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CONSIGLIO. Passa Irto. Csx compatto, Cdx sempre più isolato

CONSIGLIO. Passa Irto. Csx compatto, Cdx sempre più isolato

nicola-irto   di RICCARDO TRIPEPI

- Vicinanza agli ultimi, ai malati, ai disoccupati, ai giovani emigrati troppo presto per “trovare condizioni di vita più diginitose”. E poi uno sprone al centrosinistra perché sappia attuare “una terapia d’urto” per la Calabria e farla diventare una Regione normale. Ha le idee chiare il nuovo e giovanissimo (appena 33 anni) presidente del Consiglio regionale Nicola Irto che ieri è stato eletto al primo scrutinio, raggiungendo cioè la maggioranza qualificata dei due terzi, prevista dallo Statuto.

Su di lui, non senza difficoltà, si sono ricompattati il Pd e le altre forze del centrosinistra per un totale di 20 voti favorevoli. Gli altri tre, necessari per superare il quorum di 21, sono arrivati dal Nuovo centrodestra che, ripetendo quanto già fatto in occasione dell’elezione di Antonio Scalzo, ha concesso l’ormai famigerata “stampella” a Mario Oliverio e alle sue truppe. E’ stato il capogruppo Arruzzolo ad annunciarlo all’Aula: «Voteremo Irto per senso di responsabilità e perché così abbiamo stabilito insieme al partito nazionale».

Il senatore Tonino Gentile, sempre in odore di diventare sottosegretario del governo Renzi, ha colpito ancora e blindato così anche la posizione del fratello Pino nell’Ufficio di presidenza che rimarrà inalterato. Il patto con il Pd e Marco Minniti si è ripetuto poi nella giornata di ieri anche in Parlamente dove era in votazione lo sblocco dei fondi per gli Lsu-Lpu.

Sempre più isolata la minoranza di centrodestra che ha espresso sette schede bianche e una nulla. Fallito il tentativo di seminare zizzania e difendere l’operato di Scalzo. Orsomarso, Tallini, Salerno, Nicolò e Cannizzaro, anche durante la seduta di ieri, hanno aperto un vero fuoco di fila sul centrosinistra, reo di applicare il garantismo a fasi alterne. «E se arrivasse un avviso di garanzia ad Oliverio?» ha chiesto Orsomarso. E se Nicolò ha difeso l’operato di Scalzo che avrebbe dovuto restare in carica e stigmatizzato il mancato confronto con l’opposizione su un passaggio nevralgico per la legislatura, Cannizzaro ha esagerato: «Oggi celebriamo i funerali del Pd: Scalzo è stato dimesso ed è chiaro che il partito calabrese sia commissariato da Roma».

Stesso vigore di critica è arrivato sulle scelte di Oliverio per la nuova giunta. Salerno sul punto è stato caustico: «si continua a parlare di taglio delle spese e poi si nominano sette esterni e dunque sette stipendi in più. Un costo inutile e un’umiliazione per i consiglieri».

I fuochi pirotecnici innescati dall’opposizione, però, hanno avuto il solo effetto di tirare per le lunghe il dibattito e non hanno scalfito il centrosinistra che durante le riunioni fiume che hanno preceduto il Consiglio aveva trovato la quadra interna.

Che tutto sarebbe filato liscio come l’olio lo si era capito fin dal discorso di commiato del presidente uscente Scalzo che non ha sollevato nessuna polemica e anzi da “uomo di partito” quale si è definito ha specificato: «Nessuno mi ha chiesto di dimettermi. L’ho fatto solo per rispetto delle Istituzioni e per sensibilità politica».

Dopo di lui anche gli altri presunti dissidenti hanno rinfoderato l’ascia di guerra. Flora Sculco di “Calabria in rete” pur non rinunciando ad esprimere «un disagio per come stanno andando le cose e per le inutili liturgie che si celebrano fuori dalle sedi istituzionali» ha annunciato il suo voto favorevole. Ma i sì ad Irto sono arrivati anche da Mimmetto Battaglia e da Carlo Guccione che nell’esprimere la propria fiducia ad Irto lo anche caricato di responsabilità «Irto ha le qualità per aprire un nuovo regionalismo fatto di autonomia e autorevolezza. Altrimenti saremo costretti a subire le decisioni del governo nazionale e di una sorta di commissariamento».

Tutto liscio per Irto che nel suo discorso di insediamento ha voluto ringraziare sia il suo predecessore Scalzo che ricordare il compianto Franco Fortugno. Per poi concentrarsi sul futuro. «La Calabria deve diventare fino in fondo una regione autonoma. Questo serve. E può essere autonoma solo una terra che crea e produce in modo crescente le risorse necessarie a soddisfare per intero i propri bisogni. Per riuscirci, a partire da questa Assemblea, bisogna compiere tutte le scelte necessarie per cancellare dal nostro orizzonte futuro contraddizioni, arretratezza, privilegi, sprechi, illegalità, l'handicap terribile della 'ndrangheta. Deve diventare una terra normale, la Calabria».