Conte a Gioia Tauro, ma su Calabria e questione meridionale ancora non ci siamo

Conte a Gioia Tauro, ma su Calabria e questione meridionale ancora non ci siamo

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Che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accompagnato dal Ministro per il Mezzogiorno, Peppe Provenzano, e dal Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina  abbia scelto Gioia Tauro per presentare il Piano per il Sud non può che fare piacere. Assumere una iniziativa per proporre attenzione nei confronti di una parte del Paese che vive una condizione di disparità e di squilibrio economico, sociale e civile, non può che essere valutato positivamente.

Però…. A parte lo spiacevole scivolone della foto di Trieste nella copertina di un piano che parla del Sud, c’è una prima nota sbagliata, di forma e contenuto. Non può infatti passare inosservato, né può essere sottaciuto, il fatto che alla iniziativa di Gioia Tauro non era presente praticamente nessuno: la Regione, la Città Metropolitana ed altre Istituzioni locali e del Mezzogiorno. È grave che non sia stato invitato il Presidente della Regione, la nuova Presidente Jole Santelli, eletta dai calabresi. E nemmeno Oliverio.

Il Sud ed i territori meritano innanzitutto rispetto e considerazione. Non è solo un problema di forma ma di sostanza. Il riscatto del Sud passa anche, ed in primo luogo, dalla rottura di metodi e da pratiche neo coloniali che tanti danni e guasti hanno prodotto al Mezzogiorno nel passato. Il vero meridionalismo di cui abbiamo bisogno è fatto di responsabilità, rigore nella utilizzazione delle risorse, rapporto virtuoso e rispettoso tra Stato, Regioni e territori. Proprio il contrario di ciò che è stato finora e di cui il Sud è vittima.

Ma veniamo alle noterelle più di sostanza: il Mezzogiorno per essere aiutato a riscattarsi ed a riconquistare fiducia, ha bisogno di scelte chiare e libere da vecchie ricette e pratiche di Governo di cui è lastricato il suo tormentato rapporto con lo Stato centrale. Per questo, sarebbe stato e sarebbe interessante sapere se le risorse destinate a finanziare il piano per il Sud sono davvero aggiuntive e, se cosi è, da quali strumenti e programmi sono garantite. È importante essere chiari per evitare il riproporsi di operazioni già viste in passato, quando si utilizzavano risorse già destinate alle regioni meridionali (Pac, Fsc, Pon ecc.) a copertura di proposte e piani che si sono rivelati una semplice operazione di centralizzazione nell'uso di risorse, senza alcuna aggiuntività.

Infine: la clausola del 34 % degli investimenti statali al Sud è  stata posta dal Ministro Claudio De Vincenti nella legge finanziaria 2017 e non può essere ora presentata come una novità rivoluzionaria. Le risorse per finanziare questo Piano sud, sono le stesse risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) che erano state già destinate ed assegnate alle singole regioni meridionali e che ora vengono rastrellate per essere gestite da Roma.

  Un tempo si chiamavano le vacche di Fanfani. Una beffa con l'aggravante che ci si mette dentro anche grandi opere come il megalotto 106 Sibari/Roseto definitivo, sbloccato dopo 10 anni ed approvato dal Cipe (1 miliardo e 400 mln di euro) il 28 febbraio 2018. Ci mettono 90 milioni di euro già destinati al centro storico di Cosenza con delibera Cipe 28 febbraio 2018. Stessa cosa vale per tanti altri investimenti già deliberati sia per la Calabria che per le altre regioni del sud.

Per Gioia Tauro non è stato ancora speso un solo euro delle risorse Pon (ovvero risorse comunitarie gestite direttamente dalle amministrazioni centrali dello Stato). Si tratta di 150 milioni di euro finalizzati al porto attraverso un Apq sottoscritto tra Regione e Mit nel 2017. Malgrado le decine di sollecitazioni nulla si è mosso e il prof. Francesco Russo ne sa qualcosa!

Lo Stato non spende, scarica la responsabilità sulle amministrazioni locali e ripropone le stesse risorse per operazioni di marketing. Inganno e beffa sulla pelle del Sud. Per non parlare della Sanità. Lo stesso Conte che un anno fa convocava addirittura un Consiglio dei Ministri straordinario a Reggio Calabria per approvare un Decreto presentato come salva Sanità in Calabria e ora dopo i disastri provocati non ci si può presentare come un turista venuto da un'altro pianeta.