Direttore: Aldo Varano    

IL RETROSCENA. Scalzo e Gentile, inciuci e arroganza? Forse, ma forse no. ACQUARO

IL RETROSCENA. Scalzo e Gentile, inciuci e arroganza? Forse, ma forse no. ACQUARO

rrgnz       MASSIMO ACQUARO - Inciuci e arroganza vanno a

braccetto?

Scalzo é il nuovo presidente del Consiglio regionale. Gentile il vice. Le implicazioni politiche mi sembrano notevoli, forse è stato un inciucio, ma lascio a lei, caro Direttore, ogni valutazione in proposito. Io mi limito ad alcune considerazioni che partono dalla Calabria ma sembrano andare molto oltre.

Veniamo alla sospetta arroganza.

Scalzo, consigliere uscente della passata legislatura, pochi giorni dopo la sua combattuta ricandidatura venne rinviato a giudizio dal tribunale di Catanzaro per presunti illeciti nella gestione della Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Ha subito, insieme ad altri, un sequestro di beni a garanzia delle somme cui l'Arpacal potrebbe aver diritto dopo il processo che, a dispetto del giubilo, inizia tra una manciata di ore, il 16 gennaio.

Inoltre nel calderone della procura reggina bolle da tanto tempo il minestrone di "rimborsopoli", ossia l'inchiesta per peculato che coinvolgerebbe un nugolo di consiglieri regionali per la gestione dei fondi dei gruppi di palazzo Campanella, qualcuno dice (senza conferme) che riguardi tutti gli uscenti. In questo caso, quindi, anche Scalzo e Pino Gentile, ma si vedrà se è vero. Era indispensabile eleggere due consiglieri uscenti invece di mettersi al riparo da possibili complicazioni? (nota: questi due ultimi concetti sono solo un appunto necessario per la conclusione di questo articolo).

Insomma un quadretto tutt'altro che tranquillizzante e che vede al centro i vertici della massima istituzione rappresentativa della regione.

Naturalmente c'è da aspettarsi un vespaio di polemiche sia in sede locale che sugli organi di stampa nazionali. Appena tutti avranno compreso cosa è successo c'è da attendersi che i giornali del Cavaliere (avvelenati dalla botta data a FI) e quelli della crociata giustizialista faranno a pezzi la scelta di palazzo Campanella e con essa la residua (microscopica) credibilità della Calabria. Ad occhio e croce toccherà alla Bindi indignarsi per la violazione del codice varato dalla sua Commissione cui contende il primato della inutilità.

E allora? Sono tutti dei matti o degli arroganti in Calabria con a capo Oliverio, Magorno e via elencando? Non è detto. Forse no. I conti sono stati fatti con grande attenzione da Renzi, Guerini & co. e il risultato é quello che é sotto gli occhi di tutti. Finché non ci sono condanne definitive il premier non intende concedere alle toghe nemmeno un millimetro. La stagione degli avvisi di garanzia che dettano i tempi della politica è finita per sempre agli occhi di Renzi e della sua generazione (memorabile la presa di posizione della ministra Boschi in aula a difesa del sottosegretario Barracciu).

E la Calabria, suo malgrado, sarà l'ennesima occasione per ricordare come il Renzismo intenda regolare i rapporti con la magistratura, questione centrale ed non più rinviabile per la democrazia del nostro paese anche se sarebbe preferibile un dibattito sereno in luogo delle randellate.