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TUTTI A ROMA. Oliverio: non accetto lezioni di legalità, e cerca Renzi. TRIPEPI

TUTTI A ROMA. Oliverio: non accetto lezioni di legalità, e cerca Renzi. TRIPEPI

rolm     di RICCARDO TRIPEPI Stallo nel Pd calabrese. Dopo 48 ore di panico innescate dalle dichiarazioni di Delrio su De Gaetano e dal successivo, ma concatenato, rifiuto della Lanzetta, la giornata di ieri è servita a far scendere la pressione. Del resto i vertici del governo regionale, Oliverio e Scalzo, erano a Roma per partecipare all'elezione del futuro capo dello Stato.

Il governatore, scortato dai suoi parlamentare più fidi, ha avuto modo di scambiare qualche battuta con il premier durante la mattinata. A margine della riunione avuta per dare le indicazioni sul da farsi ai grandi elettori, Oliverio ha avuto (cercato?) uno scambio con il premier. La loro chiacchierata, e il loro semi abbraccio, hanno fatto rapidamente il giro dei siti e dei social, veicolati dai pasdaran del governatore.

Chiaro il significato: Matteo e Mario sono ormai una cosa sola e le scelte del governatore, soprattutto quella di De Gaetano, hanno la copertura del governo. Oliverio, del resto, lo ha ribadito più volte negli scorsi giorni e anche ieri a Roma: «In tema di legalità non accetto lezioni da nessuno» e si è detto sicuro della "copertura romana" sulle sue decisioni. Un'apparente tranquillità che il governatore ha fatto trapelare anche tramite i suoi profili social. «Non è la prima volta che ho l'onore di eleggere il Capo dello Stato ma l'emozione, così come l'alto senso di responsabilità per questa importante scelta, sono immutate». Con questo tweet, postato anche sulla pagina ufficiale di facebook, il presidente Oliverio ha scelto di commentare la sua partecipazione, in qualità di grande elettore, all'elezione del Capo dello Stato.

«Insieme al commento - si legge nel didascalico comunicato diffuso dal suo ufficio stampa - è stata pubblicata anche una foto, scattata al termine dell'Assemblea dei grandi elettori del Pd, in cui Oliverio commenta con soddisfazione, insieme al premier Renzi e ad altri esponenti nazionali del partito, i lavori del parlamentino piddino».

In realtà da palazzo Chigi non è arrivata nessuna smentita alle dichiarazioni di Delrio in ordine alle "vicende non del tutto chiarite" da parte di De Gaetano, né tantomeno sulla presa di posizione del ministro Lanzetta, sicuramente tardiva. Ed in Calabria, buona parte dei renziani della prima ora, continuano a dirsi certi che la posizione di palazzo Chigi sia quella espressa da Delrio. Del resto delle due l'una: o Delrio ha preso un'iniziativa autonoma contro il premier, o ha fatto detonare una bomba con il via libera del governo. Con deputati e senatori impegnati nel voto del presidente della Repubblica, l'attenzione è stata spostata su altro. Ma a urne chiuse Roma dovrà prendere una posizione ufficiale. Nell'attesa il Pd calabrese, su spinta di Mario Oliverio, ha convocato una riunione dell'assemblea regionale per il prossimo 6 febbraio. Mario vuole prima avere le spalle coperte da Roma per presentarsi alla riunione forte e in grado di ricompattare il partito. Anche "sacrificando" Magomo, se necessario.