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Renzi e Sud, pochi fatti e assai parole

Renzi e Sud, pochi fatti e assai parole

prlftt   di FILIPPO VELTRI -

Prendiamo atto delle buone intenzioni del Governo, che attraverso le parole di Yoram Gutgeld, consigliere economico di Renzi, si dice pronto ad invertire la rotta e a rimettere il Mezzogiorno al centro dell'agenda del Paese. Tuttavia dalle affermazioni generiche, come quelle pronunciate in un’intervista di Gutgeld al Mattino dei giorni scorsi, bisogna passare ai fatti e dare risposte concrete a tanti problemi di merito.

Li ribadiamo: come intende, il Governo, recuperare il taglio, per esigenze di bilancio, di 4 miliardi di euro di fondi strutturali, fatto nell'ultima legge di stabilita', a danno del Mezzogiorno? Allo stesso modo, come si intende recuperare il taglio, dal 50% al 25%, del cofinanziamento nazionale fatto ai Por 2014/2020 di Campania, Calabria e Sicilia? Sono oltre 5 i miliardi che queste tre Regioni rischiano di perdere.

Ancora: Gutgeld parla di qualità della spesa da realizzare attraverso i fondi europei. Giustissimo. Sottoscriviamo. Ma come si concilia, questa affermazione, con l'avallo che le strutture tecniche del Governo hanno dato alla fine del 2014 ad una Regione come la Campania, la peggiore in assoluto nell'utilizzo dei fondi europei, a finanziare progetti retrospettivi, cioè piccole opere, per giunta già realizzate e che nulla a che vedere coi programmi e le priorità indicate da Bruxelles? Uno scandalo, senza se, senza ma. Occorre cambiare verso alle politiche per il Mezzogiorno. Ma per far si' che questa affermazione non sia solo uno spot vuoto, bisogna che ognuno faccia la propria parte e si passi dalle parole ai fatti.

In un anno di Governo Renzi per il Sud sono stati più dolori che gioie e i più attenti osservatori delle cose meridionali sono arrivati alla conclusione che la politica meridionalistica renziana abbia lasciato complessivamente insoddisfatti: dai fondi Fas per il meridione utilizzati per ridurre il cuneo fiscale a quelli per il made in Italy concentrati al Nord; dalle percentuali di utilizzo al sud dei fondi per l’edilizia scolastica (36,8% al nord e 5,4% al sud) all’alta velocità (appena il 10% al sud) e’ tutto un susseguirsi di atti e fatti che parlano da soli e che non hanno bisogno di alcun commento ma solo di attente riflessioni.

Il sottosegretario Delrio – grande dominus della cosa pubblica dall’alto della sua postazione a Palazzo Chigi, ha ora promesso che saranno stanziati 9 miliardi di euro ma è entro il 31 marzo che lo stesso Delrio, in base alla legge di stabilità, dovrà individuare le aree tematiche e gli obiettivi strategici per l’uso dei Fondi europei 2014-2020. Ed entro il 30 aprile il Cipe effettuerà la ripartizione finanziaria del Fondo Sviluppo Coesione tra le diverse aree.

Proprio sul tema delle politiche di coesione e sviluppo si registra, però, il massimo della confusione e l’ipotesi lanciata - e di cui oggi non si parla più - di ridare vita ad un Ministero per il Mezzogiorno rappresenterebbe un ritorno al passato finendo con l’accentuare la solitudine del Sud (Amedeo Lepore, consigliere d’amministrazione Svimez).

Insomma, i Fondi strutturali europei alla fine hanno rappresentato l’unica politica a favore del Mezzogiorno in questi ultimi anni e sono stati l’alibi per il venir meno di una politica generale per il Sud. Anche nell’era Renzi si è verificato e si sta verificando tutto ciò, al di là ed oltre la solita politica degli annunci.