LANZETTA contro ALFANO: è scontro sul caso SCOPELLITI

LANZETTA contro ALFANO: è scontro sul caso SCOPELLITI

lanzetta scopelliti alfanodi AURELIA ARITO - E’ scontro tra Maria Carmela Lanzetta e Angelino Alfano. Scontro sulle dimissioni di Giuseppe Scopelliti condannato in primo grado a sei anni e non ancora sospeso

da Governatore della Calabria. E lo scontro tra i due ministri si consuma proprio nel giorno in cui Alfano paga pegno alla candidatura del suo pupillo e si vede costretto, durate la conferenza stampa per la presentazione del piano antindrangheta, a rispondere secco ai giornalisti che di Scopelliti non vuol parlare perché la sua candidatura e il piano contro la ‘ndrangheta sono due cose diverse.

Ma torniamo al punto. Maria Carmela Lanzetta, che è ministro per gli affari regionali e deve gestire la vicenda Scopelliti col ministro dell’Interno, cioè Alfano, dev’essersi stancata d’aspettare che il suo collega porti la pratica Scopelliti al Cdm che deve deliberare la sospensione. Così, impugnata la penna ha investito direttamente Renzi scrivendo al sottosegretario Delrio, suo braccio destro al governo.

Interpellata da Repubblica la Lanzetta è stata precisa: «Non voglio commentare né l'operato di Alfano né la condotta di Scopelliti». Ed ha raccontato: «I fatti sono questi: il 3 aprile ho ricevuto dal prefetto di Catanzaro la notifica della condanna di Scopelliti. II giorno stesso ho girato la pratica al ministro dell'Interno al quale spetta il compito di portare la richiesta al cdm. Ma in questi venti giorni, nonostante numerosi solleciti attraverso i capi di gabinetto, nulla s'è mosso al ministero dell'Interno». Per questo, ha concluso, ho deciso di «interessare la presidenza, inoltrando la pratica a Delrio».

Un gesto, quello della Lanzetta che probabilmente costringerà Alfano a portare la pratica Scopelliti alla prossima riunione del Cdm.

Al Viminale è stata scelta una linea di cautela. Nessuno, tantomeno il Ministro, vuole grane. Giurano che «non esiste alcun retroscena sulla pratica Scopelliti, essendo nella media dei tempi degli altri analoghi provvedimenti adottati in passato.

Repubblica nha parlato anche con Scopelliti che ha sostenuto: «Se mi dimettessi ora lascerei la Regione nel caos. La Calabria attualmente ha 50 consiglieri, poiché, però, la popolazione è calata, dobbiamo fare una legge elettorale per ridurre il numero a 30». Scopelliti ha anche ricordato di avere inviato due lettere al presidente del Consiglio regionale informandolo sulla sua disponibilità “a concludere l'iter della riforma”. La conferenza dei capigruppo è stato il ragionamento di Scopelliti “si riunirà il 30 aprile, convocherà il consiglio entro una decina di giorni, si voterà. E un minuto dopo il voto rassegnerò le mie dimissioni”.

A ad Alberto Custodero, giornalista di Repubblica, che gli ha chiesto cosa accadrà se nel frattempo il cdm dovesse firmare la sospensione, Scopelliti ha risposto: «Ad Alfano quando mi ha presentato alle europee, ho chiesto solo una cosa, di essere trattato come gli altri. Che la sospensione faccia il suo corso naturale. Né un giorno in più, né uno in meno. Tanto le mie dimissioni arriveranno anche dopo un eventuale provvedimento del cdm».