IL CORSIVO. OK, Capitan Ultimo è stato bravo con Riina, ma l’assessore senza sciarpa lo sa fare?

IL CORSIVO. OK, Capitan Ultimo è stato bravo con Riina, ma l’assessore senza sciarpa lo sa fare?

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Bisogna riconoscere che la Presidente Santelli ha fatto un colpaccio mediatico con l’arruolamento nella sua squadra del capitano Ultimo. Perfino il Corriere della Sera è stato costretto a pubblicare la notizia in prima con grande evidenza. Il Capitano Ultimo, già collaboratore del Generale Mori, l’ufficiale dei Carabinieri che ha diretto la squadra, di cui Ultimo ha fatto parte, che ha arrestato il capomafia Totò Riina, è considerato un’istituzione dell’antimafia anche perché nella sofisticata trappola contro Riina alla fine è stato lui ad arrestarlo. Che il colpaccio abbia fatto centro lo si è anche capito dai complimento per la Santelli che sono piovuti da decine di parlamentari del centro destra e dalle affermazioni sul coraggio della Presidente che, questo par di capire, nominando Ultimo ha assestato, coraggiosamente appunto, una bella botta in testa alle cosche.

Ultimo c’ha poi magistralmente messo del suo e, sicuramente senza averlo concordato con la Santelli, s’è presentato alla conferenza stampa su di lui medesimo con la sciarpa che gli copriva gran parte del volto. Un colpo di genio per colpire la fantasia degli italiani. E pazienza se la sceneggiata ha fatto qualche danno alla Calabria nel senso che gli italiani, convinti come sono che in Calabria siamo tutti mafiosi tranne pochissime eccezioni, guardando la sua sciapa (“sparata” sapientemente anche dal Corriere) hanno rafforzato i propri pregiudizi sui calabresi e devono aver subito pensato che solo Ultimo (ma con la sciarpa) aveva il coraggio necessario per entrare in quella tana.

Del resto Lui l’ha fatto capire subito, anzi l’ha detto con chiarezza: Lui farà sì che i territori possano decidere in autonomia senza i condizionamenti mafiosi.

Di curioso, in questa vicenda calabrese c’è che Ultimo, e qui è forse venuto meno il coraggio dell’ultimo passo, non sarà assessore, per esempio, alla sicurezza e/o alla lotta contro i mafiosi, ma assessore all’ambiente. Cioè si dovrà occupare di fare in modo che l’economia, le industrie, le aziende e le costruzioni, insomma lo sviluppo della Calabria, coincidano, aiutino, salvaguardino e soprattutto migliorino l’ambiente. Dovrà preoccuparsi d’innescare un miglioramento permanente e progressivo dell’ambiente calabrese che sarà (potrebbe diventare) decisivo per un futuro di qualità migliore della Calabria. Un compito delicato, strategico e difficile che implica sapienza e visione politiche e culturali.

La repressione degli illeciti, dei reati ambientali, anche quelli gravissimi che in Calabria di certo non mancano (anzi sono esageratamente abbondanti) non toccherà a lui ma ai procuratori e alle forze dell’ordine della Calabria.

Ciò chiarito resta in piedi un problema grande quanto una montagna, su cui nella conferenza stampa romana non s’è fatto alcun cenno.

Il Capitano Ultimo è capace di assolvere a un ruolo tanto delicato, specifico e politicamente complesso, che va svolto mettendoci la faccia e necessariamente volto scoperto?