Scontro Alfano - Lanzetta: s'inserisce Scopelliti ed è polemica sempre più aspra

Scontro Alfano - Lanzetta: s'inserisce Scopelliti ed è polemica sempre più aspra

viminaleContinua lo scontro tra i ministeri dell’Interno e delle Regioni diretti da Alfano e Lanzetta.

Ieri la ministra aveva messo nero su bianco i punti fermi delle vicenda in una lettera fatta pervenire al Presidente Renzi attraverso il sottosegretario Delrio. In sintesi: la Lanzetta ha sostenuto di avere firmato e inviato la documentazione di sua competenza sulla sospensione di Scopelliti che si sarebbe fermata per venti giorni al Viminale che per legge, aggiunto quel che compete al ministero dell’Interno tocca l’obbligo di portarla e presentarla al Cdm, che per legge ha il potere di deliberare la decisione finale.

 

La polemica è finita ripetutamente sui giornali, specie Repubblica e il Viminale è stato costretto a reagire con una nota dell’ufficio stampa in cui si precisa che "il nulla osta riguardante la sospensione del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, di competenza del ministro, è stato firmato venerdì 18 aprile".

 

Ovviamente, la nota non sposta un granché i termini della questione: la Lanzetta non ha chiesto che il ministro firmasse il provvedimento, ma ha chiesto di fatto che arrivasse al Cdm dove è Alfano che lo deve portare e lì il provvedimento non è ancora arrivato anche se, dopo lo scontro pubblico è probabile che arrivi rapidamente fin dalla prossima riunione del Cdm.

 

La nota del Viminale va poi oltre intensificando il senso dello scontro tra i due ministri: "Dalla nascita di questo Governo (22-02-2014) il ministro Alfano ha dato il suo nulla osta anche alla sospensione del signor Paolo Castelluccio (PDL), consigliere regionale della Basilicata, pervenuta al ministro il primo aprile, dopo che era in pendenza agli Affari Regionali già dal 16 gennaio ed era divenuta di competenza del nuovo ministro il 22 febbraio; del signor Fabiano Amati (PD), consigliere regionale della Puglia, pervenuta il 26 marzo, nonostante la segnalazione del prefetto fosse arrivata agli Affari Regionali il 14 marzo. Solo nel caso del presidente Scopelliti, il ministro degli Affari Regionali ha inviato la comunicazione entro le ventiquattr'ore successive alla segnalazione del prefetto. Il ministro dell'Interno, dal canto suo ha provveduto gia' la scorsa settimana e secondo i tempi di prassi, alla sottoscrizione del nulla osta''.

 

Come dire: qui al Viminale è stato fatto tutto secondo i tempi della prassi e qui non guarda in faccia nessuno. Invece, è il sottinteso del comunicato, il ministero della Lanzetta i cui atti ricadono nella responsabilità del ministro se la piglia sempre comoda tranne nel caso di Scopelliti (calabrese come la Lanzetta) perché, è la pesante insinuazione, su questa vicenda il ministro fa politica e non la normale gestione del suo lavoro.

 

Nella polemica ieri s’è inserito anche il governatore Scopelliti, che ha parlato a Reggio a margine di una iniziativa dei circoli del Ncd, secondo cui: "Leggendo la nota del Viminale di oggi è indubbio che ci sia una accelerazione dell'iter riguardante la mia sospensione da presidente della Giunta regionale". "E tutto ciò non può non destare democratica preoccupazione, se è vero come è vero, che il Ministro per gli Affari regionali ha trattenuto due proposte di sospensione che riguardano altrettanti consiglieri regionali, uno del Pdl e un altro del Pd, per oltre un mese prima di chiedere il concerto del Ministro dell'Interno. Ma sia chiaro che quello che avrei dovuto e voluto dire ai calabresi dal Consiglio regionale, lo dirò comunque dalle piazze durante la campagna elettorale. E' un'operazione verità su cui non intendo demordere".

 

Scopelliti, che oltre la vicenda che l riguarda deve gestire anche la propria campagna elettorale ha poi fatto due considerazioni. Una su Reggio che vede "In condizioni di maggiori difficoltà rispetto a prima. La città è come smarrita e non meritava questo choc istituzionale". Valutazione ineccepibile che Scopelliti ha utilizzato per polemizzare copn la sentenza che l’ha colpito: "Vorrei chiedere all'opinione pubblica se i sindaci di Roma, Palermo, Catania o Napoli, quelli in carica e quelli passati, non si siano trovati nelle medesime condizioni nostre. Eppure nessuno di loro è finito sotto processo per cattiva amministrazione, come Scopelliti, condannato. A tempo debito, i cittadini sapranno giudicare e riconoscere anche chi, magari sotto ricatto, si è venduto la città".

Quanto alla regione, secondo punto trattato, un giudizio netto: “Dopo di me troveranno una Calabria che si accinge a diventare una Regione normale”

 

Infine, Scopelliti ha annunciato che per la Regione si voterà a novembre. Ma questa non è una notizia nuova, ZOOMsud, sulla base di indiscrezioni al Viminale aveva già avvertito che per la Regione si sarebbe votato in autunno insieme al comune di Reggio. (aurelia a.)