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TEOREMA MEZZOGIORNO. Svimez: ma la Splending review sta massacrando il Sud

TEOREMA MEZZOGIORNO. Svimez: ma la Splending review sta massacrando il Sud

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''Spending review'' nella sostanza significa che si tagliano gli investimenti pubblici e gli incentivi alle imprese per rimettere a posto di conti dello Stato.

Ma la Spending italiana sta avendo un effetto perverso che testimonia la vittoria del TEOREMA MEZZOGIORNO, cioè un insieme di convincimenti per cui il Sud è irredimibile ed è quindi meglio per il paese se lo si lascia andare.

A ripetere e dimostrare quel che già si sa c’hanno pensato Giannola e Padovani, presidente e direttore Svimez, e Petraglia (uniCal) in uno studio in corso di pubblicazione su “The Italian journal of pubblic economics” dove, cifre alla mano, si dimostra che la Slending ha colpito soprattutto il Sud provocando un effetto depressivo che continua a far crescere i divari regionali.

Secondo i tre studiosi nel 2015 il taglio della spesa pubblica rispetto al Pil sarà del 6,2% al Sud e del 2,9 al Centro-Nord. Insomma, al Sud i tagli saranno più del doppio. Questo dato è l’effetto ''di una 'spending review' all'italiana, poco definita e poco realizzata, che non ha interessato effettivi sprechi bensì un crollo generalizzato di investimenti pubblici e di incentivi alle imprese, mentre servirebbe trasformare gli sprechi in spesa produttiva per i servizi pubblici fortemente carenti specie nelle aree svantaggiate del Paese''. Insomma, invece di tagliare dove sprechi e corruzione bruciano le risorse recuperandole per investimenti i tagli uguali massacrano il Sud dove in realtà è stata fatta e interamente sopportata la manovra di Splending.

''Nel 2013 infatti le minori spese nette hanno raggiunto il 2,7% del Pil a livello nazionale: ma se nel Centro-Nord il taglio è stato pari al 2,2%, al Sud la riduzione ha pesato più del doppio: -4,5%. Stessa performance nel 2014: al Centro-Nord -2,8%, al Sud -5,5%. Il taglio della spesa continua a crescere nel 2015: -3,7% a livello nazionale, quale risultato del -2,9% del Centro-Nord e del 6,2% al Sud''.

''Il taglio alla spesa penalizza il Sud soprattutto per quanto riguarda gli investimenti pubblici, la componente della spesa pubblica più colpita, e una delle componenti di domanda in grado di stimolare la ripresa nell'economia meridionale. La spesa pubblica in conto capitale ha registrato al Sud riduzioni da due a tre volte in più rispetto al Centro-Nord: -1,6% nel 2013 contro il -0,5% del Centro-Nord; nel 2014 -1,9% contro -0,7% dell'altra ripartizione, arrivando nel 2015 a -2,1% al Sud contro -0,8% del Centro-Nord'.

Ma non si tratta solo dell’ultimo decennio. Per Svimez ''Non va meglio nel lungo periodo. In dieci anni, dal 2001 al 2012, la spesa in conto capitale per le aree sottoutilizzate, fondamentale per le azioni di riequilibrio territoriale, al Sud è scesa del 58%, passando da 16,5 a 6,9 miliardi di euro; al Centro-Nord è scesa nello stesso periodo del 10%, calando da 3,7 a 3,3 miliardi di euro. In altri termini, i 791 euro che ogni cittadino del Mezzogiorno riceveva nel 2001 sono scesi nel 2012 a 334, mentre i 99 euro destinati pro capite alle aree sottoutilizzate del Centro-Nord sono diventati 85 undici anni dopo''.

E ancora: ''In discesa anche la quota della spesa pubblica in conto capitale destinata al Mezzogiorno sul totale nazionale: nel settore pubblico allargato (che comprende Pa ma anche società quali Enel, Eni, Poste italiane, Ferrovie dello Stato, la quota è passata dal 36,5% del 2001 al 30,2% del 2012'', continua il rapporto Svimez. ''Sono proprio le politiche di spesa delle imprese pubbliche nazionali e locali a penalizzare il Sud: nel 2012, le spese d'investimento delle imprese pubbliche nazionali nel Mezzogiorno erano pari a 215 euro pro capite, contro i 318 del Centro-Nord. Nel caso delle imprese pubbliche locali, lo scarto era ancora più ampio (62 contro 188 euro). L'austerità pesa di più al Sud: nel 2015 9,5% del Pil al Sud contro 6% del Centro-Nord''.

Com’è noto la 'spending review' quando venne affacciata in Italia circa dieci anni fa aveva l’obiettivo di fornire ai cittadini servizi più efficaci. Si sarebbero dovute tagliare spese improduttive e parassitarie e con le risorse liberate far crescere il paese.

Invece si sta tutto risolvendo in un nuovo massacro del Sud.