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IL RETROSCENA. Ma la Lanzetta vuol restare ministro. TRIPEPI

IL RETROSCENA. Ma la Lanzetta vuol restare ministro. TRIPEPI

lnz      di RICCARDO TRIPEPI* - La retrocessione da ministro ad assessore di Maria Carmela Lanetta si sta trasformando in un autentico caso politico e rischia di far perdere ancora qualche altro giorno al governatore.

Il Pd calabrese, come già noto da giorni, non sta facendo i salti di gioia per l'idea del premier Renzi che ha individuato nel ministro una della donne esterne per Mario Oliverio. I più preoccupati sono i reggini, già fin troppo penalizzati fino ad oggi, che temono di vedersi sfilare un'altra casella e per di più quella della vicepresidenza della giunta. Neanche il governatore è entusiasta, ma si è già adoperato con la modifica dello Statuto a ricavare una postazione in più facendo aumentare il numero degli assessori da sei a sette.

Il problema, però, sta cominciando a diventare increscioso perché adesso sarebbe la stessa ministra Lanzetta ad avere scelto una sorta di Aventino di protesta, non condividendo minimamente la scelta del premier. A Roma, insomma, si susseguono ore incandescenti e, come al solito, sarà il premier Renzi a dover mettere la parola fine alla vicenda con un diktat preciso al quale, se davvero dovesse arrivare, non riuscirebbero a resistere né Oliverio, né la Lanzetta, né il Pd reggino.

I prossimi giorni saranno poi decisivi per capire quale sarà il futuro della sanità calabrese e se all'interno del decreto mille proroghe sarà davvero inserito uno degli emendamenti dei parlamentare calabresi per rimuovere l'incompatibilità tra la carica di presidente della giunta e quella di commissario per il piano di rientro. Vicenda intricata dal punto legislativo e politico che, per di più, va ad incrociarsi con l'elezione del nuovo capo dello Stato che impegnerà il Parlamento a partire dal prossimo 29 gennaio.

Il toto-nomi dei futuri assessori, nel frattempo continua ad impazzare, ma da Oliverio e dal Pd non trapela nulla di ufficiale, tranne che la nuova giunta sarà varata in due momenti. Il primo, a brevissimo, vedrà Oliverio indicare quattro assessori, probabilmente due esterni e due interni, gli altri tre arriveranno quando le modifiche allo Statuto saranno definitive. «In questi giorni presenterò la Giunta - ha detto ieri Mario Oliverio a margine di una conferenza stampa svoltasi a Catanzaro -. Nella prima proposta che farò non ci sarà l'esecutivo al completo perché altrimenti non si capirebbe la ragione del rinvio a dopo l'approvazione in seconda lettura dello Statuto».

In ordine ai ritardi nell'avvio della legislatura, Oliverio è stato perentorio. «Come ho già detto più volte mi considero un fondista. Bado molto alla sostanza, quello che conta sono i fatti e i risultati che si producono. Mi sono proposto ai calabresi con un programma articolato che si può consultare. E quel programma è il terreno su cui verificare e giudicare. Su quel programma bisognerà giudicare. Ritengo che i problemi della Calabria siano così gravi e complessi da richiedere riflessione, determinazione e confronto».

Tra gli assessori esterni, oltre alla Lanzetta, rimane stabile Maria Francesca Corigliano, mentre sembrano in discesa quelle di Gianluca Callipo. Tra gli interni, dando per certi Guccione e Ciconte, aumentano di ora in ora le possibilità che possa arrivare in giunta il reggino Sebi Romeo, considerate le ultime difficoltà che sta vivendo De Gaetano. Con Romeo all'interno dell'esecutivo si libererebbe la carica di capogruppo del Pd a palazzo Campanella che dovrebbe andare al vibonese Michele Mirabello.

*giornalista del Garantista