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PD. Assenze pesanti al Regionale Democrat. I renziani di Reggio disertano in blocco

PD. Assenze pesanti al Regionale Democrat. I renziani di Reggio disertano in blocco

plati     di RICCARDO TRIPEPI - Il Pd terrà la prossima assemblea regionale a Platì il prossimo 2 giugno. A darne l’annuncio è stato il segretario Ernesto Magorno durante i lavori del parlamentino calabrese dei democrat che si è riunito a Vibo Valentia. Una data simbolica, la festa della Repubblica, ed anche successiva alle prossime amministrative che il centrosinistra è convinto di vincere. A Vibo, al tavolo della presidenza, si sono alternati i candidati alla carica di primo cittadino dei principali Comuni che saranno chiamati al voto il prossimo 31 maggio. Attenzione strategica, ovviamente, per Vibo Valentia, unico capoluogo di Provincia interessato dal voto che per il centrosinistra vedrà correre Antonio Lo Schiavo e per il Comune di Gioia Tauro, come dimostrato dall’applauditissimo intervento dell’aspirante sindaco Aldo Alessio.

Fin qui le note positive della riunione di ieri, con il sostegno scontato e unanime sia all’iniziativa di Platì che ai candidati in vista delle prossime amministrative. E’ la situazione interna al Pd, però, che continua a non convincere.

Assente la quasi totalità dei parlamentari calabresi, ufficialmente impegnata a Roma per l’attuale e delicata fase politico-legislativa in cui si trova immerso il governo Renzi, è toccato al solo Bruno Censore ritornare sul “fattaccio” dell’Italicum e sull’aperto dissenso al premier manifestato dai deputati eletti in Calabria D’Attorre, Bindi, Bossio e Stumpo, tutti di opposizione. Eccezione agli schieramenti abituali è stato proprio Censore che ieri ha ribadito la sua scelta “da uomo di partito”, che pure sembra ritagliargli un ruolo nuovo, ben più distante dagli ambienti bersaniani, considerato anche che il suo intervento di ieri è sembrato velatamente polemico con le recenti esternazioni di Enza Bruno Bossio.

Assente anche il governatore Oliverio, sostituito dal vice presidente della giunta Enzo Ciconte.

Ma gli scranni vuoti che hanno fatto accendere la spia di allarme in casa democrat sono stati quelli dell’opposizione renziana al governatore e, in special modo, di quella reggina. Non pervenuti i parlamentari Demetrio Battaglia e Marco Minniti, e non è più una novità, non sono stati avvistati neanche il consigliere regionale Nicola Irto, presidente della IV Commissione “Ambiente”, né i quadri del partito Demetrio Naccari Carlizzi, Gimo Polimeni e Mommo De Maria. A dire il vero tra i consiglieri regionali si fa prima a contare i presenti e cioè il bersaniano doc Sebi Romeo e il vibonese Michele Mirabello nella qualità di padrone di casa. Assente anche l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta che evidentemente ha rinunciato anche alla polemica nell’ultimo periodo.

Un dato che non può non fare riflettere i padroni del vapore. Oliverio è praticamente sotto assedio. La sua linea dura nei confronti del governo Renzi e lo scontro con Delrio sulla composizione della giunta hanno prodotto nell’ordine: l’arrivo del Commissario alla sanità Massimo Scura, di Barbagiovanni Minciullo all’Autorità portuale di Gioia e l’ombra dello stesso Delrio sulla gestione dei fondi europei.

Nonostante ciò il governatore non sembra aver mutato il passo e anche il segretario renziano Magorno, con il suo ondivago tenersi a galla, è da tempo sulla graticola. Le assenze di ieri spargono ulteriore sale sulle ferite già aperti di un Pd che si trova a governare la Regione per assenza dell’avversario, ma che non ha saputo essere all’altezza delle speranze dei calabresi in un nuovo corso. E’ chiaro a tutti che un malessere di questo tipo dovrà pur esplodere in qualche modo e che Renzi e i suoi non sono abituati a tollerare defezioni e contrapposizioni senza adottare le dovute contromisure. Ed Oliverio, che nei prossimi mesi sarà chiamato a completare la sua giunta parziale, ha iniziato a capirlo sulla sua pelle.