LA SA-RC e CIUCCI, la metafora del fallimento dell'Anas e del Sistema Italia

LA SA-RC e CIUCCI, la metafora del fallimento dell'Anas e del Sistema Italia

cantieridi DOMENICO MARINO - Era il 26 luglio 2001, si discuteva di Legge Obiettivo e di Autostrada Salerno-Reggio Calabria e l’allora ministro Lunardi dichiarava che la nuova autostrada sarebbe stata pronta nel 2004-2005. Lunardi non era uno sprovveduto, come molti suoi colleghi capitati in quel ruolo, era a capo

di una delle più grosse società italiane di progettazione e non abbiamo dubbi che, al di la di una buona dose di ottimismo che lo portava ad anticipare la fine dei lavori, riteneva con cognizione di causa che in quattro anni l’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria si sarebbe potuto realizzare. E per una volta non fu il governo centrale a far dilatare i tempi. Infatti, la Legge Obiettivo venne varata nei tempi e il 21 dicembre 2001 il CIPE approvò i lavori di ammodernamento.

Ai fini delle nostre valutazioni molto interessante appare questo documento tratto dagli atti parlamentari del 2002:

“Relativamente allo stato di avanzamento dei lavori, si fa presente che, sui complessivi 443 chilometri di sviluppo dell’infrastruttura, i 32 cantieri in corso, ultimati o di imminente avvio, interessano una estesa di circa 200 chilometri, dei quali 100 chilometri di tratti ammodernati ed aperti al traffico nei due sensi di marcia. Le previsioni contrattuali indicano per tali cantieri che le opere saranno ultimate entro il dicembre 2004. Gli ulteriori lotti da avviare potranno essere completamente ultimati entro il 2008; tuttavia un buon livello di funzionalità complessivo dell’intera infrastruttura potrà essere raggiunto entro i prossimi quattro anni.”
(4 luglio 2002 – seduta VIII Commissione Camera dei Deputati – Risposta del Sottosegretario Martinat all’interrogazione dell’On. Realacci sull’ammodernamento dell’ A3).

Vi è una leggera correzione sui tempi rispetto a quanto previsto da Lunardi, la fine di tutti i lavori è posticipata al 2008, ma già dal 1 gennaio 2005 è previsto un buon livello di funzionalità. Quello per capirci che forse è stato raggiunto e presentato con un successo quasi dieci anni dopo, il 1 gennaio 2014!

Ma apprendiamo ancora da questo documento che su 200 km di autostrada i lavori erano già iniziati in anni precedenti e addirittura che in 100 km i lavori erano già stati conclusi. Se come dice il presidente dell’Anas Ciucci nel comunicato in cui si stupisce delle critiche che gli sono piovute addosso, 58 km di tracciato non sono neanche finanziati, 25 km sono ancora interessati da cantieri, 330 completati e, se la matematica non è un’opinione, 20 km ancora da completare per situazioni di crisi delle imprese che si sono aggiudicate l’appalto il bilancio non è molto positivo. In dodici anni abbiamo realizzato appena 230 km di tracciato di cui 100 già iniziati nel 2002 e mancano complessivamente all’appello 103 km su 433. Quindi, in dodici anni su 233 km da far partire con la Legge Obiettivo sono stati completati solo 130 km (il 55%) e rimangono da completare 103 km (il 45%). Ricordiamo che i giapponesi dopo il sisma di Fukushima ricostruirono interamente un tratto di autostrada in 5 giorni, e nel giro di un mese resero agibili gli 870 km di autostrada danneggiati dal sisma.

Una lettura interessante e consigliata è, poi, il testo dell’intervento del Presidente dell’Anas Ciucci al Parlamento Europeo del 14 novembre 2012 (reperibile all’indirizzo: http://www.lestradedellinformazione.it/site/home/rubriche/le-strade-del-mondo/articolo11374.html).

A parte la chicca di pagina 8 del documento in cui si parla ancora della Salerno- Reggio Calabria come opera propedeutica al Ponte sullo Stretto, dimenticando che meno di 15 giorni prima, precisamente il 2 novembre 2012, quella “Grande Opera” era stata cancellata dal Governo Monti, i toni trionfalistici con i quali si definisce l’ammodernamento dell’A3 un successo infrastrutturale italiano lascia alquanto perplessi. Perché è possibile solo una ipotesi: il concetto di successo infrastrutturale del presidente Ciucci è diverso dal mio e da quello della stragrande maggioranza dei calabresi e in un caso siffatto non si può che accettare una valutazione che potremmo semplicemente definire “Reference Contingent”.
Quando poi si legge, sempre a pagina 8, questa iperbolica affermazione:” L’Anas è impegnata nella costruzione dell’autostrada più moderna d’Europa: la nuova A3 Salerno-Reggio Calabria” non si può che vibrare di sano scetticismo.

Quello che in realtà è successo è che la data fissata per la conclusione dei lavori prima è stata il 1 gennaio 2005, poi il primo gennaio 2008, poi ancora il primo gennaio 2012, quindi il 31 dicembre 2013. Siamo nel 2014 e i lavori ancora continuano…

I costi, invece, sono passati dai 3 miliardi di euro del 1996, ai quasi 6 miliardi del 2000, ai 6,9 miliardi del 2002, fino ai 7,5 miliardi per gli interventi appaltati e conclusi fino al 2013. Ad oggi per il completamento mancano ancora 3,1 miliardi di euro.

Con il continuare dei lavori anche i costi continuano a lievitare!Più che un successo infrastrutturale italiano, l’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria è l’emblema dell’incapacità del Sistema Italia e della Legge Obiettivo di gestire in maniera efficiente le Grandi Opere. Sarà probabilmente ricordato nei libri di storia come sinonimo di Grande Fallimento.

*Professore di Politica Economica – Un. Mediterranea di Reggio Calabria