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TEOREMA MEZZOGIORNO. Il contributo dei meridionali all’affossamento del Sud

TEOREMA MEZZOGIORNO. Il contributo dei meridionali all’affossamento del Sud

ms   di ALDO VARANO -

UNO. Nelle scorse settimane questo giornale ha definito “Teorema Mezzogiorno (TM) l’insieme dei convincimenti sempre più diffusi e radicati nel paese, secondo cui il Sud ha cessato di essere un problema perché è (sarebbe) diventato ormai un problema irredimibile. Da qui l’abbandono progressivo di qualsiasi tentativo di risollevarne le sorti sempre più, per definizione, non modificabili.

Il TM non è un’invenzione recente. Era già presente nelle pieghe del movimento risorgimentale ed è sempre rimasto accucciato nel sottopancia del paese. Un animale addormentato, selvaggio e feroce.

Di nuovo nel TM, un secolo e mezzo dopo l’Unità, c’è il fatto che sempre più consapevolmente esso viene utilizzato nello scontro tra i diversi territori del paese per l’accaparramento delle risorse rarefatte dalla crisi. Nessun potere forte italiano punta al recupero delle potenzialità del Sud come soluzione dei problemi italiani.

Non lo fa con determinazione il governo. Non ci pensano partiti, sindacati, corporazioni. Non se ne preoccupano, se non in modo distratto e contorto, i meridionali. Per tutti la crisi va superata a Nord. Le risorse vanno convogliate lì perché lì, sostiene TM, possono riprodursi e moltiplicarsi. Se dirottate al Sud, invece, verrebbero disperse e sprecate dal ceto politico più corrotto e incapace del paese, dalla voracità violenta delle mafie, dalle borghesie grigie al loro servizio, dall’assistenzialismo parassitario che sale da un Meridione ormai privo di possibilità e perfino di richieste e/o domande.

DUE. E’ l’immagine del Mezzogiorno (e della Calabria) l’asse strategico del TM. L’immagine non è soltanto l’opinione che si ha di una e di questa parte dell’Italia (la vecchia e paciosa divisione tra polentoni e terroni, tra i calabresi testa dura di montagna e i genovesi più tirchi degli scozzesi), ma la ragione fondamentale che giustifica (e legittima) l’abbandono del Sud e l’assenza di iniziativa per la sua ripresa.

Perché è accaduto? Perché la Germania ha risolto in pochi anni la sua “questione meridionale” (l’intera Germania orientale devastata dal comunismo) e noi ci trasciniamo la nostra da un secolo e mezzo sprofondando in un degrado che inchioda l’Italia in un’economia duale, solo unico grande paese europeo "avanzato" condizionato da questo handicap?

Nessuno si fa più queste domande. E quando si tentano risposte non arrivano mai dall’indagine scientifica dei processi reali della società. La spiegazione, anche se inconfessata e (quasi) mai chiaramente espressa, è una sola: lo sfasciume non dipende dai processi storici che l’uomo può sempre modificare, ma dagli uomini stessi e dalle tare che si portano addosso e dentro. Quindi, scarso senso civico, familismo amorale, sangue caldo e tutte le altre sciocchezze a sfondo razzista che prendono atto della situazione senza mai spiegarne le ragioni che l'hanno determinata. Ma se si cancellano le spiegazioni ideologiche, metafisiche ed etiche resta in piedi un solo assunto: noi meridionali siamo figli di un dio minore, persone di seconda scelta, come le piastrelle venute male che, giusto per non buttarle, al massimo, si possono utilizzare per il bagno di servizio

Fin qui tutto vecchio, noto, visto.

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TRE. Il fatto nuovo e poco indagato è, invece, il contributo che al moderno e nuovo TM arriva dal Sud, dalla sua politica, dai suoi intellettuali (a partire da giornalisti e opinionisti; ma non solo da loro). Aggiungerei dalla sua borghesia se ormai la borghesia meridionale non fosse (quasi) soltanto la sintesi delle corporazioni dei professionisti che non hanno mai avuto cultura, storia e progetto ma, a Sud, sono cresciuti nello sforzo individuale e competitivo connesso alla ricerca di occasioni personali e opportunità in cui collocare le proprie (individuali e spesso mediocri) competenze.

Non è un caso che proprio questi ceti, che occupano ruolo e spazi privilegiati nell’accaparramento delle risorse (scarse) che circolano a Sud, producano il segmento più ampio delle nuove generazioni che scappano dalla Calabria e dalle altre regioni meridionali, alla ricerca di nuove condizioni di vita, dopo che la Calabria e quei territori hanno pagato i costi della loro formazione.

QUATTRO. Certo, prima o poi anche in Calabria bisognerà avviare una discussione libera e disinteressata sulle forze che portano acqua al mulino del Teorema Mezzogiorno che ci sta affondando. Per restare a galla il punto fondamentale non è sempre stato quello di individuare il nemico interno che lavora per gli altri?

*max slevogt, litografia.