Dialogo di Novembre 2019, a sinistra.

Dialogo di Novembre 2019, a sinistra.

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D  Hai visto quanti fatti sono successi oggi?
S  Fatti... forse vuoi dire notizie, articoli...

D Sì, insomma... Macaluso che parla della caduta del Muro, Pansa che rievoca la sua intervista a Berlinguer sulla Nato.
S E il Dalai Lama che annuncia: basta con la reincarnazione, dove lo metti, e la guerra senza fine in Calabria per la ricandidatura del governatore?
(Non ogni giorno, ma con una certa frequenza, erano soliti concedersi la passeggiata serale, s'era bel tempo vista l'età: un'oretta per le viuzze del Centro Storico, preferibilmente quelle non troppo irte e dissestate. E chiacchieravano. Più di questo non potevano).

D Sarà che noi il nostro tempo lo abbiamo fatto, ma ti pare possibile assistere inermi a questo quadro così sconsolato?
S (stava per dire chi sa che cosa ma inciampò in un sampietrino che spiccava sconnesso sugli altri ed era lì lì per cadere, si appoggiò a un muro, s'imbiancò di calcinacci, si rimise più o meno in sesto e) Invece l'abbandono di questo posto non fa più notizia, ormai, eh!? I non so quanti milioni che dicono che sono nel cassetto che fanno, le ragnatele, mentre qui crolla tutto?

D Senti a me, questa storia sulla sinistra può finire così, fra subalternità e impotenza? Quanto a Cosenza lasciamo cadere un velo pietoso.
S Ma che lasciamo cadere e cadere... qui crolla tutto e le stelle stanno a guardare. Dicevamo di Pansa, Macaluso, Berlinguer: mica è storia o nostalgia, sono fatti di oggi. Da quando il Pci dichiarò per bocca del segretario, tanto amato e tanto rispettato, che si stava meglio in Occidente e che il socialismo era più facile da realizzarsi in Europa e non in Unione Sovietica ci si aspettavano politiche più conseguenti, ti pare?

D Quante volte lo abbiamo detto, e poi trent'anni fa dopo il crollo del muro, e prima Budapest e Praga... , te le ricordi tutte quelle discussioni nei vari comitati federali, regionali, gli articoli su Rinascita, l'Unità. Il partito unito, lo strappo da Mosca, Di Vittorio, Vittorini...
S Ora sì che rischi di scivolare nella nostalgia: restiamo a oggi. Se persino il Dalai Lama, dicevamo, aggiorna diciamo così la sua religione e accantona uno dei cardini, la reincarnazione, compie un atto politico dirompente, paragonabile a quello di Kruscev al congresso del Pcus quando denunciò le malefatte di Stalin, vuol dire che lì sono più avanti di noi.

D Noi, noi chi? Che stai dicendo? 
(I due, pure avendo militato per più decenni sotto la stessa bandiera e avendo ricoperto ruoli dirigenziali di responsabilità fra loro comparabili, erano da sempre etichettati, con qualche ragione, di destra uno, di sinistra l'altra. Interna, s'intende.)
S Dico che ancora oggi, nel Pd, alcuni si attardano a ritenere - per ingenuità o per pigrizia o malafede non so dire - cosa diversa dal Pci o dalla Dc, o si guarda al passato con nostalgia neppure tanto celata richiamandosi a stilemi, paradigmi, slogan propri di epoche che non esistono più - a proposito hai letto il professore Michele Prospero sulla Striscia Rossa che fa un lungo dissertare su Engels?- o ci si scaglia contro Renzi, e basta? Se cambia il Lama non può cambiare la sinistra, dico io.

D (fra l'interdetto e lo stranito) Sei diventato renziano?! Quello del job act, il democristiano che ha distrutto la sinistra, il pavoncello sbruffone... ma fammi il piacere.
S Lascia stare le etichette, le appartenenze, le semplificazioni. Da quand'è che ci conosciamo, da quand'è che ci siamo confrontati su temi come questi e pur distanti, spesso molto, mai ci siamo litigati. E forse dovevamo, perché mettere la polvere sotto il tappeto non aiuta nessuno, tanto a poco a poco poi si vede... La sinistra è per il cambiamento, per la giustizia sociale, per la solidarietà, per accorciare le distanze, per un'equa distribuzione della ricchezza... ci siamo, sì? E può essere o di governo o di testimonianza, ti pare?

D Ci siamo. Ma se poi per governare diventi di destra che te ne fai.
S (visibilmente in imbarazzo e torcendosi le mani) Forse dovremmo rideclinarli, questi concetti, adattarli ai tempi in cui si usano, un po’ come fa il Dalai, come fanno i lettori della Bibbia non pedissequi. Perché certe volte mi pare di essere davvero chierici di una fede immobile in saecula saeculorum. A che serve, mi chiedo, ti chiedo, affermare, gridare, reclamare certe cose quando non si ha la forza nemmeno di scalfire la dura realtà delle cose? Realtà fatta di globalizzazione, di informatica, di classi sociali polverizzate, di Stato da rivedere, di federalismi truffaldini, nuovi diritti. Mi Fermo.

D (un po’ ringalluzzito e incalzante) E da quando è così, e perché è così?! E poi non ci sono Bersani e gli altri a sinistra del Pd?
S Te li raccomando, quelli, quelli che hanno rovinato tutto con la solita sicumera d'essere sempre nel giusto e non aver capito che tutto stava cambiando. Quello che aveva disegnato l'organigramma preciso preciso fino pure alle telefoniste di Botteghe Oscure, no... come si chiamava la sede..., e non s'era accoro che da lì a poco sarebbe stato travolto. Da quando... da quando il mondo era cambiato. Quello che in Calabria fece quel segretario regionale, quel vice responsabile della Commissione Mezzogiorno.

D Allora alle elezioni regionali non devono candidare il governatore uscente, secondo te? Si può fare se 5stelle non vuole l'accordo, se no chi?
S (fra l'irato e il sornione) Se no chi, se no chi... Sempre questa storia dei barbari alle porte. D'Alema non c'è più (forse...), Veltroni non c'è più, e loro qui da noi sempiterni da quanti decenni?! Chi doveva formare i gruppi dirigenti, chi doveva esprimere profili di governo? Ma per favore... E ora si chiama in causa pure qualche procuratore che avrebbe eterodiretto la defenestrazione, come se non ci fossero motivi più che sufficienti, e non da oggi, per un ricambio più che naturale. Un nome, un nome dignitoso di alto profilo, più di uno veramente, si cerca, si trova, si fa vedere agli elettori che si vuole cambiare, finalmente, e vedrai come l'elettorato risponderà positivamente, con o senza 5stelle.

D (perplesso ma colpito) Sarà... ma io la vedo nera. Avevamo le navi in un porto sicuro, poi venne quello, quel giapponese, lì, e scrisse La fine della Storia.
S (prendendo sottobraccio D. fraternamente, non paternamente) Quella Storia, la nostra storia, quella nostra forse, ma la storia e le storie non finiscono mai. Ora avviamoci ché comincia a far freddo.

*docente unical