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LA NOTA. Presidente del Consiglio: i Democrat decidono lunedì

LA NOTA. Presidente del Consiglio: i Democrat decidono lunedì

il consiglio       di RICCARDO TRIPEPI

- Tutto rimandato a lunedì. Il gruppo regionale del Pd, insieme ai consiglieri regionali dei Democratici Progressisti, si riunirà per decidere il da farsi in vista del Consiglio regionale fissato per il giorno dopo. Si è stabilito così, ieri, durante la riunione di Lamezia che il segretario regionale Ernesto Magorno ha convocato per fare il punto sulle emergenze calabresi e al quale hanno preso parte la deputazione calabrese democrat, i consiglieri regionali e molti dei rappresentanti locali del partito.

Nessuna defezione particolare. Considerato che al centro dell’incontro c’era anche l’emergenza legata la precariato e ai lavoratori Lsu-Lpu in particolare, gli occhi erano puntati sul “defenestrato” assessore al Lavoro Carlo Guccione che si è presentato puntuale all’appuntamento. Segnali di unità che il partito e Mario Oliverio tentano di dare in un momento assai delicato per la legislatura.

Tra i temi caldi affrontati nella giornata di ieri il prolungamento del commissariamento della Sanità fino al 2018 che, di certo, non ha fatto fare balzi di gioia a Mario Oliverio e ai suoi. Il governatore, al momento del suo insediamento, sperava di essere anche commissario, così come era avvenuto con tutti i suoi predecessori. Poi la modifica introdotta con la legge di stabilità glielo ha impedito, nonostante le rassicurazioni provenienti da Renzi. Alla fine Oliverio ha dovuto subire l’arrivo di Massimo Scura con il quale sono state scintille fin dal primo momento. Oliverio e la minoranza dem avevano allora puntato ad arrivare ad una rapida fine del commissariamento per ritornare alla gestione ordinaria. Anche questo piano, adesso, è miseramente fallito dopo la decisione del governo di procrastinare il commissariamento fino al 2018. Tante le critiche espresse alla decisione da parte del Pd anche per il modo con cui sarebbe stata trattata la Calabria, considerata ancora come una Regione canaglia.

Con l’atmosfera assai tesa e tutti i problemi messi in agenda, i democrat hanno preferito rinviare a lunedì la decisione sul presidente del Consiglio regionale che pure sta agitando l’intera coalizione di centrosinistra.

Le dimissioni di Scalzo che saranno in aula martedì 28 luglio hanno innescato una serie infinite di polemiche fomentate da destra, come da sinistra. Se il capogruppo di Fi Alessandro Nicolò ha chiesto che le dimissioni non vengano semplicemente ratificate, ma che su di esse si apra un dibattito, gli ha fatto eco la Sculco chiedendo al Pd un maggiore coinvolgimento degli alleati nelle scelte di governo che, per la consigliera crotonese, avrebbero fin qui visto il Pd calabrese comandato a bacchetta dai colonnelli romani.

All’interno dei democrat la situazione non è migliore. Dopo neanche un anno di legislatura cominciano ad essere davvero tanti i delusi. A partire dagli assessori messi da parte per finire a tutti quei consiglieri che non hanno avuto quello che si aspettavano e non lo avranno più, considerata la decisione assunta da Oliverio di comporre la sua giunta esclusivamente di assessori esterni. In questo quadro si inserisce la disputa tra Reggio e Catanzaro (territorio del presidente uscente), con la città dello Stretto che adesso sembra in vantaggio nella corsa verso il risultato finale (Irto e Battaglia). I dettagli dell’operazione, però, saranno messi a punto solo alla vigilia del Consiglio. Esattamente come avvenne per Scalzo all’avvio della legislatura. Il dato certo è che il confronto sulla scelta sarà solo tra Pd e Dp e non con le altre forze della coalizione. Elemento che potrebbe aprire ulteriori fronti di scontro per Magorno e Oliverio.