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LA NOTA. Martedì Oliverio annuncia la Giunta: tempi, difficoltà, totonomi

LA NOTA. Martedì Oliverio annuncia la Giunta: tempi, difficoltà, totonomi

oliverio     di RICCARDO TRIPEPI

- Oggi il governatore Mario Oliverio procederà alla promulgazione dello Statuto regionale. Poi dovrebbe procedere alla convocazione di una conferenza stampa per la giornata di martedì per l’annuncio della nuova squadra di governo. Nel secondo caso il condizionale è d’obbligo perché esistono ancora due variabili che stanno provocando qualche grattacapo al presidente della giunta.

Il primo è di natura tecnica. Scaduti i termini per la presentazione del referendum, non ci sono più ostacoli per la promulgazione del nuovo Statuto, così come approvato dal centrosinistra e, quindi, senza limiti alla nomina di assessori esterni. Rimane però l’istituto della vacatio legis a complicare i piani del governatore e cioè quel periodo di 15 giorni che trascorre dalla pubblicazione della legge prima che la stessa entri effettivamente in vigore e sia quindi operativa. Ciò vorrà dire che la nuova giunta dovrebbe entrare nel pieno delle proprie funzioni a metà di luglio. L’inconveniente, tuttavia, dovrebbe essere aggirato dal governatore abbastanza facilmente. Per tenere fede alle promesse fatte potrebbe limitarsi ad annunciare la giunta martedì e poi aspettare i tempi della vacatio legis.

Il secondo nodo è più spinoso, perché di natura politica. Oliverio, in ossequio a quanto richiesto e imposto da Lorenzo Guerini, si prepara ad un azzeramento totale. Dovrebbero andare fuori tutti gli assessori (compresi Ciconte e Guccione) e anche il presidente del Consiglio Tonino Scalzo.

E qui sta la complicazione. I primi sono stati indicati da Oliverio e lui stesso ha il potere di revocarli. Il secondo è stato eletto dal Consiglio, invece, e dovrebbe rassegnare le dimissioni autonomamente. Da questo punto di vista sia Magorno che Oliverio hanno avuto ampie rassicurazioni da Scalzo che si è anche confrontato con i big romani dando la disponibilità a rimettere l’incarico per il bene del partito e per dare un contributo a far uscire la Calabria dalle secche. Il punto è che in tanti, anche per evitare sgradite tensioni, vorrebbero che le dimissioni di Scalzo e l’annuncio dei nuovi assessori arrivino in contemporanea. Il che potrebbe voler dire per Oliverio dover attendere ancora qualche giornata.

Il toto nomi, invece, è sempre impazzito. Oliverio vuole optare per soli esterni, ma incontra diverse resistenza. La presa di posizione di Pasqua, proprio nella giornata di ieri, è assai significativa. Per l’esponente di maggioranza “pescare” esclusivamente da fuori equivale a svilire ulteriormente il ruolo del Consiglio regionale.

In ogni caso, stavolta, Oliverio non farà passi indietro. Non ci saranno consiglieri nella giunta nuova, anche perché non avrebbe senso sostituire Guccione e Ciconte. L’unica concessione che Oliverio potrebbe fare è quella di evitare una squadra di tecnici puri, lasciando qualche spazio a politici fuori dal Consiglio. I nomi in questo senso sono sempre quelli dei due Corigliano (Pepè e Maria Francesca) e di Gianni Speranza.

Tra i tecnici gettonatissimo il professore Viscomi, si ipotizzano adesso anche la professoressa dell’Università Mediterranea Carmela Salazar, che già ha fatto parte della Commissione dei 35 saggi che Letta aveva incaricato per le riforme, e il direttore di Confindustria di Cosenza Rosario Branda. Si rimane poi in attesa delle indicazioni romane su un altro nome e delle ultime decisioni di Oliverio che è ben consapevole di vivere il momento cruciale della sua stagione da governatore della Calabria. Per la presidenza del Consiglio invece in pole position sembra il reggino Mimmetto Battaglia, anche se l’idea di una donna alla guida dell’assemblea (Flora Sculco) continua ad esercitare un certo fascino.

Riccardo Tripepi