CATANZARO. Quei 2000 “imbecilli” a concorso, per i posti che si dividono Abramo e Tallini

CATANZARO. Quei 2000 “imbecilli” a concorso, per i posti che si dividono Abramo e Tallini

conc      di ALDO VARANO - Cosa farà adesso Angela? Irene ha telefonato all’assessora Stefania Lo Giudice per farle vincere uno dei posti messi a concorso dal Comune. Stefania ha risposto a Irene: «La domandina fagliela fare... l'unica cosa è che si parla di 19 (posti a concorso, ndr) però poi so che in realtà saranno di meno ma non è tanto questo. Il discorso è che come tu ben sai magari poi se li dividono Sergio Abramo e Tallini, io ci provo eh a chiamarmene una...».

E che farà adesso la signora che ha chiesto a Stefania il posto per il suo ragazzo e s’è sentita rispondere: «Sì, ma in realtà è già tutto parlato... un comando per i vigili già prenotato e un altro avvocato, e in quelle assunzioni rientra pure il capo di gabinetto, già tutto stabilito c'è Viapiana... Si fa sempre a livello di concorso però è tutto... Rimangono 10 o 12 assunzioni, sia come amministrativi e sia come tecnici sia per la laurea e sia per il diploma...». E ancora: «Io ho parlato con Piero perché sennò fa man bassa Tallini. E allora ho detto: Piè l'unica è ma vai a chiamare tu almeno tre assunzioni per il gruppo e poi vediamo come dividerceli... Io a Piero l'ho allertato. Perché al sindaco gliel'abbiamo detto se ce lo dà uno ad assessore ma non so se passerà. Noi ci stiamo provando come assessori, per quanto riguarda il resto dipende tutto da Abramo...».

C’è un aspetto allarmante e oscuro che dovrebbe sconvolgere la coscienza del sindaco Abramo e del potentissimo Mimmo Tallini e che invece resta ancora relegato e nascosto al margine di questa vicenda di degrado metropolitano che si consuma tra boccaccesche storie di prostitute e blocchetti falsi per non far pagare agli amici le contravvenzioni, un meccanismo che sembra divorare con ingordigia la città di Catanzaro.

Mi riferisco ai 2000 catanzaresi, che immagino quasi tutti giovani, che hanno presentato domanda per partecipare al concorso indetto dal Comune per 19 o 12 assunzioni. Posti di lavoro che in realtà, a dar retta all’assessora alla Cultura, Abramo e Tallini si erano già divisi ancor prima che iniziassero le prove concorsuali.

Non sarebbe corretto dare credito alle telefonate della signora Lo Giudice senza controprova, e noi non diamo credito allo spaccato terribile che emerge dalla prosa e dai concetti delle telefonate dell’assessore alla cultura.

Ma come trattare l’argomento se dopo ore ed ore che quelle telefonate hanno fatto il giro di Catanzaro e mezz’Italia (alternandosi a quelle sulle marchette gratis delle prostitute con l’assessore comunale per riconoscenza per i servizi comunali ottenuti) Abramo e Tallini sull’argomento si sono chiusi in un silenzio inquietante che, piaccia o no a loro, rischia di assomigliare a un riconoscimento di colpa?

Battano un colpo. Diano un segno. Reagiscano. Ci dicano che non è vero. Ci regalino una speranza. Spieghino che l’assessora a cui avevano affidato la cultura di una grande capitale meridionale è assolutamente inaffidabile e che le sue parole significano soltanto che loro, Abramo e Tallini, sono stati imbecilli ad affidare quella così prestigiosa poltrona a una che parla senza capire che dice. La denuncino ai magistrati facendole pagare i danni per le gravi ferite inferte al loro onore di persone e amministratori.

Già, perché non l’hanno ancora fatto?

Già li sento: guardi ognuno a casa propria, è in ogni posto così. Ed è vero. Ma oggi si parla di Catanzaro diventata metafora di un disastro più ampio. In discussione c’è il processo di formazione delle nuove generazioni delle nostre città. Quali certezze bisogna fare arrivare alla cultura e alle speranze dei 2000 del concorso che non sono idee astratte ma uomini e donne in carne e ossa? Ci pensino Abramo e Tallini. Come si salvano dal precipizio etico i 2000 che stanno scoprendo di essere stati presi in giro, di essersi prestati in massa a un concorso che dalle parole delle “stanze di dentro” appare insulto all’intelligenza di tutti loro, delle loro famiglie, della città operosa e sana? Dev’essere crudele scoprire la propria dabbenaggine per avere assegnato almeno una possibilità su cento a un concorso onesto da vincere non per l’amicizia con Abramo e Tallini ma per capacità e i meriti. E come sarà possibile per le vittime ritornare a credere, faticare per migliorare e accumulare sapere e competenze, ricominciare a progettare il futuro dopo la scoperta che non serve a nulla?

E’ questo lo sgraffio più pericoloso arrecato in queste ore a Catanzaro. Deludere i giovani, fargli verificare che il merito è inutile, significa massacrare la speranza a cui ha diritto la città. Che futuro volete che ci sia per una grande comunità se le sue nuove generazioni si convincono in blocco che puntare sul merito è da cretini perché il problema vero è entrare nei cerchi magici dei potenti?