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PUMS. Spetta alle realtà urbane fare il biglietto per l'Europa

PUMS. Spetta alle realtà urbane fare il biglietto per l'Europa

pums     di FRANCESCO RUSSO -

La domanda di pianificazione e programmazione degli interventi pubblici per la mobilità, nelle aree urbane, è sempre più importante. La risposta è nei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS). Dalla risposta dipende l’accesso alle risorse comunitarie; questo è il lato economico della questione. Dai PUMS dipende il progetto di città, sempre più legato alle componenti di mobilità passeggeri e merci.

L’UE e l’Italia per i fondi 2014-2020, dicono: … la vigenza di un piano urbano della mobilità sarà condizione necessaria affinché i comuni possano accedere alle risorse comunitarie per realizzare interventi di mobilità.

La questione non è solo per Reggio, unica città metropolitana della Calabria, come tanti amministratori e tecnici locali pensano.

La questione urbana è anche, se non più importante, per gli altri capoluoghi di provincia: Catanzaro, Cosenza-Rende, Crotone, Vibo. Lo è per i grandi centri, per i territori omogenei, per le aree produttive.

Il nuovo centro di Rossano e Corigliano, con le potenzialità di Cassano e Crosia. Il centro già affermato di Lamezia, con i suoi originari danti causa. I centri emergenti da Castrovillari ad Acri, da Montalto a San Giovanni in Fiore.

L’area grecanica da Melito a Roghudi a Brancaleone, e poi da qui la Locride con Siderno. La Piana da Gioia a Palmi. L’area dello Stretto, Villa. I comprensori turistici: dall’area di Tropea, all’alto Tirreno sino alla Basilicata; dall’alto ionio Sibari, al crotonese a Isola di Capo Rizzuto. E poi i piccoli comuni, gioielli della Calabria.

Territori che esprimono grandi vocazioni. Potenzialità che vanno collegate al pensiero e alle risorse europei.

I temi che la sostenibilità economica, sociale ed ambientale pongono davanti sono chiari. L’UE pone la condizione necessaria prima richiamata, rifacendosi ai vari documenti ufficiali sulla mobilità sostenibile. Si richiamano i 3 documenti UE più importanti: piano di azione mobilità urbana (2009), libro bianco sui trasporti (2011), linee guida per i Pums (2014).

In questo quadro è importante la decisionalità che viene dal basso. Devono essere i comuni grandi e piccoli a voler stare in Europa, seguendone le indicazioni.

È utile riprendere la discussione urbanistica, molto feconda in Calabria durante la scrittura della legge regionale urbanistica. Legge con luci ed ombre come evidenziato già da Bianchi.

Oggi a scala nazionale “continuano le discussioni sul piano strutturale, non cogente ma costituito tradizionalmente da perimetri e norme tecniche, su infiniti quadri conoscitivi e deludenti avvisi pubblici”, drammatica sintesi di Silvia Viviani, presidente nazionale INU, applicabile in Italia ed in Calabria.

La Regione ha un ruolo importante nel promuovere i piani urbani di mobilità sostenibile: sia il Consiglio, con una rilettura strategica della legge regionale, sia la Giunta con indicazione tattico-operative di tipo programmatorio. La legge regionale può e deve essere aggiornata, come recentemente chiesto anche dall’ANCE. Pums, rigenerazione urbana, adeguamento sismico, riduzione rischi naturali e antropici, sono i pilastri da introdurre.

I comuni possono operare nel solco europeo a prescindere dalla Regione, ed il Consiglio può approvare la nuova legge regionale. Nessuno ha alibi.

Si ripetono sulla stampa e sul web le gare a chi può scaricare addosso le responsabilità. Renzi ed Oliverio sono i premier a Roma ed a Catanzaro, ma questo non ha nulla a che fare con i Pums delle città e dei territori intercomunali.

Il biglietto per l’Europa lo devono conquistare le singole realtà urbane.

Il Sud ha tecnici di grande competenza nei trasporti, che possono dare un contributo notevole ai Comuni, ed alla spesa efficace ed efficiente. Laurea, master e dottorato in ingegneria dei trasporti pongono i tecnici italiani nelle prime posizioni internazionali.

Il Sud può e deve entrare in Europa.

*Docente Unirc