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CALABRIA. Dopo la morte di Forza Italia chi farà l'opposizione?

CALABRIA. Dopo la morte di Forza Italia chi farà l'opposizione?

frz      di FILIPPO VELTRI -

Fa impressione rilevare tre mesi dopo le elezioni regionali quello che sta avvenendo dentro Forza Italia, partito che e’ letteralmente imploso dopo essere esploso a causa della debacle elettorale.

In Calabria, infatti, non si colgono solo gli effetti di quanto da mesi sta avvenendo a livello nazionale dentro il partito di Berlusconi ma emerge giorno dopo giorno, ora dopo ora, una crudele, maligna, violenta guerra per il potere (che tra l’altro manco c’è più!) che ha lasciato da sola l’unica figura presentabile che quel partito aveva, e cioè quella Wanda Ferro, incolpevole agnello sacrificale delle varie scorrerie delle varie bande sparse sul territorio.

Non c’è più nemmeno una velata quanto lontana soglia di appartenenza unica. A leggere l’altro giorno la dichiarazione del consigliere Ennio Morrone che annuncia querela verso un suo compagno di partito, nonché’ di Assemblea, vengono i brividi. Morrone lo chiama “tal Domenico Tallini’’, come se non lo conoscesse nemmeno o lo praticasse poco. Eppure per 5 anni sono stati l’uno capogruppo e l’altro assessore alla Regione dello stesso partito! Il vero e’ che Forza Italia non esiste praticamente più sul territorio: poche migliaia di iscritti (la metà concentrati nel reggino) e quella guerra tra presunti e pseudo potentati che ha smembrato ogni pur minima organizzazione di base.

La coordinatrice regionale, Jole Santelli, non dice una parola sulla questione Wanda Ferro. Questione che, però, è già ampiamente deflagrata in pubblico portando alla querela di cui sopra ed alla verità che circolava, in realtà, da tempo. La legge che ha fatto fuori (in attesa ovviamente di Tar ed eventualmente Consiglio di Stato) la Ferro non è stata, cioè, approvata in quella formulazione dal Consiglio Regionale ma non si sa bene da chi e dove.

Da li’ parte la sconfitta elettorale di novembre, la sconfitta della Ferro; il penoso spettacolo sull'elezione dei propri rappresentanti nell'Ufficio di presidenza; poi la mancata compattezza sulla scelta del capogruppo; la querelle sull’iscrizione o meno al gruppo stesso di Tallini e Orsomarso, per concludere appunto con la lite pubblica sul seggio non assegnato a Wanda Ferro. Sullo sfondo non e’ chiaro il ruolo che stanno giocando gli ultimi epigoni scopellitiani, visto che la frattura riguarda anche il modo di fare opposizione ad Oliverio, che in verità nessuno ha visto in queste settimane e mesi.

Il nodo politico è tutto qui: Forza Italia ha voglia e forza di rappresentare quella forza di opposizione o ha più intenzione di tentare di ripetere in salsa calabra un rinnovato e pasticciato Patto del Nazareno quando, tra l’altro, quel patto non c’è più nemmeno a Roma? Il caso Ferro per ora segnala solo rumorosi silenzi: della Santelli s’e’ detto, ma risuonano oscuri i silenzi anche di personaggi come Galati o i fratelli Occhiuto, intenti più a segnalarsi come amici o nemici di Fitto nello scontro epocale che il giovane europarlamentare pugliese ha ingaggiato contro Berlusconi che ad occuparsi su quanto (non) sta avvenendo nel loro partito in Calabria.

L’opposizione in una democrazia e’ il sale. In Calabria, per i noti motivi, e’ una salina intera. Se Forza Italia e più complessivamente il centro destra rinunceranno a svolgere quel ruolo si assumeranno la responsabilità di un ulteriore indebolimento della Calabria. E per intanto non sarebbe male, al di là come andrà la vicenda Tar sul caso Ferro (dove si è partiti con un rinvio che non promette nulla di buono), che Consiglio e Giunta attuali (visto, appunto, che a Forza Italia la cosa pare non interessi) facessero un po’ di luce.