Direttore: Aldo Varano    

L'ANALISI. Il voto che ha archiviato l'era Scopelliti. VARANO

L'ANALISI. Il voto che ha archiviato l'era Scopelliti. VARANO

fn      di ALDO VARANO -

La vittoria a Reggio di Falcomatà parla a tutta la Calabria anche perché, come questo giornale ha già scritto, ne racconta il prossimo futuro. Facile immaginare che il primo sospiro di sollievo, all’arrivo dei dati di Reggio, sia stato di un calabrese di Cosenza, Mario Oliverio. Altrettanto facile immaginare i big calabresi del Cdx mentre si mordono le labbra per la trafila di mosse sbagliate che sono riusciti ad accumulare.

Dopo il voto regionale capiremo quanto, se e come, stanno pesando i fattori politici nazionali e forse diventerà più chiaro il loro intreccio con le specificità della Calabria che è diventata, per contingenza e senza sceglierlo, laboratorio delle tendenze di un paese che sta tumultuosamente trasformando i propri orientamenti politici.

Ma Falcomatà (al netto di tutte le suggestioni del rapporto col padre, che lo hanno certo aiutato ad essere percepito come personaggio credibile) vince anche perché mette molto di suo e di personale.

Ha promesso rivolgimenti capaci di tirar fuori rapidamente la città dall’incubo del Modello Reggio che come un meteorite ha attraversato la città scomponendone il tessuto.

Ha utilizzato con sapienza le contraddizioni del suo avversario principale che non è stato Dattola (che sembra avere usato la candidatura soprattutto con l’obiettivo di riacciuffare la Camera di Commercio) ma il Cdx che non a caso, pur spaccato ovunque, a Reggio si è riunificato come una pigna contro di lui.

Ha assorbito e scaricato tutte le spigolosità della vecchia sinistra e la pancia rancorosa cittadina offrendo risposte anziché rigetti all’esasperazione diffusa e sgonfiando, così fino a disarmarle, le pulsioni che avevano spinto il M5S a primo partito di Reggio alle politiche dell’anno (non del secolo) scorso (28%).

Ha ridotto a prefisso telefonico i residui ideologizzati e autoreferenziali della sinistra novecentesca.

Nel mezzo di una crisi disperante il giovane trentenne – il più giovane sindaco della storia della città - ha promesso futuro e la costruzione faticosa della normalità. Insomma, a forzare un po’, si può sostenere che Falcomatà ha ripercorso, in un quadro storico diverso, la strategia di chi tenendo ferme le proprie idealità, si è aperto alle altre e alla città chiedendole di poterne interpretare il proprio senso civico in un momento drammatico. Un quadro di scelte e suggestioni che ricordano da vicino Italo come politico, al di là del mito.

I dati illuminano meglio di tutto il sommovimento tellurico che ha cambiato la politica a Reggio. Sette anni fa (non il secolo scorso) Scopelliti trionfò con 83.418 voti, e un successo personale del 70,03. Tre anni fa rivinse con Arena (dato personale, 56,27) con una coalizione del 64,55. Intanto il Csx restava sempre inchiodato (a parte l’exploit personale di Canale) più vicino al 20 che al 30%. Ora il Cdx crolla al 27,33 mentre Falcomatà schizza oltre il 60.

E non ci si faccia confondere dal dato di Reggio futura (la lista ispirata da Scopelliti) che grazie alle scomposizioni tecniche per moltiplicare le liste, sembra il secondo partito della città. Il 9,46 che raccoglie è la perdita netta del 33 per cento dei voti raccolti da Scopelliti alle europee dell’altro giorno,  quando in città ebbe il 14%. Insomma, è la dinamica di una massa critica, importante ma in movimento verso la scomparsa.

Il dato politico e culturale è che il voto ha cancellato il fenomeno Scopelliti.

Falcomatà vince, quindi, anche perché nessuno dei suoi competitor ha costruito un progetto per la città mentre lui l’ha battuto all’antica quartiere per quartiere, casa per casa promettendo soluzioni. In una terra in cui le persone “vogliono essere parlate” è stata la scelta giusta.

Il Cdx cittadino s’è ritratto. Quasi impaurito s’è rattrappito sui vecchi fantasmi dei nemici della città che non hanno nascosto il suo bilancio fallimentare. Ha riproposto la rissa mentre il nuovo sindaco si preoccupava di aprire porte e possibilità anche alla parte della città che dopo essere stata ammaliata da Scopelliti si era ritrovata senza futuro e senza speranza.

La speranza. E’ stato il punto forte di Falcomatà in una città tanto smarrita da rischiare la dispersione perfino delle ragioni dello stare insieme.