Il mistero del Ncd di Schifani, Quagliarello e Lupi sul caso Scopelliti: SÌ, NO, FORSE

Il mistero del Ncd di Schifani, Quagliarello e Lupi sul caso Scopelliti: SÌ, NO, FORSE

Alfano e Scopelliti     di ALDO VARANO - Il Ncd informa sullo svolgimento di una riunione romana sui problemi calabresi dopo la condanna e le (fin qui annunciate) dimissioni di Scopelliti.

Erano presenti Schifani, Quagliariello e Lupi. Livelli altissimi, che significano alta considerazione per Scopelliti. Ma mancava Alfano e, curiosamente, nessuno ha spiegato perchè. C’erano anche i parlamentari calabresi, i consiglieri regionali e gli assessori del Ncd. La solidarietà per il Governatore è stata piena. S’è perfino deciso di ripensare la legge Severino per renderla “compatibile con i principi dello Stato di diritto”.

Fin qui, tutto chiaro. Poi la prosa diventa sibillina e soggetta a interpretazioni (una diversa dall’altra).

PRIMO PUNTO. Si dice che è stata condivisa “la sua scelta (di Scopelliti, ndr) di presentare le dimissioni non facendo gravare sulla vita delle istituzioni il peso di una sentenza, seppure di primo grado”. Che significa? Scopelliti si dimette oppure no? Il Ncd lo sostiene sulle dimissioni o vuole che si aspetti per non innervosire gli altri? Sull’argomento fin dall’inizio ci sono state posizioni altalenanti. Scopelliti aveva dato la sensazione di dimettersi immediatamente (a morte subitanea, come si dice quando si butta il cuore oltre l’ostacolo senza farsi imbrigliare da piccoli interessi). Alcuni commentatori avevano dato atto del gesto, esaltandolo. Ad altri è sembrato che fin dall’inizio Scoppelliti parlasse di dimissioni da condividere “con la sua squadra”. Gesto più cauto e in salita, quindi. Diciamo più ponderato perché nessuno può essere tanto ingenuo (e il Governatore non lo è) da pensare che la “sua squadra” sia disposta a mollare tutto prima possibile. Scopelliti, forse, aveva immaginato un’operazione politico-mediatica con dimissioni di massa e tutti i cuori oltre l’ostacolo a battere forte e all’unisono.

Ma le cose sono più complicate. Non perché alla Regione (intendendo i consiglieri di tutti gli schieramenti) siano pensosi e preoccupati di non lasciare le cose a metà danneggiando i calabresi. Ma perché lasciare un posto con l’altissima probabilità di lasciarlo per sempre non piace a nessuno. Insomma, quell’operazione non è riuscita e se il presidente vuole veramente dimettersi deve protocollare, col coraggio e la determinazione della solitudine, le proprie dimissioni. Altre soluzioni, zero.

Ovviamente, il Governatore ha il diritto di un ripensamento. Sarebbe perfettamente legittimo. Meno comprensibile è la pretesa di dimettersi con un gesto di dignità istituzionale mentre si tratta la data con quelli che con mille trucchi vogliono “giostrare” la cosa per avere meno danni (e più stipendi) possibile. Gesto clamoroso e mediazione politica sono cose diverse. Entrambe nella disponibilità di Scopelliti. Ma se ne deve scegliere una.

SECONDO PUNTO. Nel documento si dice. “… il partito si e' trovato unito nel considerare la necessità di una risposta che porti il Nuovo Centrodestra ad affrontare nelle condizioni migliori e con la massima forza possibile le prossime elezioni europee". Perfetto e ben detto. Che significa? Scopelliti viene candidato o no? Lui non ha mai escluso una sua candidatura europea (da ultimo nell’intervista a Purgatori sul Corriere), pur dicendo ogni volta che se dipendesse da lui avrebbe fatto un’altra scelta (la Regione, che però non c’è più).

Quagliarello, Schifani e Lupi vogliono candidare Scopelliti perché lo ritengono ancora una risorsa e il Ncd abbia più forza politica o non lo vogliono candidare perché non è più una risorsa e non voglioni indebolire il loro partito? Alfano assente che mandato ha dato? Quale giudizio ha? Sembra che il Ncd, confuso, prenda tempo. Butta lì una frase sibillina per capire l’effetto che fa ma non decide se candidare Scopelliti o lasciarlo, punto e basta, all’Appello e alla Cassazione. Insomma, Scopelliti è risorsa o impaccio per il Ncd?

TERZO PUNTO. Il Ncd conferma solennemente a Scopelliti “un ruolo di leadership nell'azione del Nuovo Centrodestra”. Dichiarazione impegnativa e bella che sembra cancellare quanto scritto qui sopra ma invece rischia di restare vacua e retorica almeno fin quando non sapremo se per tale ruolo Scopelliti avrà una scrivania in una stanza romana del Ncd, con un telefono interno, una segretaria per tutto il piano, e i buoni pasto, da dove coordinare i nuovi circoli del Ncd o se avrà ruolo dal leadership parlando da Bruxelles.

In questo quadro viene annunciata una manifestazione in Calabria a suo sostegno. Evidentemente i capi del Ncd vogliono verificare se è ancora alto il consenso attorno a Scopelliti dopo la condanna. La manifestazione, se ci sarà, avrà successo. Ma questo non toglierà la castagne dal fuoco ai dirigenti nazionali del Ncd che, prima o poi, dovranno scegliere e spiegare (in Calabria e a Roma) cosa fare.