FERROVIE. Il Governo e l'imbroglio della cd Alta Velocità che ruba il futuro al Sud

FERROVIE. Il Governo e l'imbroglio della cd Alta Velocità che ruba il futuro al Sud

treni

IL GIORNO CHE SI SPEZZO' L'ITALIA

Fatto uno
La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha presentato, giovedi 14 maggio, il pacchetto per il settore trasporti e infrastrutture contenuto nel Decreto Rilancio in una conferenza stampa per tutti accessibile perché disponibile sul sito del MIT.
Sul fronte infrastrutture saranno finanziate alcune opere strategiche: 40 milioni di euro per la progettazione e il potenziamento con caratteristiche di Alta Velocità di Rete delle linee Salerno-Reggio Calabria, Taranto–Metaponto–Potenza–Battipaglia, Genova–Ventimiglia.

Fatto due
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica nella seduta del 14 maggio ha approvato, nell’ambito della Linea ferroviaria Alta Velocità – Alta Capacità Milano-Venezia, il progetto preliminare del Nodo di Verona Est con un limite di spesa di 379,96 milioni di euro, con prescrizioni e raccomandazioni.

Fatto uno più Fatto due
È uno strano scherzo del destino. Nello stesso giorno, con questi due fatti, si recita la fine dell’Alta Velocità (quella vera) nel Mezzogiorno e si apre alla nuova linea Alta Velocità (quella vera) Milano Venezia.

È meglio cerchiarlo rosso nel calendario questo 14 Maggio 2020.

È il giorno che si spezzò l’Italia, se nessuno si alzò per difenderla.

Tutto si gioca in quelle poche parole Alta Velocità di Rete (AVR) nel Mezzogiorno, per contro Alta Velocità-Alta Capacità (AVAC) nel Lombardo-Veneto.

Semplifichiamo in modo che nessuno possa dire di non sapere, di non aver capito, che era complicato conoscere .

AVAC
L’Alta Velocità/Alta Capacità (AVAC) è l’infrastruttura oggi percorribile a 300 km/h, domani con nuove generazioni di treni a 350 km/h, cioè l’Alta Velocità vera.

AVR
L’AVR è una rete in cui sono comprese sia le linee AVAC (quindi 300-350 km/h), sia le linee tradizionali in cui si fanno interventi per consentire la velocità a 200 km/h.

Per semplificare brutalmente: se una linea è in AVR, e non è linea AVAC, vuol dire che è una linea tradizionale in cui si fanno lavori portando la velocità massima a 200 km/h.

Sulla base del fatto uno, a Sud di Battipaglia, dato che non c’è nemmeno un metro di AVAC, i lavori consentiranno ai treni di viaggiare a 200 km/h.
Sulla base del fatto due nel Nord, e più esattamente a Est di Milano, ci sarà la linea Milano-Venezia. Diciamo una linea quasi parallela alla Milano-Bologna che già è stata realizzata.

È da chiedersi se il Ministro è consapevole del fatto che al Nord si sta realizzando la seconda linea AVAC e al Sud si  propone un'aggiustatina che non modificherà un granchè la linea ferroviaria tradizionale che già esiste. Può essere ben utile fare la seconda parallela al Nord, poi la terza, e poi la quarta, ma perché al Sud zero? Altra domanda: Deputati e Senatori hanno chiaro e hanno capito cosa sta accadendo e che cosa decideranno col loro voto se non si modifica la proposta del governo? E se lo hanno chiaro e l'hanno capito non sarebbe giusto che spiegassero ai cittadini cosa sta accadendo e perché?

L’AVR colpirà la Campania del Sud, la Calabria, la Basilicata, la Puglia Jonica. E dato che non ci sarà una linea AVAC, da Salerno a Reggio Calabria, non avrà alcun senso l’Attraversamento Stabile dello Stretto. Insomma, 10 milioni di cittadini italiani vengono tagliati fuori dalla modernità (con annessi tutti gli elementi dello sviluppo che una sana modernità favorisce), un sesto di superficie del Paese viene abbandonato.

È da chiedersi se i consiglieri regionali di queste regioni, i Presidenti, i Sindaci - metropolitani e no -, abbiano qualcosa da dire; cosi come è da chiedersi se tutta la politica siciliana, a parole sempre per l’attraversamento stabile, abbia qualcosa da dire.

Tra le righe fa capolino la tratta Genova-Ventimiglia in AVR, niente paura, non è un declassamento di un pezzo del Nord, sono i francesi che hanno detto e ridetto che non vogliono Alta Velocità sulla Costa Azzurra e quindi la linea finirà al confine italo-francese, avendo peraltro un centinaio di chilometri a Nord la parallela Milano-Torino-Lione.

Il Governo nazionale è giallo-rosso e sono i politici di questi partiti a dover dire come la pensano sulle decisioni del loro governo rispetto alle ferrovie al Sud ed al Nord. Ma devono dire anche come la pensano i politici dei partiti di opposizione, dai quali ad ora non è arrivato nemmeno un sussurro.

Rispetto a questa decisione del Governo romano devono spiegare come la pensano i sindacalisti e le associazioni industriali, gli operatori del turismo e i rappresentanti degli artigiani, le associazioni delle imprese edili e i sindacati edili.

I media delle varie tipologie dalla stampa al web possono raccontare la storia delle infrastrutture ferroviarie, cosi come si sta svolgendo davanti ai nostri occhi, per dare ai cittadini la possibilità di giudicare i politici.
*UniRc