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GIUNTA. Oliverio sul rettifilo del traguardo. Gli ultimi nomi

GIUNTA. Oliverio sul rettifilo del traguardo. Gli ultimi nomi

Vincenzo-Pasqua     di RICCARDO TRIPEPI - Azzeramento totale. Ormai non ci sono più dubbi. Oliverio e Magorno hanno ottenuto quanto richiesto con forza da Roma, anche nella giornata di ieri. Fuori dalla giunta Guccione e Ciconte e fuori anche il presidente del Consiglio Scalzo. E tutti più o meno in contemporanea, seppure ci saranno alcune inevitabili differenza di tempistica, dettate dai differenti ruoli in discussione.

Guccione e Ciconte nominati da Oliverio possono essere da lui revocati in qualunque momento. E lo saranno mercoledì prossimo quando il governatore annuncerà la sua nuova squadra. Scalzo, eletto dal Consiglio, dovrà rassegnare le dimissioni cui dovrà seguire la formale presa d’atto dell’assemblea. I tempi, dunque, saranno un po’ più lunghi, forse il 13 luglio l’annuncio e il 20 la presa d’atto in aula. La sostanza, però, non cambia. Tutti fuori e senza spazio per ulteriori ripensamenti. Il destino di Guccione, Ciconte e Scalzo era inevitabilmente legato e non sono valse le mediazioni in atto per tentare di diversificare posizioni e responsabilità.

Ieri la conferma ufficiale della decisione di Scalzo è arrivata in serata con un tweet e una nota stampa. «Attraverso l’account twitter del suo portavoce, il presidente del Consiglio regionale, Tonino Scalzo, ha indicato la tempistica dei prossimi adempimenti di palazzo Campanella dopo l’annuncio della data di mercoledì per la presentazione della nuova giunta. Ufficio di presidenza del Consiglio e Conferenza dei capigruppo - si aggiunge - convocati per la prossima settimana. Probabile data lunedì 13 luglio. Prima di quel giorno Scalzo sarà impegnato al Comitato delle Regioni a Bruxelles. Lunedì prossimo - è detto ancora nella nota – Scalzo potrebbe annunciare le dimissioni di cui l'Assemblea di Palazzo Campanella deve prendere formalmente atto». Il Presidente Scalzo, in un tweet tutto suo, ha poi specificato: «Non sarò certo io l’ostacolo al cambiamento. Piena condivisione della linea politica con la segreteria nazionale Pd».

Si apre, dunque, anche la questione della sua sostituzione alla guida dell’assemblea, con il reggino Mimmetto Battaglia che, al momento, sembra in vantaggio sugli altri. La questione, però, sarà affrontata dopo aver chiuso la partita della giunta sulla quale Mario Oliverio si gioca il suo futuro politico e quello della legislatura.

Tra Roma e Calabria si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli. Si cerca l’alto profilo e Oliverio sta guardando con attenzione al mondo dell’Università. Può darsi per scontato l’ingresso di Antonio Viscomi (delega al lavoro), mentre salgono le quotazioni del docente della Mediterranea Francesco Russo che dovrebbe occuparsi di trasporti. In discesa le quotazioni di Carmela Salazar (sempre docente della Mediterranea) che già ha fatto parte della Commissione dei 35 saggi che Letta aveva incaricato per le riforme. Pare che la Salazar abbia declinato la proposta. In lizza anche Confindustria di Cosenza con Mazzuca o Branda.

Fuori dai professori rimangono in pista nomi più politici, seppure non consiglieri. Si tratta di Gianni Speranza e di Maria Francesca Corigliano. La questione, però, è assai delicata. Con una giunta mista Oliverio provocherebbe una frattura con il Consiglio che già si sente escluso. La presa di posizione di Vincenzo Pasqua, degli scorsi giorni, la dice lunga sul tema. Inoltre Roma, che pare si sia riservata la scelta di una casella, preferirebbe una giunta non ibrida. Per il governatore altre 24 ore per chiudere il cerchio.