IMMIGRATI. Numeri, verità e fake news per creare paura e odio

IMMIGRATI. Numeri, verità e fake news per creare paura e odio

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Come è noto (ma invece non è noto affatto e da qui le vere difficoltà in cui ci dibattiamo da molto tempo) sugli immigrati in Italia, sul loro numero effettivo e sulla loro presenza, circolano un sacco di balle, adibite a creare e a fare circolare slogan che poi servono per catturare il consenso di noi poveri allocchi.

Anche stavolta però (così come abbiamo fatto alcune settimane fa sul Programma operativo Regionale della Calabria in tema di utilizzo e spesa accertati dei fondi europei, con numeri alla mano) noi facciamo parlare le cifre, così che tutti potranno rendersi conto di che cosa stiamo effettivamente parlando.

Tutti quelli che sono in buona fede sapranno così distinguere verità e slogan.

I numeri stavolta ce li fornisce nientepopodimenoche l’ISTAT, fonte che più oggettiva non si può, che ha appena aggiornato i dati sulla popolazione italiana. Ora noi o non li leggiamo oppure siamo già rassegnati al populismo ignorante e rassegnato. Questi dati sono consegnati in primis a loro, cioè a coloro i quali, nonostante le recenti batoste elettorali, continuano a sbraitare ‘’prima gli italiani’’.

All’1 gennaio 2019 gli italiani residenti erano, dunque, 60 milioni 359 mila 546. In un anno 124 mila in meno. Ma il saldo tra vivi e morti è ancora peggiore: nel 2018 era negativo per 193mila 386 unità e sempre nel 2018 i nati vivi sono al loro minimo dal 1860 in poi, cioè dall’Unità d’Italia. Con un tasso di fecondità dell’1,32 per donna. Per garantire la stabilità della popolazione (non la crescita, la stabilità!) dovrebbe essere a 2.

Veniamo ora alla popolazione straniera: alla fine del 2018, sempre secondo i dati inoppugnabili dell’ISTAT, era di 5 milioni 255 mila 503 unità. Quindi l’8,7 per cento del totale, con un incremento di 111 mila unità, senza tenere ovviamente conto degli irregolari.

Questo dato colloca l’Italia all’undicesimo posto in Europa per presenza di immigrati: la Svizzera è al 25%, la Germania all’11,7%, solo per dirne due.

Nel 2018 i permessi di soggiorno nuovi rilasciati ai cittadini non comunitari sono stati 242 mila, quasi l’8% in meno dell’anno precedente. Insomma non siamo più nemmeno attrattivi come terra di emigrazione. E di questo dovremmo invece preoccuparci, perché’ accanto a quei dati ce n’è un altro: sono infatti aumentati dell’1,9% gli italiani che vanno all’estero per cercare lavoro, ma in realtà sono molti di più perché l’ISTAT registra solo le cancellazioni all’anagrafe.

Dunque, come già sapevamo ed il nostro sommo istituto di statistica non fa che confermarlo, i nostri laureati se ne vanno dal Sud in massa ed il saldo migratorio non compensa la negatività del saldo naturale. In Europa fa peggio di noi solo la Romania che, come è noto, è un paese da decenni a fortissima emigrazione.

Fine della fiera: non c’è alcuna invasione di stranieri, ma anzi una lenta evacuazione. Avremmo dunque bisogno di vivere di verità, non di slogan o false percezioni o, peggio ancora, di pregiudizi. Altrimenti ci impoveriremo sempre più nel rancore, nell’invidia, nella cattiveria, lasciando ai più giovani che avranno deciso di non andarsene un paese ancora più impoverito e immeschinito di quello odierno. Ha scritto un saggio commentatore: la società multietnica è inevitabile, bisogna solo scegliere se governarla o subirla.