REGGIO ELEZIONI/1. Centrodestra, Centrosinistra, Sinistra e blocco della politica cittadina

REGGIO ELEZIONI/1. Centrodestra, Centrosinistra, Sinistra e blocco della politica cittadina

la ritirata        di ALDO VARANO – UNO. Ad aprile o ad ottobre a Reggio si voterà per il nuovo Consiglio comunale e il sindaco. Il risultato, senza nuove strategie politiche, rischia di essere scontato. Vediamo meglio.

Alle scorse comunali (2011) i voti validi dei reggini furono 109.051. Per diventare sindaco ne servivano 54.527. Demetrio Arena ne ottenne 61.368 (56,27 %); il suo schieramento (il Cdx unito tranne lo 0,90 di Fli) 68.090 (64,55). Ad Arena rifiutò il voto il 10% circa della sua area politica. Un divario che forse rappresenta il massimo scostamento possibile tra candidato vincente e schieramento.

Massimo Canale, per la parte più aggregata del Csx, ottenne 31.300 voti (28,70). Il suo schieramento si fermò a 20.308 (19,25). La performance ancora oggi appare straordinaria: oltre il 50% in più dei voti della coalizione. Performance probabilmente inedita e irripetibile. Purtuttavia Canale restò a metà circa dei voti di Arena, con uno schieramento tre volte più piccolo di quello vincente. Gli avversari (divisi) del Cdx ammucchiati raggiunsero il 35,71 (compresa la destra di Fli: 0,90): la metà circa del Cdx.

Il voto, insomma, confermò che a Reggio il Centrosinistra-Sinistra (Csx-S) è minoranza e, soprattutto, confermò un ampio orientamento maggioritario contrario da sempre all’area Csx-S. Non ci si faccia confondere dalla straordinaria esperienza di Italo Falcomatà, l’unico leader di sinistra che riuscì a governare (molto bene) in una città di destra; né dalle esperienze del Csx della prima Repubblica consentite da una politica geniale della Dc che riuscì ad attrarre i voti della destra cittadina usandoli per una politica di centro aperta a sinistra.

Questa è la storia elettorale e del consenso a Reggio. Può piacere o no, ma questa è.

Il Csx-S per vincere alle prossime elezioni dovrebbe realizzare due miracoli: unirsi come un solo uomo (e già qui casca l’asino); e spostare direttamente dal Cdx al Csx-S 15.000 voti (e qui di asini ne cadono a dozzine).

DUE. Sono possibili questi due miracoli? Dal maggio 2011 a oggi, due sono i fatti che raccontano, talvolta in modo quasi millimetrico, quel che è accaduto nella testa degli elettori reggini: scioglimento del Consiglio per mafia ed elezioni politiche del 2013.

Sul Consiglio, possono farsi solo ipotesi. La maggioranza della città - è l'ipotesi qui fatta -  non pensa sia stato un fatto positivo. Un anno dopo nessuno lo difende; se non come atto dovuto. E’ apparso inadeguato rispetto alla soluzione dei problemi; di fondo e immediati. Procuratore della Repubblica, prefetti, operatori sociali, Cgil, osservatori sono stati univoci sul punto. Inoltre, ha coinciso con la crisi generale ingenerando l'equivoco che scioglimento e inasprimento delle condizioni di vita fossero collegati. Si può ragionevolmente ipotizzare che, nella migliore delle ipotesi, la parte che verrà percepita come forza dinamica rispetto allo scioglimento non verrà premiata. Insomma, dallo scioglimento il Cdx non solo, a quanto si capisce qui ed ora, non avrà danni elettorali, ma trarrà vantaggi. Certo non verrà da qui il diretto spostamento, se mai possibile e realizzabile, di 15mila voti dal Cdx al Csx né al Csx-S.

TRE. Le elezioni del 2013 a Reggio città sono state per il Cdx una catastrofe. Ma anche il Csx e la Sinistra hanno avuto una botta. Il Cdx (senza Udc) ha perduto la metà dei voti, quasi 23 punti crollando da 50.370 a 25.741. Una perdita secca (segnatevi la cifra) di 24.629 voti. Il M5S è diventato il primo partito (non schieramento) della città col 28,5% dei voti, cioè con (confrontate la cifra con l’altra) 24.747 voti: la sberla del Cdx è praticamente sovrapponibile all’exploit del M5S. La differenza è di 118 voti: irrisoria.

Il Csx a Reggio nel 2013 ha visto liberarsi una gigantesca massa di voti fuoriusciti dal Cdx per la crisi del Berlusconismo. In quelle elezioni (grazie al porcellum) la ‘ndrangheta non ha avuto ruolo e il clientelismo ha avuto un peso irrilevante perché non c’erano candidati ma solo nominati. Il voto è stato libero ed ha misurato come in pochissime altre occasioni storiche l’orientamento reale dei reggini. Ma di quella massa enorme di voti liberi il Csx-S non ha avuto una sola briciola. Anzi, il Csx in città ha perduto 8.233 voti e la Sinistra-sinistra, nonostante la sua inconsistenza iniziale, con Ingroia è riuscita perfino a perderne 533 finendo al di sotto della testimonianza.

In un quadro in cui gli elettori abbandonano a decine di migliaia il Cdx, cioè nelle condizioni ideali per la riscossa, il Csx non diventa l’approdo della destra che, pur di non votare Csx si orienta in massa verso Grillo intuendone forse le componenti populiste e di destra. Nel voto al M5S, ovviamente, non c’è solo la fuga dal Cdx. Ci sono voti del Csx, dell’astensionismo, della Sinistra-sinistra. Ma i numeri garantiscono che il grosso viene dal Cdx. E quando quei voti torneranno, (non per intero ma in buona parte) alle rispettive case, al Cdx ne torneranno in proporzione molti ma molti di più di quelli che torneranno al Csx-S.

La lezione del 2013, rimossa e poco analizzata dal Csx-S di Reggio, impedisce di immaginare che in questa città, in questo presente storico, possa originarsi uno spostamento diretto di 15mila voti dal Cdx al Csx. L’insegnamento è secco: i reggini possono spostarsi e allontanarsi perfino dal Cdx purché il beneficiario principale e/o l’approdo non sia dominato dal Csx.

QUATTRO. Elezioni inutili, quindi, le prossime amministrative di Reggio, essendo il risultato scontato per il blocco del sistema politico cittadino?

E’ un bel tema. Servirebbero un dibattito e una discussione alti. Invece a Reggio alla discussione molti, nel Cdx e soprattutto nel Csx-S, preferiscono la rimozione. Sbagliando.