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Tallini attacca nel Cdx sul referendum della discordia

Tallini attacca nel Cdx sul referendum della discordia

tallini   -

Mimmo Tallini prova a stanare i dissidenti. Lo fa con un invito esplicito ai consiglieri regionali che non hanno preso parte all’ultima riunione con Jole Santelli e che sembrano ormai avere preso le distanze dall’iniziativa di Forza Italia sul referendum.

Ennio Morrone (Fi) e Giuseppe Graziano (Casa delle libertà), già da qualche tempo, hanno iniziato ad esprimere con decisione le proprie perplessità sulla consultazione referendaria, anche per valutazione politiche (ad esempio lo scontro in atto da mesi tra Morrone e Wanda Ferro) che esplicitano le divisioni interne ai partiti di centrodestra.

I due poi hanno praticamente inferto un colpo mortale all’iniziativa non presentandosi neanche alla decisiva riunione che lunedì ha avuto luogo a Reggio Calabria.

Un’assenza più che esplicita, in considerazione del fatto che i termini per la presentazione della richiesta di referendum scadono sabato prossimo.

Il combattivo Tallini ha dunque scelto di attaccare a viso aperto. Intanto affermando che il documento, che a suo tempo anche Morrone e Graziano avevano sottoscritto, va considerato la vera e propria richiesta da depositare entro sabato. Per cui, è il ragionamento di Tallini, se Graziano e Morrone hanno intenzione di tirarsi indietro devono farlo esplicitamente annunciando il ritiro di una firma già data. E, ovviamente, assumendosi le responsabilità politica di una scelta che affossa la possibilità del centrodestra di provare a dare una spallata definitiva ad Oliverio e al centrosinistra che attraversano una fase di estrema debolezza.

“Se qualcuno, tra i consiglieri di opposizione, non è più d’accordo sull’iniziativa referendaria, non ha bisogno di ricorrere ad espedienti o mandare messaggi in codice. A loro – afferma Mimmo Tallini - basterebbe ritirare la firma liberamente apposta alla richiesta ufficiale di sottoporre a referendum popolare il testo della legge di revisione statutaria. Si, perché, al di là delle libere interpretazioni che ognuno può dare, il documento sottoscritto da otto consiglieri regionali non è un generico comunicato stampa come si vorrebbe fare intendere, bensì l’atto formale di richiesta di indizione del referendum, redatto in piena conformità con quanto dispone la legge.

La presentazione di questo documento - spiega Tallini - è sufficiente ad innescare la procedura referendaria, essendo garantito il numero dei firmatari previsto dalla legge. Mi meraviglia piuttosto il fatto che si sia aspettato tanto per la presentazione ufficiale, nonostante sia passato quasi un mese dalla sottoscrizione degli otto consiglieri”.

Aggiunge il consigliere regionale d’opposizione che sembra voler tirare in ballo anche una certa linea morbida tenuta da Jole Santelli che pure ha tentato di tenere compatte le truppe. «Se poi – precisa ancora Tallini - ci sono consiglieri che non condividono più l’iniziativa e ritengono di fare venire meno il numero di firme necessario, Forza Italia e il coordinamento dell’opposizione di centrodestra non potrebbero che prenderne atto. Si aprirebbe, a quel punto, un’inevitabile fase di chiarimento politico, perché questa iniziativa è stata il frutto di un’elaborazione collettiva e unitaria del partito e del centrodestra, presentata con grande enfasi dal coordinamento regionale di Forza Italia». (rictrip)