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LA NOTA. Le opposizioni divise sul referendum scelto da Fi per il rilancio

LA NOTA. Le opposizioni divise sul referendum scelto da Fi per il rilancio

diego-tommasi   di RICCARDO TRIPEPI

- Sono al lavoro i capigruppo di Forza Italia (Alessandro Nicolò), della Casa delle libertà (Francesco Cannizzaro) e del Misto (Fausto Orsomarso) per valutare “tecnicamente” tempi, modi e la stessa fattibilità del referendum sulla riforma dello Statuto regionale approvata dal centrosinistra. Il mandato è stato loro conferito dalla riunione delle forze di minoranza che lunedì è stata convocata a Lamezia Terme dalla coordinatrice regionale degli azzurri Jole Santelli. L’appuntamento, strategicamente convocato dopo le vittoriose elezioni amministrative, è servito a ricompattare le truppe. La Santelli ha ottenuto anche il sì di Giuseppe Graziano, il più riottoso tra i consiglieri regionali, e dimostrato unità di intenti.

E, c’è da dire, ha messo grande paura al centrosinistra di Mario Oliverio che continua a far finta di nulla, ma teme di restare impantanato in un processo di riforma che ha fin qui bloccato il completamento della giunte, formata ancora da tre soli assessori quando sono ormai trascorsi sei mesi dalle elezioni regionali. Una crepa evidente che l’opposizione vuole sfruttare al massimo per dimostrare la “pochezza” del governo regionale.

Unico a “reagire” alla proposta referendaria nella giornata di ieri è stato il presidente di Alleanza Ecologica Diego Tommasi. “L'ipotesi avanzata dai leader di Forza Italia per mettere in campo un referendum confermativo sullo statuto regionale ci sembra un inutile spreco di denaro pubblico – ha detto Tommasi - I dieci milioni di euro circa necessari potrebbero essere investiti per iniziative molto più importanti ed utili tipo: raccolta differenziata, qualità delle acque, bonifiche. Oltre a questo non ci sembra opportuno dare alibi al centrosinistra di non poter governare”.

Anche il Nuovo centrodestra vede di cattivo occhio il referendum e, sotto traccia, anche i democrat hanno avviato da tempo una sorta di moral suasion per evitare davvero che la Calabria, con tutti i problemi che ha, possa finire nel ridicolo proseguendo ad avere una giunta incompleta e impelagarsi in un referendum sull’assai poco appassionante tema del numero degli assessori esterni.

Di tutti questi fattori dovranno tenere conto i capigruppo delle forze di minoranza che, intanto, vogliono arrivare ad avere risposte precise in ordine alla spesa reale, considerato che essa varia da una forbice di quattro milioni a dieci, a seconda delle versioni. Occorre poi fare una valutazione compiuta in ordine alle reali possibilità di vincere una battaglia e di non restare vittime dell'astensione che si è già manifestata in maniera consistente e preoccupante in occasione degli ultimi appuntamenti elettorali. Una volta ultimato questo lavoro di ricognizione, i capigruppo riferiranno ai vertici dei partiti per fare il punto della situazione e presentare la domanda formale agli uffici competenti di palazzo Campanella.