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CALABRIA. I pennacchi che fanno male alla regione. VELTRI

CALABRIA. I pennacchi che fanno male alla regione. VELTRI

pennacchi      di FILIPPO VELTRI - Quella scritta sul muro

della galleria dell’autostrada ‘Oliverio nemico di Reggio’ fa male non solo al neo Presidente della Regione ma a tutta la Calabria. Fa male doppiamente a tutti noi perche’ e’ il simbolo sbagliato di una divisione interna alla regione, antistorica e foriera al tempo che fu di pessimi risultati per tutti e soprattutto perche’ non e’ minimamente veritiera.

Quando 45 anni fa si bruciavano in piazza i manichini dei politici cosentini sulle barricate di Sbarre erano davvero altri tempi, altre epoche storiche possiamo dire. Reggio viveva la sua stagione di rabbia e di isolamento anche perche’ davvero una classe politica tutta aveva declinato al negativo il suo futuro. Oggi non e’ cosi’ e quella lacerante frattura si e’ tentato e si sta tentando di ricomporla con i fatti e con gli impegni concreti. Davvero c’e’ persona in buona fede che puo’ pensare che una qualsiasi riforma (tutta da attuare, peraltro) che pensi di riunificare i ruoli del personale di Giunta e Consiglio regionali sia prodromica ad una messa in discussione del ruolo di Reggio Calabria? Il punto e’ capire come possano mettersi in moto meccanismi di tale portata in presenza praticamente di niente e come dal nulla, appunto, ci siano cattivi e nuovi maestri che soffiano sul fuoco di un’antistorica riedizione dei nemici di Reggio, innalzando gli antichi pennacchi. Oggi non e’ tempo di pennacchi nella Calabria slabbrata e distrutta dalla crisi economica (impressionanti gli ultimi dati di Unindustria diffusi ieri), anche perche’ o si riparte tutti assieme – dal Pollino allo Stretto – o si resta tutti al palo. Il salto di qualita’ della nuova stagione che deve aprirsi e’ innanzitutto questo: di una convinta unita’ regionale, dei suoi valori e delle sue politiche, che sappia cioe’ tenere assieme le diverse esigenze dei territori in uno sforzo comune in nome della Calabria e non di Reggio o di Cosenza piuttosto che Catanzaro.

Non possiamo piu’ permetterci (se mai fosse stato giusto) questo gioco di pennacchi, che pure abbiamo sentito riecheggiare in questi giorni nelle aule della massima Assemblea Legislativa regionale, quasi fossimo in un permanente campionato di calcio che oppone e divide le diverse tifoserie nei vari derby.

Questo gioco non ha fatto mai il bene della nostra terra ed ha consentito ai suoi nemici (interni ed esterni) di mettere in atto le piu’ odiose politiche contro la Calabria, poggiando proprio sulle sue divisioni. Non rendersi conto di questo significa bloccare l’orologio della storia per meschini fini personali. Tutto questo non lo merita innanzitutto Reggio Calabria che, con il suo nuovo corso politico, di tutto ha bisogno tranne che di ridicole contrapposizioni munipalistiche.

Proprio perche’ oggi il sindaco di quella citta’ si chiama Falcomata’ ci piace ricordare come il mai troppo rimpianto Italo Falcomata’ era un reggino doc e puro, che parlava a tutti i reggini e alla citta’ per prima rispondeva e a lei si riferiva continuamente. Reggio prima di tutto, diceva. Ma lo faceva con lo spirito aperto di chi voleva portare quella sua amata citta’ fuori dalle secche di una sterile guerra di pennacchi e quel ruolo gli venne per primo riconosciuto, pubblicamente, da un cosentino doc e puro come era Giacomo Mancini. Ecco: oggi ci pare finalmente il tempo che quella funesta stagione venga definitivamente sotterrata e quella appena citata venga invece rinverdita, coltivata e rilanciata nel nome della Calabria.