con il bando in corso.

Gli impatti economici sono particolarmente importanti per lo sviluppo sostenibile della Calabria.

Nell’ambito degli impatti economici è difficile identificare un indicatore da solo rappresentativo, mentre per gli impatti sociali un indicatore certamente rappresentativo è la riduzione del rischio.

Per gli impatti economici identifichiamo due indicatori: incremento dell’occupazione per gli 800 interventi e incremento del PIL.

Il lavoro è nell’art 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Ed il lavoro è la strada maestra per sconfiggere la ‘ndrangheta.

Sono disponibili molti rilievi statistici che valutano l’impatto sull’occupazione degli investimenti pubblici. Rilievi condotti da istituti differenti: da quelli universitari ai sindacati, a confindustria.

Da questi rilievi emerge che per 100 milioni investiti nel settore delle costruzioni, si generano circa 800 occupati diretti, 700 occupati indiretti e 600 indotti. Cioè circa 2100 occupati. La stima di 2100 è una media, ma gli interventi di adeguamento o demolizione con ricostruzione di un edifico scolastico sono “labour intensive”, cioè con una quantità di lavoratori occupati, per 100 milioni di spesa, decisamente più alta che negli altri settori delle costruzioni pubbliche; cioè gli occupati reali sono certamente più dei 2100 teorici.

Si noti che in questa stima non si considerano gli effetti moltiplicativi: gli addetti che costruiscono i trapani, le motopale, i camion, e poi il loro indotto e così via. Con gli effetti moltiplicativi si generano altri 1000 occupati, ma considerando che trapani, motopale e camion vengono prodotti al Nord, non consideriamo in Calabria questi occupati; se calcolassimo cosa succede complessivamente in Italia avremmo più di 3100 occupati.

Ad ogni intervento è allegato un cronoprogramma con i tempi dei lavori e quindi della spesa. Per cui è possibile conoscere una stima di quanta spesa si fa ogni anno. Sommando per tutti gli interventi si ottiene la spesa stimata annua.

La spesa stimata minima con il programma Scuola Sicura è 230 milioni per il 2020, mentre per il 2021 si stima una spesa di 280 milioni; nel 2021 parte la nuova programmazione europea e i 280 milioni non possono che aumentare in base ai progetti che si stanno facendo in questi mesi.

Facendo una moltiplicazione si ottiene una stima minima di circa 4800 occupati nel 2020 e di 5800 nel 2021. Attenzione: se la Calabria mantiene salda la barra delle scelte politiche nel 2020 si completano i progetti degli altri interventi che vanno in realizzazione a partire dal 2021.

Il settore delle costruzioni ha in Calabria circa 32.000 addetti, e se (semplificando) si riportano i 4800 e i 5800 occupati a questo settore, si ha un incremento dell’occupazione del 15% nel 2020 e del 20% nel 2021 (sempre senza contare la prossima programmazione).

C’è un altro effetto positivo: I sindacati e i costruttori conoscono in anticipo i fabbisogni formativi, e possono quindi costruire percorsi finalizzati ad esempio nella scuola edile senza bisogno di importare manodopera.

Altro effetto positivo deriva dalla possibilità per gli artigiani di potersi attrezzare in anticipo rispetto ai lavori che possono fare, e quindi potersi programmare una sorta di portafoglio ordini e fare investimenti.

Ancora altro effetto positivo è quello che si ottiene dalla collaborazione tra enti differenti, dalle prefetture all’INAIL, dall’ispettorato all’INPS, per azzerare il lavoro nero in tutte le sue forme.

Oltre che il dato degli occupati è utile vedere quanto vale l’impatto del programma Scuola Sicura sul Prodotto Interno Lordo (PIL) della Calabria.

Possiamo discutere se il PIL rappresenti bene lo stato di salute di un territorio, se è calcolato in maniera corretta, se i valori base sono adeguati, e così via. Gli studiosi non convergono tutti sullo stesso giudizio. E comunque ciò vale per tutti gli indicatori economici aggregati, come appunto il PIL.

Fatta questa premessa il PIL è entrato comunque – a ragione o no- nel parlare comune. Viene utilizzato correntemente per capire che fanno le economie: cresce la Germania? La Cina arretra? E l’Italia cosa fa?

Il PIL viene calcolato come somma e sottrazione di alcune quantità. Nella determinazione del PIL una quantità importante è data dagli investimenti pubblici che si somma alle altre, cioè gli investimenti fanno salire il PIL.

Si può calcolare l’impatto del programma Scuola Sicura sul valore assoluto del PIL della Calabria. Gli investimenti, come visto, sono 230 milioni nel 2020 e almeno 280 milioni nel 2021.

La crescita del PIL tra il 2016 ed il 2017 è stata stimata dalla Svimez in poco più di 600 milioni, pari a circa il 2%.

Per calcolare l’impatto sul valore assoluto del PIL, assumiamo che il PIL nei prossimi 2 anni (2020-2021) abbia lo stesso valore del 2017.

Facendo una moltiplicazione ed una divisione si può vedere che l’impatto degli interventi nelle scuole è stimabile almeno 0,7% nel 2020 e 0,8% nel 2021.

È chiaro che si tratta di proiezioni. I numeri però sono importanti e oggettivi.

Sia per l’occupazione che per il PIL il programma Scuola Sicura fornisce una formidabile spinta alla crescita della Calabria.

Usando i valori medi della Calabria ne segue che per sistemare antisismicamente (zone 1 e 2) le scuole italiane sono necessari circa 10 miliardi.

Possiamo calcolare l’occupazione generata da un programma Scuola Sicura come quello della Calabria esteso a tutto il Paese. Ripartendo la spesa in 3 anni, si otterrebbero per ogni anno 100.000 posti di lavoro.

Un Governo del Paese che non pensi all’elettorato di stasera, ma ai bambini ed ai ragazzi, alla sicurezza reale e non a quella pompata, a un’occupazione vera, dovrebbe mettere al primo punto un programma Scuola Sicura.

Scuola Sicura per tutta l’Italia darebbe la certezza ai cittadini che a Roma non si lavora per le poltrone di pochi, ma per la cura di tutti.

*vicepresidente della Giunta regionale Calabria