SCOPELLITI a tutto campo sul Corsera: condanna, dimissioni, europee e Orsola Fallara

SCOPELLITI a tutto campo sul Corsera: condanna, dimissioni, europee e Orsola Fallara

RcFa      E’ un’intervista a tutto campo quella rilasciata da Scopelliti al Corriere della Sera. A firmarla, Andrea Garibaldi, una delle firme più autorevoli del Corsera.

Scopelliti nell’intervista riconferma che si dimetterà (forse lunedì) da Governatore e che presenterà le dimissioni ad Alfano anche da coordinatore nazionale dei circoli del Ncd. In più sembra aprire alla possibilità di una candidatura alle europee, comunque non esclude questo sbocco.

Durissimo l’esordio dell’intervista: «Vuole sapere qual è il limite della mia Calabria? Che è una terra di ricattati e di ricattatori. I politici, qui, sono spesso ricattati». E spiega, ricattati «Per motivi personali, familiari, qualsiasi motivo è buono». A Garibaldi che l’interrompe con uno squillante “Quindi?” Scopelliti propone le sue intenzioni: «Lascio tutto e continuo a battermi per la mia Calabria. Finalmente libero di dire quello che penso».

Si preoccupa di precisare che non lascerà per effetto della legge Severino.

«No, mi dimetto io. Con la legge Severino, se in appello fossi assolto, potrei riprendere il mio posto. Invece, non mi abbarbico alla poltrona, per rispetto dei calabresi». Ma si candiderà alle europee? lo interrompe il giornalista. E lui: «Me lo hanno chiesto dal partito più volte, ora resto qui a occuparmi della mia terra. Nei prossimi giorni vedremo». E avverte: «Lunedì consegnerò nelle mani di Alfano anche le dimissioni da quella carica (responsabile nazionale dei circoli del Ncd, ndr). Non voglio creare imbarazzi al partito. Mi spiace soltanto che a mandarmi a casa non siano stati i calabresi».

Garibaldi gli fa una domanda diretta: Si sente perseguitato dalla magistratura? E Scopelliti. «Ho pieno rispetto dell'istituzione magistratura. Ma nel mio caso i magistrati competenti erano quelli contabili non quelli penali». Approfondisce: «Prendo atto con amarezza che è stata commessa nei miei confronti un'ingiustizia. In Calabria, a volte, uno dei tre poteri dello Stato invade il campo degli altri due».

Neanche con la Fallara appare tenero: «Ho firmato alcune lettere di incarico per autorizzare la dirigente dell'Ufficio finanze di Reggio, Orsola Fallara, a rappresentare il Comune presso la commissione tributaria. Io firmavo per 250 euro di anticipo, lei — si è scoperto — si attribuiva cifre di 5-12-15 mila euro a volta». E ancora: «Conoscevo la Fallara fin da ragazza. Le chiesi: "Che hai fatto?". " Peppe — rispose — sono solo 60 mila euro, per il lavoro extra in commissione tributaria. Più tardi mi ha mandato un sms: "Mi vergogno". Ho risposto: “Dovevi vergognarti prima". Ho chiesto ai magistrati di acquisire questi messaggi. Impossibile trovarli, hanno detto». Si sofferma su quei giorni drammatici: «Nella conferenza stampa, Orsola chiese scusa alla sua famiglia e a Peppe Scopelliti. Io non so cosa le sia accaduto, perché si sia data quei soldi. A un certo punto è scattato qualcosa... Mi chiedo: ma il Banco di Napoli, tesoriere del Comune non ha mai avuto sospetti per tutti quei soldi che andavano a Fallara?».

Rivendica con orgoglio le cose fatte: «Nel 2007 abbiamo fatto appalti per 275 opere pubbliche. Portavamo i nonni a spasso, in banca, alle Poste, li facevamo ballare. Centri estivi per i bambini. La spesa sociale cresciuta del 30 per cento. Fallara mi diceva: i soldi ci sono».

Ma gli ispettori ministeriali – lo interrompe il giornalista - hanno trovato un buco di 170 milioni. Lei avrebbe distolto fondi vincolati ad altre destinazioni. La risposta: «Se fai le pulci ai Comuni trovi migliaia di episodi. Non è che un sindaco per ogni atto che firma può chiedere il parere all'avvocatura. Ci sono voragini enormi a Roma, a Napoli, a Messina. Anche il Comune del sindaco Lanzetta, ora ministro, è in dissesto. Io vorrei sapere quanta parte del buco di Reggio è mia e quanto l'ho ereditato. Comunque, Reggio non è in dissesto, la Corte dei Conti a maggio probabilmente approverà il piano di rientro».

Cosa gi dispiace di lasciare a metà alla Regione? «Alla fine del 2014 ci sarà il pareggio di bilancio in Sanità. Qui, dove un tempo si facevano "bilanci onirici", come disse l'ex ministro Tremonti. Io mi comporto secondo la lezione del mio vecchio allenatore di basket: dal campo si deve uscire con la maglietta sudata e a testa alta». Una battuta, quella sul sudore chi ha fatto il proprio dovere che sembra essere diventata la bandiera del Governatore.