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REGIONE. Tutti nuovi. Scalzo: “Mi dimetto, serve responsabilità". I nomi

REGIONE. Tutti nuovi. Scalzo: “Mi dimetto, serve responsabilità". I nomi

antonio-scalzo   di RICCARDO TRIPEPI

- Tutti a Roma i big calabresi del Pd per il varo della nuova giunta regionale. Nella giornata di oggi il governatore Mario Oliverio dovrebbe diramare la lista dei sette assessori che andranno a formare la nuova squadra di governo.

Nonostante le resistenze e i distinguo degli ultimi giorni, è passata la linea imposta da Guerini e dalla segreteria nazionale del partito: rinnovamento totale e discontinuità con il passato. Il che vuol dire: fuori gli assessori ancora in bilico Vincenzo Ciconte e Carlo Guccione e fuori anche il presidente del Consiglio regionale Antonio Scalzo che, proprio nella tarda serata di ieri, ha annunciato ufficialmente le proprie dimissioni.

“Questa mattina saranno protocollate alla segreteria generale di palazzo Campanella le mie dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio regionale – ha spiegato Scalzo - La decisione di rimettere il mio mandato scaturisce da una valutazione personale e politica sul delicato momento che la Calabria sta attraversando. Ho deciso di dimettermi per compiere un gesto di responsabilità politica e per il rispetto delle istituzioni che mi ha sempre caratterizzato in ogni circostanza. Il cosiddetto caso ‘Rimborsopoli’ mi riguarda in maniera marginale, molto marginale e comunque sono fiducioso che la mia vicenda sarà interamente chiarita. Tuttavia ritengo che quanto più alta è la posizione che si occupa in seno alle istituzioni democratiche, tanto maggiore deve essere la sensibilità politica richiesta in casi come questo. Già la scorsa settimana, dopo un confronto con la segreteria del Pd e in particolare con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, che ringrazio per l’attenzione rivolta alle vicende calabresi, avevo manifestato la mia piena disponibilità a ogni più idonea iniziativa volta a superare il momento di impasse politica e istituzionale. All’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale ci saranno le mie dimissioni”.

Il presidente dell’Assemblea legislativa prosegue: “Sulla mia vicenda personale, sono molto sereno perché le somme a me assegnate per l’attività istituzionale del gruppo del Partito Democratico sono state puntualmente rendicontate nel rispetto della legge vigente e del regolamento interno del gruppo del Pd. Adesso è tempo di mettersi a lavorare per il bene della Calabria dando continuità a un progetto politico che non riguarda solo la giunta regionale presieduta da Mario Oliverio ma anche il Consiglio, che nell’equilibrio delle funzioni interne alla Regione dovrà continuare a esercitare nel migliore dei modi il proprio ruolo di garanzia, di controllo e di produzione legislativa. Il Consiglio regionale – conclude Scalzo – deve dare prova di rigore e serietà. E credo che le mie dimissioni siano un atto che va in questa direzione”.

Mani libere, dunque, per Mario Oliverio che, tuttavia, dovrà aspettare i 15 giorni dalla pubblicazione della legge di riforma dello Statuto, così come previsto dalla vacatio legis, prima che la giunta entri nel pieno delle proprie funzioni. In ogni caso potrà operare senza limiti al numero degli esterni. Ed allora alla vicepresidenza dovrebbe andare un Prefetto il cui nome è ancora top secret. Tra gli assessori anche il professore Viscomi (Lavoro) e probabilmente anche Russo (Trasporti) seppure quest’ultimo ha avanzato qualche dubbio legato a problemi personali. Certo, invece, il no di Carmela Salazar, mentre dovrebbe trovare spazio la giovane Federica Roccisano, esperta di politiche comunitarie. La scelta di soli esterni restringe le possibilità di ingresso per Gianni Speranza, mentre potrebbe farcela ugualmente Maria Francesca Corigliano. Sempre in campo l’ipotesi di un esponente di Confindustria Cosenza (Mazzuca o Branda).

Le prossime ore saranno decisive. Chiusa la partita della giunta, si aprirà quella relativa alla successione di Scalzo. Il nome più gettonato è quello di Mimmetto Battaglia. Qualcuno, però, obietta che così ci sarebbero due reggini alla presidenza e alla vicepresidenza (D’Agostino). Ed allora si continua a tenere presente sempre l’ipotesi che porta ad una donna e cioè alla crotonese Flora Sculco.