L’ANALISI. La lettera di B e la posta in gioco dietro la rottura di Fi in Calabria

L’ANALISI. La lettera di B e la posta in gioco dietro la rottura di Fi in Calabria

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Sabato prossimo entro le 12 dovranno essere presentate le liste per le elezioni regionali in Emilia e Calabria. In Emilia è già tutto definito. In Calabria il finale non è stato ancora scritto. In questo quadro d’incertezze si colloca il blitz di Berlusconi sceso in campo con una lettera agli Occhiuto per sminare il terreno dai rischi che agitano il Cdx.

Lo scontro nel Cdx calabrese s’è ormai concluso con la vittoria di Salvini che ha imposto il proprio veto contro Mario e Roberto Occhiuto a difesa dei quali Fi non è riuscita a far nulla. Berlusconi che li aveva proposti Presidente s’è dovuto piegare assieme a Fi della Calabria. Intanto FdI ha continuato a blindarsi in un fragoroso silenzio (in Calabria e a Roma s’è fatta sentire solo l’on Wanda Ferro: ha precisato che non si sarebbe candidata perché gli accordi nazionali prevedevano che in Calabria il candidato venisse scelto da Fi). Ma Fi dopo aver scelto è stato sonoramente bocciato dalla Lega.

Salvini degli Occhiuto, prima di Mario e poi perfino di Roberto (che nessuno aveva proposto) non ne vuol sapere: entrambi bocciati. Conseguenza dello scontro, la candidatura a presidente (dell’incolpevole) Jole Santelli al posto di Mario Occhiuto scelto a suo tempo ufficialmente da Fi (Santelli e Occhiuto, coppia politica legatissima, hanno nel frattempo bisticciato: lei mollando la poltrona di vice sindaco, Mario Occhiuto accusandola di tradimento).

Il blitz di Berlusconi ha preso forma con una lettera inviata ai fratelli Occhiuto il 23 dicembre a cui viene chiesto di bloccare la rottura annunciata.

Scrive B: "Caro Mario, caro Roberto, in un momento così delicato e decisivo per il futuro della Calabria, con importanti ripercussioni anche a livello nazionale, sento il dovere di fare appello alla Vostra passione civile, all'amore disinteressato per la Vostra terra che avete tante volte dimostrato, alla coerenza di un percorso politico che non può essere messa in discussione" (…) Mario Occhiuto è un grande sindaco di Cosenza, il migliore nella storia recente della Vostra città (…) Roberto … è oggi uno dei nostri parlamentari più stimati e autorevoli. … Per questo sono convinto che, per ragioni diverse, sia Mario che Roberto sarebbero stati ottimi presidenti della Regione Calabria. Purtroppo questo non è stato possibile per ragioni che non dipendono da noi. Tuttavia vi sono dei momenti nei quali un leader deve assumersi responsabilità anche dolorose, nei confronti di amici stimati… ho dovuto far prevalere la necessità di tenere unita la coalizione, pensando al bene dell'Italia, di Forza Italia, della coalizione di centro-destra e soprattutto della Calabria (…) Per questo mi auguro - anzi conoscendo il Vostro amore disinteressato per la Calabria mi permetto di dire che sono certo - che pur nella comprensibile amarezza personale vorrete continuare il Vostro percorso con noi, rinunciando a scelte che avvantaggerebbero solo i nostri avversari (…) abbiamo individuato un ottimo candidato presidente e intorno a lei vogliamo costruire una squadra di grande livello (…)”

La lettera dà correttamente conto di cos’è accaduto. Il candidato scelto da Fi da mesi è stato bocciato da Salvini e s’è dovuto ricorrere a una scappatoia. B sostiene che quella bocciatura decisa da Salvini è sbagliata. Mario e/o Roberto sarebbero stati ottimi presidenti. Ma non lo saranno e certo non per colpa di Fi. Intanto in Calabria s’è dovuto ripiegare su un’altra scelta. Che però, aggiunge B, è “un ottimo candidato presidente” (curiosamente nella lettera non appare mai il nome della Santelli; si parla del candidato sempre al maschile e solo in un punto appare un improvviso “intorno a lei vogliamo costruire una squadra di grande livello” che allude alla parlamentare cosentina.

Dallo scritto trapela la preoccupazione che spinge il Cdx e soprattutto Salvini: bloccare la rottura dentro Fi per non avere brutte sorprese. Com’è noto, non fosse altro perché Salvini lo ripete ogni giorno, il leader della Lega sta utilizzando l’appuntamento elettorale di gennaio come una carica di dinamite per far saltare il Governo. Ha annunziato una schiacciante vittoria e la conquista di Emilia e Calabria. Ma in Emilia le cose non sono messe nel migliore dei modi e per il Cdx comunque la vittoria resta problematica. Se ad una eventuale sconfitta di Salvini in Emilia si aggiungesse (perfino!) quella della Calabria per il capo leghista sarebbe un colpo disastroso. Da qui la decisione di far scendere in campo B per bloccare le rotture in Fi in Calabria.

Il tono della lettera è accorato, (quasi) sempre affettuoso e amichevole. Grandi i riconoscimenti agli Occhiuto. Ma c’è un passaggio durissimo in cui B diventa minaccioso: “sono certo che vorrete continuare il Vostro percorso con noi, rinunciando a scelte che avvantaggerebbero solo i nostri avversari”. Come dire: se ci mollate a favore dei nostri nemici le strade si  separano, non sarete più con noi. Un avvertimento oggettivamente pesante.

Ma B ha ragione. Gli Occhiuto e il loro gruppo devono decidere se trovare altri percorsi politici o se restare, da discriminati e in qualche modo “impresentabili”, in un Cdx il cui leader ormai incontrastato - che non è e non sarà mai più B - ha posto contro loro un veto.

Nelle prossime ore sapremo se, come immagina la quasi totalità degli osservatori (ieri pomeriggio le agenzie nazionali sulla Calabria hanno battuto quasi esclusivamente la notizia della lettera di B) gli Occhiuto verranno piegati diventando un’altra tacca sul bastone di comando del Capitano o se le vicende calabresi complicheranno la vita del Cdx.