Salvini avverte la Calabria: mi alleo solo con chi accetta e firma l’Autonomia chiesta dal Veneto

Salvini avverte la Calabria: mi alleo solo con chi accetta e firma l’Autonomia chiesta dal Veneto

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Secondo i giornali la presidente Jole Santelli è molto impegnata nella formazione della nuova giunta regionale. Lo ha fatto fin qui con molta discrezione tenendo separato il suo lavoro dalle dicerie che si scatenano in queste occasioni. E’ un fatto positivo, anche se il giudizio non potrà che arrivare alla conclusione quando tutti potremo valutarlo alla luce del sole. Segnaliamo, intanto, positivamente che in diverse occasioni la Presidente ha trovato il modo di dire che la giunta è cosa che riguarda i calabresi e la Calabria: un modo più che per tenersi lontana per tenersi separata dai ripetuti affondi di Salvini che, paradossalmente, è il capopartito che ha innescato involontariamente il meccanismo che ha determinato la sua candidatura. Insomma, fino qui tutto ok.

Ma è ora che arriva il (primo, e ce ne saranno tanti altri) momento della verità.

Salvini, che appare in difficoltà crescente a partire dai suoi territori (il sondaggio di ieri della 7 ha registrato un sua sia pur contenuta flessione di 1 punto; mentre la recente intervista di Bossi segnala la sofferenza di pezzi della tradizione leghista sulla strategia salviniana), ha l’assoluta necessità di portare a casa sua, cioè al Nord soprattutto di Lombardia e Veneto, risultati concreti che, per i più potenti Governatori di quelle terre, significano cristallizzare l’attuale squilibrio tra Nord e Sud e addirittura una ulteriore spinta a trasferire risorse dal Sud a Nord.

Da qui il dispiegarsi di una strategia di Salvini in due punti.

Intanto, trovare un territorio meridionale dove sfondare, una specie di Cavallo di Troia per procurarsi complici e mercenari e far (ri)partire la galoppata per la conquista dell’intero Mezzogiorno che si è rivelato per la Lega Nord più ostico di quanto avessero immaginato Salvini e il staff. La Calabria, e la città di Reggio, in questo progetto, devono essere sembrati territori ideali come punto di partenza, probabilmente perché le sofferenze storiche (oltre che politiche) di questi territori hanno convinto Salvini che in queste terre uomini e cose si possono piegare e/o spezzare più facilmente e a basso costo.

Secondariamente, tranquillizzare i suoi sostenitori nei punti più profondi del Nord. Non è un caso che ieri 10 febbraio, Salvini abbia scelto proprio una iniziativa in Veneto per inasprire le minacce verso tutti i suoi alleati del Cdx a cui ha fatto sapere che se non si sottometteranno ai suoi voleri per farlo uscire dalle difficoltà romperà tutto. Da qui la dichiarazione minacciosa pubblicata sul social, girata a tutte le agenzie italiane, ripetuta in Veneto.

E' chiaro che il prossimo governo dovrà farla. Saremmo alleati solo con chi ci garantisce per iscritto che l'Autonomia sarà legge sia a livello nazionale che locale naturalmente".

Dove l’Autonomia non è un orientamento culturale o una politica ma la proposta elaborata soprattutto dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, che prevede perfino sul piano giuridico e formale la possibilità di diritti diversi tra i cittadini dello stesso paese, cioè tra gli italiani delle regioni del Centro Sud e gli italiani del Nord. (E’ noto che l’Autonomia è stata elaborata dopo lo svolgimento in Veneto e Lombardia di un referendum regionale sul tema e dopo, soprattutto, che la Corte costituzionale aveva bocciato la richiesta per lo svolgimento di un possibile referendum per la possibile separazione della Regione Veneto dal resto dell’Italia). Salvini ha poi aggiunto: "L'hanno tirata in lungo. Qualcuno non la voleva" (sottinteso: l’Autonomia). E ancora: “L'attuale governo è l'ultimo che la vuole". E ha concluso: "L'autonomia sta contagiando in maniera positiva tutto il resto del Paese. E questo è un merito dei veneti".

Quindi, Salvini ufficializza l’orientamento del suo partito a rompere i rapporti e qualsiasi alleanza e ad allearsi solo con chi “ci garantisce per iscritto che l’Autonomia sarà legge sia a livello nazionale che locale, naturalmente”. Ripeterà queste richieste alla Santelli? Le chiederà di firmare? Lo chiederà ai suoi possibili alleati a Reggio (dove si voterà presto)? Saranno richieste e firme pubbliche o vi sarà il tentativo di accordi alle spalle dei cittadini?

Il messaggio, piaccia o no, non è soltanto per il governo di Roma e, quindi, soprattutto, per Giorgia Meloni di FdI, per B. e Fi e gli altri alleati? Salvini precisa che accordi e firme saranno imposti come condizione per eventuali alleanze “sia a livello nazionale che locale”.

E i calabresi hanno diritto di sapere da subito cosa decideranno di fare le donne e gli uomini del Cdx a Cosenza Catanzaro Crotone Vibo Reggio e in tutti i paesi grandi e piccoli della Calabria, naturalmente a partire dalla Presidente della Regione.