GIOIA T. Il mistero dei 750 mln del porto. Ci sono ma non si spendono. Perché?

GIOIA T. Il mistero dei 750 mln del porto. Ci sono ma non si spendono. Perché?

Il Porto      di FRANCESCO RUSSO* - I 750 milioni di Gioia Tauro perché non si spendono? Questa la domanda che non riceve risposte.

Dal sito della Regione (19 dic 2013): “Il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e il Presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro Giovanni Grimaldi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Campanella hanno illustrato i dati che attestano il trend positivo che riguarda il transhipment….”.

La settimana scorsa un convegno a Gioia Tauro sul Porto, presenti l’Europarlamentare Arlacchi e la Vicepresidente Stasi. Nemmeno nel convegno arriva la risposta sui 750 milioni non spesi.

Il Porto di Gioia per la capacità della dirigenza tutta di MCT, composta da tecnici di qualità internazionale, nell’ambito dei più grandi gruppi operanti in Calabria, da Contship a MSC, e per la dedizione e la professionalità dei lavoratori del porto, e delle imprese dell’indotto ha confermato il suo ruolo di grande porto di transhipment.

È ben risaputo che un porto di transhipment è come un porto su un’isola: i container arrivano con navi giganti da altri continenti e ripartono con navi piccole. Oggi è in un’isola e domani può essere, facilmente, localizzato in un’altra isola.

Il futuro per Gioia, per Reggio e per la Calabria è nell’interporto-gateway e nella logistica. Ma per fare questo bisogna subito spendere i 750 milioni che sono fermi e non si capisce perché.

Una ricerca presentata dal Corriere nei giorni scorsi (16 dic 2013) ha dimostrato, ancora una volta, che il motivo principale del non investimento al Sud e in Calabria non è la ndrangheta, ma la mancanza di infrastrutture per il trasporto e la logistica.

Di nuovo la domanda: i 750 milioni perché non si spendono?

Facciamo un po’ di conti. Con 750 milioni lavorano, con occupazione diretta cioè nella spesa dei 750, per 10 anni più di 3000 persone (ogni anno), considerando 2-3 occupati indiretti si hanno 10000 occupati (anno) per 10 anni.

E questo ipotizzando che le opere ed i servizi realizzati con i 750 milioni non producano nuova ricchezza; se vengono spesi in modo valido, i 3000 aumentano in base alla bontà del modo di spendere.

I 750 milioni consentono la trasformazione di Gioia da un’isola ad un pezzo integrato del continente. Il salto decisivo per tutti, per la Piana, per Reggio, per la Calabria. Verrebbe drasticamente ridimensionata la profezia terribile, attestata dalla Regione, di perdere 500.000 abitanti nei prossimi anni (linee guida piano trasporti).

E allora i 750 milioni perché non si spendono?

Dato che non ci sono risposte ufficiali, si accavallano le ipotesi che vengono suggerite nelle discussioni sul mistero dei 750 milioni.

La prima è: “I soldi in effetti non ci sono”. Questa risposta non è accettabile, perché le risorse sono tutte dichiarate nel sito della Regione, o in comunicati ufficiali del Presidente e dei suoi Assessori (zoomsud del 21 ott 2013), e contabilizzate tutte le dichiarazioni si arriva a circa 750 milioni. Sarebbe semplice per il Governatore dire: i soldi non ci sono più perché spesi in altro modo in Calabria o in altre regioni o perché non ci sono stati. Poi potremo discutere del perché spendere in altro modo, o in altre regioni.

La seconda è: “I soldi ci sono ma vengono conservati per essere spesi durante le campagne elettorali”. Anche questa, però, è una risposta piuttosto banale. 750 milioni non sono spiccioli, chiunque capisce facilmente che non si possono spendere in pochi mesi di campagna elettorale.

E allora? Perché non si spendono? Il Presidente della Regione ha risposte? Il Presidente dell’Autorità Portuale ha risposte? Il Presidente della Provincia, dottore Giuseppe Raffa, che partecipa al Comitato Portuale, ha risposte?

La Calabria ha tecnici di capacità internazionale, ha conoscenze e competenze nel settore trasporto e logistica attestate e conosciute a livello nazionale ed internazionale. Sarebbe opportuno rispondere.

Sindacati e Confindustria sono stremati dalla crisi, il commercio è a terra, i disoccupati non hanno mai voce, i ragazzi hanno fatto o stanno facendo le valige.

E la domanda diventa sempre più vecchia e drammatica: i 750 milioni perché non si spendono?

*Docente UniRc