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IL RETROSCENA. De Gaetano caso nazionale: il Governo non lo vuole nella giunta Oliverio. (alva)

IL RETROSCENA. De Gaetano caso nazionale: il Governo non lo vuole nella giunta Oliverio. (alva)

Oliverio e De Gaetano   NOSTRO SERVIZIO - Dopo una giornata di mugugni e voci che si sono inseguite ininterrottamente tra mezze conferme e mezze smentite lungo l’asse Roma-Calabria, alle 21 e 43 un’agenzia dell’Ansa ha messo in rete una notizia che suona come una pesante richiesta al Governatore Oliverio perché ripensi la vicenda De Gaetano, l’assessore appena nominato nonostante fosse finito in una bufera mediatica che ipotizza appoggio elettorale a De Gaetano nel 2010 da parte di una delle più potenti cosche mafiose del reggino. Più chiaramente, il governo chiede che De Gaetano esca dalla giunta regionale della Calabria.

Scrive l’Ansa da Roma: “Messaggio molto duro oggi da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio al presidente della regione Calabria Mario Oliverio. Il messaggio di Delrio, spiegano fonti di Palazzo Chigi, riguarda la presenza in giunta con delega pesante ai trasporti e le infrastrutture di Nino De Gaetano, ex consigliere regionale al centro di vicende di voto di scambio per le quali non è indagato ma che secondo il sottosegretario non sono sufficientemente chiarite. A palazzo Chigi l'impegno per la legalità al Sud e in Calabria è una scelta esplicitata dalla presenza di Nicola Gratteri per la commissione sulle apposite norme antimafia, viene sottolineato. Delrio, che ha la delega alla coesione territoriale, ha guidato fino a poco tempo fa la cabina di regia sulla Calabria e il prefetto De Felice è stato nominato a settembre da Viminale e Palazzo Chigi per la commissione vittime di mafia. Infine nella giunta del presidente Oliverio è arrivata dal governo come assessore il ministro Lanzetta, ex sindaco simbolo della legalità. In una delle regioni che gestisce uno dei maggiori ammontare di fondi di coesione, il governo preferirebbe - sottolineano le stesse fonti - la certezza di profili senza ombre di dubbi”.

Il messaggio è chiaro: il governo di Roma non gradisce De Gaetano e trova imbarazzante la sua presenza nella giunta della Calabria. Non si confondano i lettori col fatto che nell’agenzia Delrio non parla mai direttamente coprendosi dietro “fonti di Palazzo Chigi”. L’Ansa è la maggiore agenzia del paese e ha mestiere e professionalità sperimentati. Il modo in cui è scritta l’agenzia, il tono, i dettagli, sono stati certamente concordati, punteggiatura compresa, con fonti autorizzate e di assoluta affidabilità. E' impensabile che l'Ansa battesse la notizia senza queste certezze. Perfino l’orario in cui diffonderla è stato concordato con sapienza professionale. Alle 21,43 i giornali sono praticamente già fatti e di certo non vengono smontati. La notizia non sarà quindi "sparata" ma il  Governo si metterà a posto avendo fatto sapere quanto voleva riducendo al massimo i danni. Del resto, una nota sul giornale online del Fatto quotidiano, firmata da Lucio Musolino, aveva ricostruito con precisione quanto stava accadendo anticipando quella che è una vera e propria conferma.

Quindi il Governo ha voluto far sapere di avere inviato “un messaggio molto duro” al “presidente Oliverio” e ricorda che la sua linea sulla legalità in Calabria passa da uomini e donne simbolo come Gratteri e la Lanzetta e ricorda l’impegno del prefetto reggino Arturo De Felice nominato presidente della Commissione vittime della mafia. La conclusione è netta: “Il governo preferirebbe la presenza di profili senza ombre di dubbi” che tradotto significa che De Gaetano, per quanto riguarda il governo, deve lasciare la giunta regionale.

Ma la precisazione di Palazzo Chigi si propone probabilmente anche di fare ordine più ampiamente: non devono essere piaciute a nessuno le dichiarazioni degli onorevoli Carbone e Magorno che hanno esaltato in tempo diretto la giunta come una svolta nella storia della Calabria. Con Oliverio, smentiti anche loro.

Che accadrà ora? La palla è nelle mani del Governatorei Oliverio che, forme a parte, ha pieni potere per decidere come ritiene meglio. Difficilmente però vorrà guastarsela col Governo su un terreno così delicato. A occhio e croce, in questi casi, si chiede o concorda con l’interessato, cioè con De Gaetano, un autonomo passo indietro per evitare a lui l’umiliazione di essere cacciato e/o per non far pagare pegno alla giunta e alla Calabria che, a questo punto, piaccia o no, verrebbero gravemente indebolite da un eventuale braccio di ferro. (alva)

 P.S. Avevamo pubblicato da poco questo articolo quando è arrivata, attraverso un'agenzia dell'ansa della Calabria, una nota della ministra Lanzetta (che troverete in altra parte del giornale) in cui annunzia che ha deciso di non entrare nella giunta Oliverio non essendoci "le posizioni di chiarezza" sulla posizione dell'assessore De Gaetano. La Lanzetta utilizza lo stesso identico format di Delrio facendo riferimento, come il sottosegretario, alla "chiarezza". E' del tutto evidente che si sta snodando una vicenda concordata ai più alti livelli del Goveerno come dimostra anche il particolare che la Lanzetta fa sapere che parlerà di tutto questo per maturare le sue posizioni col presidenet Renzi e col sottosegretario alla presidenza Delrio (il cui nome, peraltro, è presenet tra quelli fatti dai giornali per la presidenza della Repubblica).