cVIRUS, cronache giorno 10. Quella valanga di carte inutili che ci mangiano 31 Mld

cVIRUS, cronache giorno 10. Quella valanga di carte inutili che ci mangiano 31 Mld

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Si sta lavorando ad un deficit aggiuntivo di 20 miliardi per il quale da Bruxelles è arrivato il via libera; una  maxi manovra stimata in 25 miliardi.

Il nostro Paese purtroppo ha un altro tesoretto, anzi più che un tesoretto.
Sono 31 i miliardi che spendono in Italia Piccole e Medie Imprese (PMI) per pratiche burocratiche. Questo emerge dalle analisi della CGIA di Mestre, su dati del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Varie altre analisi sul tema sono state condotte e il valore che si ricava è quasi lo stesso. In questi soldi non sono compresi bolli e tassazioni durante i percorsi burocratici. Cioè 31 miliardi sarebbero i costi burocratici che lo Stato potrebbe togliere alle PMI senza perdere nemmeno un euro di tassazione.

Da dove nascono i 30 miliardi? Tante fiumiciattoli timbreschi, torrenti autorizzativi, sorgenti di micro poteri, affluenti di certificati, uniscono le loro acque per formare lo sconfinato fiume dei 30 miliardi. Pensiamo alle sole normative italiane: secondo "The European House - Ambrosetti" sono in tutto 160.000 le norme italiane- centrali e regionali - contro le 7000 di Francia, 5.500 di Germania e 3.000 del Regno Unito. Bene, possiamo chiedere al Governo, alle forze politiche tutte comprese, di semplificare questi labirinti burocratici che bloccano le PMI?

È l’ora giusta. 30 miliardi senza dover chiedere niente a nessuno. Sarebbe un carburante formidabile per le PMI. I 30 miliardi è come se li togliessimo per ciascun anno futuro, non solo per questo.

Da un’indagine di Assolombarda del 2015 risulta che sulla Piccola Impresa (tra 10 e 50 addetti) e sulla Media (tra 50 e 250 addetti) si viaggia con un costo burocratico tra 100 000 euro e 700 000 euro. Sempre al netto di tasse e bolli. In queste fasce di PMI ci sono circa 200 000 imprese italiane. Oltre 3 milioni sono invece le microimprese con meno di 10 addetti.
In queste giornate così difficili è possibile, insieme al lavoro stupendo che stanno facendo tutti i lavoratori del sistema sanitario, del sistema di sicurezza, degli altri sistemi vitali per il nostro Paese, mettersi al lavoro per: semplificare, detimbrizzare, sburocratizzare, alleggerire. È possibile costruire una task force  alla Presidenza del Consiglio, come quella per l’emergenza sanitaria, che lavori alla semplificazione per la ripartenza economica?

Certo si colpiscono rendite di posizioni, politiche, familistiche, lobbistiche,  ma se non ora quando?
I Presidenti delle Regioni del Sud hanno presentato al Governo ed al Ministro del Sud già nel Marzo 2019 e poi in versione avanzata nel Novembre 2019 un sistema di proposte per abbattere la burocrazia nelle ZES, a partire dalla “formazione e il rilascio di una Autorizzazione Unica (AU-ZES) che sostituisca tutte le autorizzazioni/intese/licenze/ e permessi concessioni e nulla osta, comunque denominati”.

Dallo studio fatto dalle Regioni ci sono più di 30 autorizzazioni/ intese/licenze/concessioni e nulla osta e permessi, comunque denominati che bisogna avere per poter avviare un’attività in una ZES. Certo anche qui si modificherebbe quantomeno il potere soporifero, la melassa, i muri di gomma, i veti ingiustificati.

Adesso si potrebbe aggiungere che il Comitato di Indirizzo della ZES per rilasciare l’AU-ZES si riunisce in via telematica. Cioè portiamo a zero i tempi per l’impresa, come e meglio dei Paesi più avanzati e trasparenti.

Il Governo e il Ministro per il Sud potrebbero dare immediate risposte prendendo il documento delle Regioni e dandogli seguito: subito.

*Unirc