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E’ Irto il candidato ufficiale Pd a Presidente del Consiglio

E’ Irto il candidato ufficiale Pd a Presidente del Consiglio

nicola irto

   NOSTRO SERVIZIO - I renziani del Pd hanno fatto quadrato su Nicola Irto. E’ il consigliere reggino il candidato ufficiale dei democrat. Lo ha deciso la riunione del gruppo consiliare, allargata ai notabili del partito, che s’è svolta lunedì pomeriggio a Lamezia. Reggio si è, quindi, aggiudicato il derby con Catanzaro nella corsa per la sostituzione del presidente uscente Antonio Scalzo. Decisiva in tal senso sarebbe stata una complessa mediazione a cui avrebbe lavorato Marco Minniti.

Il Pd, alla fine e facendo tirare un sospiro di sollievo ad Oliverio e Magorno, si sarebbe convinto a stoppare le discussioni in atto, riflesso dei malumori che sono nati e cresciuti attorno alla vicenda che s’è sviluppata a partire da Rimborsopoli. Il timore di una possibile discussione che si sarebbe potuta trasformare in un regolamento di conti doloroso per tutti, al momento, pare sia stato evitato. Un giudizio questo che, ovviamente, va sottoposto a riserve e andrà verificato sulla base dello svolgimento concreto dei lavori del Consiglio che dovrà eleggere il nuovo presidente.

Nella riunione di Lamezia vi sarebbe stato un intervento critico di Mimmo Battaglia, l’altro candidato presidente accreditato nei giorni scorsi in alternativa a Irto. La Sculco avrebbe manifestato riserve spiegando che non investono la candidatura di Irto ma si riferiscono al rapporto con Oliverio. Assente dalla riunione l’ex assessore Guccione che avrebbe però fatto arrivare un messaggio ufficiale precisando che è sua intenzione adeguarsi alle decisioni che avrebbe assunto il gruppo. Anche Nucera, il consigliere di Sel che rappresenta il gruppo La Sinistra, si trova su posizioni critiche anche se di origine politica e non connesse direttamente alla vicenda del nuovo Presidente ma determinata più ampiamente dai rapporti col Governatore che Nucera nei giorni scorsi aveva attaccato di scarsa discontinuità con le giunte precedenti proponendo l'azzeramento dell'intero ufficio di presidenza e di tutte le nomine fatte dalla Giunta Oliverio fin qui.

Insomma, la riunione, sul punto specifico della candidatura di Irto, sarebbe filata liscia senza aggravare alcuno dei problemi che hanno agitato le acque democrat in questi giorni e, soprattutto, senza mostrare, dice chi alla riunione ha partecipato, alcuna debolezza o tentazione verso le numerose manovre delle opposizioni, intensificatesi nelle ultime ore, per costruire una spaccatura democrat sulla presidenza facendo balenare l’ipotesi di un appoggio che avrebbe messo in grave imbarazzo il Pd indebolendo Oliverio.

Il quadro resta movimentato e da più parti si sta lavorando a costruire, allargare, indebolire le maggioranze.

Per eleggere Irto alle prime due votazioni (come accadde con Scalzo) occorre una maggioranza dei due terzi. Alla terza votazione, invece, basterà la maggioranza relativa che il Pd potrebbe raggiungere autonomamente se non interverrà nel segreto dell’urna alcuna defezione. Ma i democrat, per loro sarebbe un segnale importante, lavorano su più fronti per farcela alla prima botta. Ovviamente, se si tiene conto delle posizioni già espresse, non ci saranno i numeri. Lo scontro, in ogni caso, non è più sul presidente ma sul possibile costo da far pagare al Pd e ad Oliverio per quanto è fin qui successo.

Anche coi consiglieri della “Oliverio presidente” sarebbe intervenuta una chiarificazione. Il Governatore li ha riuniti ed ha chiesto unità e compattezza spiegando che l’attacco non è su questo o quel candidato presidente del Consiglio ma che si punta a indebolire la maggioranza.

Il problema è con Calabria in Rete e La Sinistra, cioè con la Sculco e Nucera: sceglieranno di dare un segnale di critica a Oliverio da cui si sono sentiti esclusi da qualsiasi tipo di rappresentanza?

Senza i loro voti (e magari con qualche franco tiratore) diventerebbe fondamentale il contributo del Ncd di Tonino Gentile per eleggere il candidato Pd. Gentile lo sa e sta alzando il prezzo. Difficile, al momento, capire se la strategia di Gentile, che sembra sempre più allontanarsi dell’iniziale progetto di agganciare il Csx calabrese di Oliverio, sia suggerita da vicende nazionali (diventerà sottosegretario se vi sarà un rimpasto nel governo Renzi?) o da questioni calabresi. Ma lo si capirà fin dall’esito del primo scrutinio.