Direttore: Aldo Varano    

L’ANALISI. Il nuovo quadro politico in Calabria dopo l’accordo Pd-Ncd. VARANO

L’ANALISI. Il nuovo quadro politico in Calabria dopo l’accordo Pd-Ncd. VARANO

gntl       di ALDO VARANO - UNO. Dai numeri e non più dalle chiacchiere emerge il quadro nuovo della politica calabrese. Il Csx aveva in Consiglio regionale 20 voti per eleggere il presidente. Ne sarebbero serviti 21 per riuscirci alla prima botta. Senza un aiuto dall’opposizione Scalzo avrebbe dovuto aspettare qualche ora. Ma le opposizioni di Cdx in Consiglio sono due, e inconciliabili: 3 consiglieri del Ncd di Alfano e 8 berlusconiani.

Quindi, senza accordo politico le prime votazioni sarebbero andate a vuoto fin quando non sarebbe bastata la maggioranza semplice. Per i vice presidenti il risultato sarebbe stato altrettanto scontato: 20 voti per il candidato di Csx (eletto); 8 per il berlusconiano (eletto); 3 per il Ncd (non eletto). Idem per i consiglieri questori.

E’ invece andata in modo radicalmente diverso perché c’è stato un accordo politico tra Csx e Ncd. Scalzo è passato al primo colpo. I vice sono stati eletti: D’Agostino, con 14 voti invece di 20; Gentile, con 8 invece di 3. Tallini e Morrone, berlusconiani, intanto, bisticciavano sul nulla.

DUE. I numeri raccontano due cose. La prima, c’è stato un accordo politico tra la maggioranza del Csx e la minoranza del Ncd. La seconda, c'è stato almeno un consigliere Pd che s'è ribellato alle indicazioni votando scheda bianca.

Sulla prima questione. Tecnicamente sarebbe sbagliato sostenere che c’è stato un accordo politico organico tra il Pd e il Ncd. Ma di certo il quadro politico è diverso da quello che avrebbero consentito i numeri se non fosse intervenuto un elemento di accordo politico, il solo che può far saltare la logica numerica. Oliverio e Magorno potranno sostenere che s’è trattato soltanto di un accordo istituzionale, come avviene dove la politica non è selvaggia e protegge i valori comuni al di sopra delle parti. Ma sarebbe una spiegazione infondata. Siamo in un caso in cui il Csx ha scelto una delle due opposizioni, la più debole numericamente. Una scelta contiene sempre una valutazione politica proprio perché ignora la logica dei rapporti di forza (i berlusconiani, anche spaccati in 4 e 3, avrebbero preso più dei 3 voti del candidato del Ncd). Insomma, pur non essendo intervenuto (che si sappia) un accordo organico di alleanza politica e di allargamento della maggioranza siamo pur sempre molto oltre la logica dell’accordo istituzionale. Ora la giunta Oliverio è molto più vicina al Governo Renzi (Pd e Ncd) di quanto si sia voluto fin qui far credere. Nessuno al momento può dire quale evoluzione avrà tutto questo sulla politica e le scelte calabresi.

TRE. Questo giornale non grida all’inciucio. Avevamo detto e scritto che, piacesse o no ai protagonisti della politica calabrese, si sarebbe dovuto trovare necessariamente un accordo col Ncd. E avevamo chiesto lo si facesse alla luce del sole perché tutti i calabresi potessero scegliere, giudicare, capire in modo trasparente. Il punto fermo e obbligatorio della nostra analisi che alla fine ha travolto gli slogan, era ed è che la Calabria non può farcela da sola. Ha bisogno del Governo per una svolta reale. E non si può chiedere a Roma un aiuto consistente per una svolta reale osteggiando una parte della maggioranza che quel governo sorregge. La politica non è un chiacchiericcio salottiero orientato dai nostri desideri. E’ scelte, rapporti di forza e di potere.

Sulla seconda questione. Nelle votazioni ci sono stati due franchi tiratori (come si chiama chi nel segreto vota in modo difforme alle decisioni). Non sono un fatto politico rilevante. La maggioranza di Oliverio è ampia. Per di più, due franchi tiratori su una scelta di persone e non di contenuti programmatici. Ma uno scricchiolio sono. Ricordano sinistramente che molto spesso una valanga comincia da un pugnetto di neve che rotola verso giù. Niente di drammatico, per carità. Ma la Calabria è una brutta bestia e l’unico modo per domarla (e fin qui non c’è riuscito nessuno) è dare risposte ai problemi che ha e alle aspettative che si sono accumulati. E qui prima si fa e meglio è.