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LA NOTA. Consiglio regionale. Oggi il Pd decide: Irto in pole position

LA NOTA. Consiglio regionale. Oggi il Pd decide: Irto in pole position

nicola irto    di RICCARDO TRIPEPI

- Arriva il giorno delle decisioni in casa Pd. Oggi il gruppo consiliare dei democrat si ritroverà a Lamezia Terme, insieme ai Democratici Progressisti, per arrivare, finalmente, al nome del nuovo presidente del Consiglio regionale che dovrà prendere il posto del dimissionario Antonio Scalzo.

L'imposizione romana del rinnovamento totale, come risposta all'esplodere di "Rimborsopoli", ha imposto un cambio anche alla guida di palazzo Campanella, dopo aver azzerato la prima giunta di Oliverio. Nonostante tutti i tentativi del presidente uscente di rimanere in sella, anche in virtù della propria posizione marginale nell'inchiesta. Guerini e Lotti, però, sono stati irremovibili: discontinuità totale rispetto al passato. E del resto il governatore Mario Oliverio, ma anche il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno, avrebbero avuto il loro bel da fare per spiegare a Carlo Guccione e a Vincenzo Ciconte che avrebbero dovuto farsi da parte, mentre per Scalzo si sarebbe dovuta fare un'eccezione.

Il risultato finale, all'esito dell'operazione di rinnovamento, è che sono sempre di più gli scontenti. Agli assessori defenestrati, si aggiungono gli aspiranti che hanno dovuto rinunciale al posto nell'esecutivo perché ha prevalso la linea di nominare tutti esterni. Scalzo e i suoi non stanno certo facendo i salti di gioia, ma i malumori crescono anche nelle altre forze della maggioranza.

La Sinistra di Nucera ha chiesto il rinnovamento di tutte le cariche, anche di quelle dirigenziali; Flora Sculco di "Calabaria in rete" ha criticato aspramente il mancato coinvolgimento delle forze di centrosinistra nei processi decisionali e puntato l'indice contro le decisioni imposte dai dirigenti romani; la lista "Oliverio presidente" è da tempo critica contro una gestione che avrebbe visto un progressivo svilimento delle funzioni del Consiglio.

In questo quadro si si inserisce la difficile trattativa interna ai renziani cui spetta la presidenza. Il derby Catanzaro-Reggio sta finendo a vantaggio dello Stretto con il nome di Nicola Irto, decisamente favorito su quello di Mimmetto Battaglia. Ed oggi dalla riunione dovrebbe esserci l'accordo finale sul suo nome che sarà presentato agli alleati il giorno dopo in occasione della riunione dell'assemblea. Le imboscate dell'ultima ora sono però assai probabili, così come sarà difficile gestire la seduta di Consiglio, specie se dovesse aprirsi il dibattito sulle dimissioni di Scalzo, come richiesto dal capogruppo di Forza Italia Alessandro Nicolò.

All'esercito dei dissidenti si è aggiunto da ultimo anche il Nuovo centrodestra di Tonino Gentile che continua la sua marcia di allontanamento dal centrosinistra e da Oliverio. Ieri il senatore è intervenuto sulla questione Scalzo, bollando come sbagliate le sue dimissioni e facendo capire che il centrosinistra non potrà contare sui voti dei tre consiglieri alfaniani, così come era stato in avvio di legislatura.

"Io lasciai il Governo del mio Paese per niente, nemmeno un avviso di garanzia, ma non volevo esporre il mio partito e il mio Paese alla gogna mediatica: il presidente del Consiglio regionale, Antonio Scalzo, ha invece commesso un errore istituzionale a dimettersi - dice Gentile - Sia i nostri consiglieri che gli amici consiglieri di Forza Italia hanno fatto bene a sottolineare come non si possa cedere ad impulsi di giacobinismo, peraltro esponendo le istituzioni alle oscillazioni umorali esterne.  La Presidenza dell'Assemblea ha una verifica dopo trenta mesi e peraltro il presidente Scalzo rappresenta tutta l'istituzione”. Gentile rimprovera poi a Scalzo di non essere intervenuto sui rilievi Mef per poi concludere:

“C'è una distonia tra atti reali, che vengono differiti, e manifestazioni retoriche che indebolisce la credibilità delle istituzioni a scapito di tutti e dei cittadini amministrati innanzitutto".