L'INTERVENTO. Il Pd elegga una segretaria nazionale donna

L'INTERVENTO. Il Pd elegga una segretaria nazionale donna

Il risultato elettorale certifica che il PD non è stato attrattivo, né per la sua politica delle alleanze e né nella capacità di affermare una vocazione maggioritaria.

Non siamo riusciti a declinare neanche contenuti semplicissimi come quelli di Next Generation EU: colmare i divari territoriali, generazionali e di genere: ovvero Sud, giovani e donne.

E infatti, non siamo stati votati soprattutto nel Sud, né dai giovani e né dalle donne. Nella stessa composizione delle liste, i giovani sono stati utilizzati come foglie di fico, è stata penalizzata in grande parte la rappresentanza territoriale del Mezzogiorno, non è stata rispettata l'alternanza di genere. Basti pensare che in tutto il Sud alla Camera dei deputati vi sono state solo tre capilista donne, due in Sicilia e una in Molise. Come se non ci fosse stata alcuna riflessione autocritica di fronte al fatto che mentre negli ultimi cinque Governi si confermavano sempre gli stessi uomini ministro, è invece, addirittura scomparsa nell' ultimo esecutivo la rappresentanza femminile.

Oggi, dunque la domanda è quale Pd? Mettere in campo una narrazione e un progetto politico che non c'è: lotta alle diseguaglianze, innovazione, una politica economica capace di coniugare crescita e diritti.

Sul congresso, pertanto, va bene il percorso indicato da Letta ma secondo un ordine invertito: anteporre lo scioglimento dei " nodi" alla "chiamata". Le candidature alla segreteria debbono essere espressione del progetto politico e della nuova storia che vogliamo raccontare. In questo quadro, ritengo sia il tempo di una segretaria donna non inventata dai maschi ma espressione di militanza, capacità di direzione politica, competenza ed esperienza maturata sul campo. Un percorso congressuale, dunque, altro e diverso da quello che può essere precostituito e subordinato agli accordi tra i capicorrenti nazionali".

*Direzione nazionale Pd